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Coleman Kendall: «Se vince Biden atteso un calo per S&P500»

DiSimona Sirianni

15 Ottobre 2020

Manca poco alle elezioni Usa e gli analisti sono al lavoro per prevedere l’impatto che potranno avere sull’economia mondiale. Ma la vera grande differenza non dipenderà da chi si aggiudicherà la presidenza tra Donald Trump e Joe Biden, ma se il nuovo leader a stelle e strisce avrà a che fare con un Congresso che lo sostiene o meno. È lì che si gioca gran parte della partita, soprattutto per la politica estera e l’impatto sui nostri mercati.

«Se Trump vincerà – ci spiega il professore americano Coleman Kendall – ma senza il controllo della Camera, è improbabile che approvi qualche legge importante. Quindi i tassi di interesse e le tasse rimarranno bassi e questo costringerà la Banca Centrale Europea a proseguire il Quantitative easing per evitare un aumento del valore dell’euro. È anche probabile che in politica estera Trump continui a ridurre le sue basi militari in Italia».

Che per noi che cosa significherebbe?

«Meno spese nella zona e un piccolo aumento nei rischi di problemi con i Russi. Inoltre, è probabile anche che continui a sostenere i leader euroscettici, rendendo molto più complicato negoziare sugli accordi internazionali».

Trump non crede nella pericolosità del Covid-19, ma sa che la sua vittoria alle urne dipende dal rilancio dell’economia in questo momento complicato proprio dalla pandemia

«E infatti è probabile che cerchi di fare di tutto, anche con l’emergenza sanitaria ancora in atto, per spingere verso una ripresa più rapida soprattutto dei viaggi in Europa. Questo, però, per voi avrebbe sicuramente ripercussioni positive perché vorrebbe dire un ritorno del turismo, ma anche un aumento delle importazioni dall’Italia».

Da questa parte del mondo, però, c’è chi sostiene che una vittoria di Biden sarebbe più auspicabile?

«Una presidenza democratica porterebbe grandi cambiamenti, ma l’entità dipenderà sempre dal fatto che Biden riesca ad avere anche il controllo del Senato. Se succederà, ha promesso che saranno revocate parti della riforma fiscale di Trump e che introdurrà nuove regolamentazioni. Aumenterà le tasse sui ricchi e sulle società e specialmente sui redditi esteri delle società statunitensi. Per gli analisti di Bank of America l’impatto provocherebbe un calo del 9,2% degli utili attesi delle società quotate a Wall Street sullo S&P 500».

Quali settori ne sarebbero maggiormente danneggiati?

«Il settore tecnologico, quello che ha meglio performato durante il lockdown, andrebbe incontro a una riduzione notevole delle sue entrate. Nel caso in cui un eventuale governo democratico decidesse di alzare i capital gain (tassa sulle rendite finanziarie) portandolo dal 23,8% al 39,6%, a essere colpito sarebbe infatti l’intero comparto azionario».

Per quanto riguarda i negoziati con l’Europa però Biden aiuterebbe?

«Chiaramente sì. Lui è fortemente a favore dei tradizionali accordi internazionali, come quelli di Parigi sull’ambiente e quello sul nucleare iraniano (concordato sotto il presidente Obama, ma da cui Trump poi si è ritirato), ma i rapporti commerciali non sarebbero senz’altro molto più amichevoli».

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