• lunedì, 3 Ottobre 2022

Transizione tecnologica, Ferrari: «L’innovazione passa dalle PMI»

PMI e startup al centro della transizione da industria pesante a leggera. Accade in Liguria, dove le aziende storiche non hanno mai smesso di creare quella sinergia che permette alle nuove società tecnologiche come anche alle piccole realtà di emergere. «Il percorso ha portato alla creazione di “IR Multidominio”, macro-infrastruttura tecnologica che sarà punto di incontro tra imprese e ricerca», spiega Fabrizio Ferrari, presidente del gruppo Dixet di Confindustria Genova e coordinatore dell’evento Next Generation Liguria. L’incontro online in programma il 18 marzo alle 9.45 (clicca qui per registrarti) di cui Il Bollettino è media partner sarà l’occasione per presentare i quattro laboratori di ricerca coordinati dal SIIT.

Non sempre le aziende strutturate sono aperte all’innovazione?

«Il vero cambio di passo, che speriamo di raggiungere con il distretto, è proprio quello di trasferire i vantaggi delle nuove tecnologie alle aziende meno preparate in quel senso. Un modo per semplificare i rapporti tra due mondi diversi che parlano due lingue differenti: per esempio, Ansaldo Energia e Leonardo pur essendo grandi aziende prestano da sempre grande attenzione al mondo dell’innovazione. In alcuni casi, è vero, il linguaggio della digitalizzazione e della tecnologia spaventano le imprese più tradizionali che in questo modo non sfruttano la possibilità di apportare degli efficientamenti».

Prevede un aumento delle startup sul territorio?

«Io non mi focalizzerei tanto sul numero di nuove startup, ma sulla qualità di quest’ultime, sulla capacità di innovazione e di presenza sul mercato. C’è stato un periodo in cui c’era la gara tra regioni a chi avviava più compagnie, e la Liguria risultava fanalino di coda di queste “classifiche”. Ora però ci accorgiamo che quelle poche create sono valide e produttive».

Tecnologia e PMI sono un binomio vincente?

«Le piccole imprese hanno una maggiore capacità di reazione rispetto a una grande società. È un fattore strutturale. Un’azienda di dimensioni maggiori non può recepire gli stimoli di mercato in maniera immediata. In questa logica nasce il distretto tecnologico: la propensione delle PMI a innovare nel breve termine muore se non ha la possibilità di integrarsi alla capacità di produzione di un gruppo forte e strutturato. Questo vuol dire “mettere a sistema”».

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