venerdì, 19 Aprile 2024

Quanti danni ha fatto l’alluvione ai beni culturali della Romagna?

DiMatteo Runchi

29 Maggio 2023 , , ,
Romagna

L’alluvione della Romagna ha danneggiato anche moltissimi beni culturali. Libri, biblioteche, teatri e musei distrutti dal fango che ha invaso le strade. I primi interventi di emergenza sono cominciati, ma quanti soldi serviranno?

I danni al patrimonio culturale della Romagna

La fase emergenziale dell’alluvione in Emilia Romagna è passata, ed è cominciata la conta dei danni. Tra i settori più colpiti quello della cultura, esposto a calamità naturali di questo tipo per la sua intrinseca fragilità.

La situazione più critica è a Faenza, provincia di Ravenna, una delle città più colpite dall’alluvione. Qui il Museo Guerrino Tramonti è stato inondato completamente al piano sotterraneo e per oltre 30 centimetri al piano terra. Danni anche alla chiesa di san Francesco e alla Biblioteca Manfredoniana, dove l’acqua ha raggiunto un metro di altezza.

Nell’altra provincia più colpita, quella di Forlì Cesena, le situazioni critiche sono molteplici. Si è verificato un crollo nell’abbazia di santa Maria del Monte, proprio a Cesena, dove anche la biblioteca Malatestiana ha registrato gravi infiltrazioni.

I primi fondi dal ministero e gli interventi di conservazione

Proprio per le criticità riscontrate, il ministero dei Beni Culturali ha stanziato immediatamente 4 milioni di euro per i primi interventi urgenti. I danni però potrebbero andare ben oltre questa cifra. In totale, l’alluvione potrebbe costare alla regione tra i 4 e gli 8 miliardi di euro, secondo le prime stime.

Il governo per il momento ha stanziato 100 milioni, volti soprattutto a risolvere le emergenze ancora atto ripristinando collegamenti stradali, ferroviari e il regolare corso di canali e torrenti esondati. Nel decreto Emilia Romagna saranno messi a disposizione in totale 2 miliardi. Per la cultura non ci sono ancora stime precise, ma le situazioni di criticità sono 40, e sicuramente serviranno altri stanziamenti per risolverle.

Si sta però già agendo in fretta. Sfruttando una tecnica utilizzata durante l’alluvione di Firenze, alcuni libri antichi provenienti soprattutto dall’archivio della diocesi di Forlì sono stati congelati a temperature inferiori ai 25 gradi centigradi.

In questo modo si evita che muffe e funghi presenti nel fango attacchino la carta e le pelli. Alcune aziende di alimenti congelati, come Orogel e Bofrost, hanno messo a disposizione i propri frigoriferi per queste operazioni. ©

📸 credits: Canva

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.