giovedì, 22 Febbraio 2024

Hai un cellulare Huawei? Potrebbero essere guai

L’Unione Europea si schiera contro il sesto produttore di smartphone al mondo. Eppure, i cellulari c’entrano relativamente poco. Sul piatto è invece il controllo dell’infrastruttura digitale del futuro: il 5G. Alla base dell’Internet delle cose, è la tecnologia su cui da ormai alcuni anni l’azienda cinese ha buttato i suoi investimenti.

Non è la prima volta che la trasparenza di Huawei nel gestire le sue infrastrutture 5G è messa in discussione. Prima grande casa a spingere quest’innovazione, nel 2018, già nel 2019 si vedeva vietare l’accesso alle tecnologie USA del settore, dietro l’accusa di collusione col governo cinese, al quale la compagnia avrebbe passato i dati sensibili degli utenti.

Tra le autorità UE, si percepisce oggi una preoccupazione analoga. Eppure, al momento solo un terzo dei Paesi membri avrebbero escluso Huawei dalle loro comunicazioni 5G. «È troppo poco. E mette a rischio la sicurezza collettiva dell’Unione» ha affermato Thierry Breton, commissario europeo per il mercato. Per questo, la Commissione starebbe vagliando un divieto vincolante ed esteso a tutti gli Stati.

Se venisse approvata una misura simile, Huawei avrebbe parecchio da perdere. Dal 2019, quando era ancora in cima al mercato degli smartphone, con più del 20% delle vendite, la società si è lentamente riconvertita in un fornitore di servizi a terzi, rendendosi molto più dipendente dal 5G. Al 2022, produce solo il 4% dei cellulari al mondo, mentre il business delle reti portanti consiste in 283 miliardi (o il 44%) dei suoi ricavi totali.

8 Giugno 2023

Studente, da sempre appassionato di temi finanziari, approdo a Il Bollettino all’inizio del 2021. Attualmente mi occupo di banche ed esteri, nonché di una rubrica video settimanale in cui tratto temi finanziari in formato "pop".