sabato, 13 Luglio 2024

Italia-Macedonia del nord: 3 cose da sapere sul Paese balcanico

Sommario
Macedonia

La Macedonia del Nord sta facendo di tutto per entrare in Europa. Il prossimo avversario dell’Italia, a calcio come a pallavolo, è da 17 anni in attesa di accedere all’Unione Europea. Per arrivarci è disposta a cambiare tutto, dall’economia al proprio nome.

1. La Macedonia del Nord cresce più dell’Italia

Il PIL della Macedonia del Nord, in ripresa dopo il -4.7% del 2020, ha subito un duro colpo e la crescita si aggira attorno al 2% annuo, con previsioni che sfiorano il 3% per il 2024, stando ai dati dell’osservatorio economico del Ministero degli Esteri.

Dati non esaltanti, specialmente per un Paese a medio livello di sviluppo, ma comunque migliori di quelli italiani. Il nostro Paese ha rallentato la propria corsa e nel 2023 crescerà del 1,1% secondo le stime del governo. Le previsioni per il 2024 non vanno meglio, con un 1,2% di aumento del prodotto interno lordo.

2. Due popolazioni che invecchiano

Sia Macedonia del Nord che Italia hanno uno problema simile: l’invecchiamento e la diminuzione della popolazione. Gli abitanti di entrambe le nazioni non fanno figli o preferiscono emigrare all’estero per trovare condizioni di vita migliori.

Il piccolo Stato balcanico ha un tasso di natalità 1,3 figli per donna, lontanissimo dalla soglia di sostituzione della popolazione di 2,1. In Macedonia del Nord vivono poco più di 2 milioni di persone, meno di quante abitino a Roma, e un calo demografico del 10% in 20 anni. Anche l’Italia ha però dati simili, con 1,24 figli per donna e ormai da 16 anni perde abitanti a un tasso sempre più rapido.

3. Speranze europee

Le speranze di entrambe le nazioni, nella realtà come nello sport, si giocano in Europa. La Macedonia aspetta da 17 anni di avere accesso all’Unione, anche per ribilanciare la propria bilancia commerciale, in negativo di 3 miliardi di euro, grazie ad un accesso illimitato ai vantaggi che comporta essere uno Stato membro.

L’Italia affida il proprio rilancio economico agli ingenti fondi stanziati dal piano Next Generation EU, ottenuti tramite il PNRR. Per il momento però la lentezza delle riforme e l’incapacità di spendere le risorse forniteci dall’Unione sta complicando. ©

📸 Credits: Canva

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.