giovedì, 23 Maggio 2024

Come funziona il bonus nido

DiIlaria Mariotti

4 Aprile 2024 , ,
Sommario

Le famiglie con bambini fino a tre anni di età hanno diritto al bonus nido a copertura delle rette per asili – sia pubblici che privati – o baby sitter (ma solo in casi specifici). 

I destinatari

La misura, in vigore dal 2017, è rivolta a genitori naturali o adottivi di bambini al di sotto dei 36 mesi, che frequentino nidi o usufruiscano di assistenza domiciliare a causa di gravi patologie croniche. Il contributo può essere richiesto per più bambini appartenenti allo stesso nucleo e vale anche per quelli che compiranno tre anni nel 2024. In questo caso il bonus è riconosciuto in misura ridotta, e solo per le mensilità da gennaio a agosto 2024. 

Gli importi

Il contributo copre le spese di retta, pasti e imposta di bollo, ma non la quota di iscrizione.

L’importo è graduato rispetto all’ISEE minorenni, una tipologia di ISEE per le prestazioni a favore di minorenni che abbiano genitori non coniugati e non conviventi. Per il calcolo incide non solo il nucleo in cui vive il bambino, ma anche quello del secondo genitore.

Le fasce sono tre.

ISEE minorenni fino a 25mila euro: contributo massimo di 3mila euro suddiviso in 10 rate mensili da 272,73 euro e una da 272,70 euro.  

ISEE minorenni fino a 40mila euro: contributo massimo di 2.500 euro suddiviso in 10 rate mensili da 227,27 euro e una da 227,30 euro.

ISEE minorenni oltre i 40mila euro, oppure nel caso in cui l’ISEE minorenni non sia presentato: contributo massimo da 1.500 euro in 10 rate mensili da 136,37 euro e una da 136,30 euro.

Dal 2024 è stata inserita anche un’indennità nel caso arrivi un secondo figlio. I requisiti sono che sia nato nel 2024, che il primo figlio abbia meno di dieci anni e che l’ISEE minorenni non superi i 40mila euro. In questi casi il contributo sale a 3.600 euro in tutto.

Le scadenze 

Le domanda si sono aperte lo scorso 11 marzo e ci sarà tempo per presentarle fino al 31 dicembre sul sito INPS o tramite patronato. Per allegare la documentazione che attesti le informazioni fornite, come ad esempio le ricevute di pagamento, la scadenza è invece il 31 luglio 2025. Le erogazioni da parte dell’INPS sono già in corso dal 2 aprile. Corrisponderanno a un massimo di 11 mensilità e non potranno superare le spese effettivamente sostenute.  

Cosa fare per accelerare i rimborsi

Per accelerare istruttorie e pagamenti è possibile autocertificare le spese. Così facendo, l’accredito della rata avviene in automatico, con notevole riduzione dei tempi di accredito.

©

📸 Credits: Canva.com

Giornalista professionista, classe 1981, di Roma. Fin da piccola con il pallino del giornalismo, dopo la laurea in Giurisprudenza e qualche esperienza all’estero ho cominciato a scrivere per i giornali, quasi sempre online. All’inizio di cinema e spettacoli, per poi passare a temi economici, soprattutto legati al mondo del lavoro. Settori di cui mi occupo anche per Il Bollettino.