mercoledì, 7 Ottobre 2026

Finance Confidential: i retroscena della finanza

Sommario
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Dalla corsa ai biglietti per gli Oasis a Roma al crollo dei prezzi dei diamanti creati in laboratorio, passando per il boom del social commerce e la crescente fatica nel sostenere i troppi abbonamenti. Quattro storie in cui dietro a fenomeni apparentemente pop si nascondono soldi e nuovi modelli di business…

Oasis a Roma, il business non finisce al botteghino

Gli Oasis suonano allo Stadio Olimpico di Roma il 26, 29 e 30 luglio 2027, per uno dei tour più attesi della storia. E lo conferma la vendita dei biglietti, trasformata in una procedura a più passaggi. Dopo la registrazione obbligatoria, gli utenti sono stati selezionati casualmente per ricevere un codice personale e non trasferibile, necessario per accedere alla vendita vera e propria. Ogni codice consentiva di acquistare fino a quattro biglietti e i prezzi sono stati fissati in anticipo, senza il tanto discusso dynamic pricing dell’ultimo tour.

Ora che tutte le date sono andate sold-out, per i fan inizia il conto alla rovescia per poter cantare le canzoni dei fratelli Gallagher sotto il palco. Ma il retroscena finanziario riguarda però tutto ciò che succede intorno allo stadio. Già a metà settembre, per le notti dei concerti i prezzi delle camere doppie sono schizzati a medie comprese tra 120 e 200 euro, con punte di 400-500 euro, mentre nella settimana precedente si aggiravano intorno ai 100 euro. Diverse strutture risultano inoltre già non disponibili.

La stessa organizzazione ha trasformato il soggiorno in parte integrante del prodotto. I pacchetti che comprendono biglietto e hotel sono venduti a 499 euro a persona, in coppia, mentre i pacchetti VIP arrivano a 651,36 euro.

I diamanti da laboratorio hanno perso il 96% dal 2018

Il Mercato dei diamanti creati in laboratorio vive uno dei più pesanti cali di valore di tutta l’industria della gioielleria. I prezzi dei lab-grown sono infatti scesi del 96% rispetto a luglio 2018, quando è iniziato il monitoraggio della serie (fonte: indice Edahn Golan).

Nel secondo trimestre del 2026, l’indice è calato del 13% su base annua, ma ad essersi ridotta è anche la velocità della discesa. Per i diamanti rotondi da un carato, per esempio, i costi all’ingrosso sono addirittura aumentati dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le pietre più grandi continuano invece a registrare cali importanti: -11% per quelle da 1,50-1,99 carati e -20% per quelle da 2 carati.

Il quadro completo ci dice quindi che il lab-grown ha perso una parte importante del proprio valore rispetto all’inizio della serie, ma quest’anno ci sono dei segnali positivi di rallentamento della discesa e comportamenti che cambiano a seconda della dimensione della pietra.

TikTok Shop, il social che vuole diventare marketplace

TikTok Shop sta trasformando rapidamente il modo in cui gli utenti scoprono e acquistano prodotti. Guardando al Mercato degli Stati Uniti, nel solo primo semestre del 2026 il valore lordo delle merci vendute ha raggiunto una stima di 11,8 miliardi di dollari, con un +103% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: Momentum Works). Per l’intero 2026, si prevedono vendite pari a 23,41 miliardi di dollari, con una crescita del 48%.

Il dato forse più interessante è però quello che riguarda il modo in cui gli acquisti vengono effettuati. Nel primo semestre dell’anno lo Shop Tab, cioè il marketplace interno alla piattaforma, ha rappresentato il 51,4% del valore di vendita di TikTok Shop, contro il 40,4% attribuito ai video e l’8,2% alle live. Il prodotto continua quindi a essere scoperto attraverso i contenuti, ma una quota crescente delle transazioni passa direttamente dal negozio interno.

Il confine tra pubblicità e acquisto si fa sempre più sottile. Il feed si sta velocemente trasformando dal luogo in cui si scopre un prodotto a quello in cui lo si compra.

“Streamflation”, la stanchezza da abbonamenti

Il modello dell’abbonamento con pagamento mensile (o annuale) ha conquistato streaming, musica, videogiochi e una quantità crescente di servizi digitali. Ma per i consumatori, il numero di rinnovi sembra diventare sempre più difficile da sostenere.

Il 39% degli americani ha cancellato almeno un abbonamento negli ultimi sei mesi, registrando ben 10 punti percentuali in più rispetto al 29% rilevato a marzo 2026 (fonte: Ipsos). Tra gli utenti di servizi streaming, inoltre, il 71% ritiene che i prezzi siano aumentati in maniera esagerata nell’ultimo anno.

Il fenomeno interessa anche il Mercato dei videogiochi, dove il costo sta diventando un fattore sempre più rilevante tra gli utenti che hanno già cancellato un abbonamento (fonte: Circana). Nel terzo trimestre del 2026, il 41% di chi ha disdetto l’Xbox Game Pass Essential e il 41% di chi ha cancellato il PlayStation Plus Essential ha indicato il canone tra le motivazioni principali, contro il 37% del primo trimestre. Per Nintendo Switch Online, la quota è salita dal 40% al 50%.

Si tratta della cosiddetta “subscription fatigue“, un fenomeno che si riferisce a quando ogni singolo abbonamento preso singolarmente può sembrare sostenibile, ma la somma di tutti i rinnovi diventa ingestibile per il proprio budget mensile. Per le aziende della subscription economy, il problema è convincere gli abbonati che il prossimo rinnovo vale ancora il prezzo pagato.©

📸 Credits: Canva

Sempre pronto a rinnovarmi e ad approfondire ogni giorno i temi che mi appassionano, credo che il giornalismo abbia una responsabilità enorme nella società. Per il Bollettino scrivo di sport e tecnologia, mi occupo anche di economia, attualità, musica e cinema.