venerdì, 23 Febbraio 2024

SERIE A, ALL’INTER VA ANCHE LO SCUDETTO DEGLI INCASSI: 23,4 MILIONI DI EURO DA AGGIUNGERE AL BILANCIO

Alla classifica del campionato di Serie A corrisponde anche una graduatoria di introiti. Il conto economico, tra garanzie e prospettive, deriva dalla distribuzione dei soldi dei diritti televisivi effettuata sulla base dei criteri imposti dalla Legge Melandri: il 50% in parti uguali, il 30% in base ai risultati sportivi (di cui il 15% basato sul piazzamento della stagione in corso e il 15% in base ai risultati storici) e il 20% sulla base al bacino d’utenza. Un “bottino” da 1,1 miliardi di euro che evidenzia come arrivare più o meno sul podio non è solo motivo di prestigio. Alla prima classificata, l’Inter, va anche lo scudetto degli incassi con 23,4 milioni di euro da aggiungere al bilancio. Il secondo posto, che il Milan ha strappato nell’ultima giornata, vale 19,4 milioni. Beffata al fotofinish l’Atalanta che con la terza piazza si consola con 16,8 milioni di euro. Quarta e ultima delle qualificate alla prossima Champions League è la Juventus che, dopo 9 anni di dominio si deve accontentare di 14,2 milioni di entrate. A seguire si assottigliano le differenze passando dai 12,5 milioni incassati dal Napoli, quinto in graduatoria, ai soli 900mila che finiranno nelle tasche del Parma, piazzatosi ultimo in classifica.

La classifica finale del campionato con i relativi ricavi:

1) Inter 23,4 milioni di euro.

2) Milan 19,4 milioni.

3) Atalanta16,8 milioni.

4) Juventus14,2 milioni.

5) Napoli 12,5 milioni.

6) Lazio 10,9 milioni.

7) Roma 9,3 milioni.

8) Sassuolo 8,3 milioni.

9) Sampdoria 7,4 milioni.

10) Verona 6,3 milioni.

11) Genoa 5,5 milioni.

12) Bologna 5 milioni.

13) Fiorentina 4,6 milioni.

14) Udinese 4,1 milioni.

15) Spezia 3,6 milioni.

16) Cagliari 3,2 milioni.

17) Torino 2,8 milioni.

18) Benevento 2,2 milioni.

19) Crotone 1,6 milioni.

20) Parma 0,9 milioni.

Ma il piazzamento finale determina altre differenze per le case societarie. Dagli accordi commerciali e di sponsorizzazione, che possono essere variabili, fino ovviamente alle qualificazioni per le coppe europee che portano ingenti somme nelle casse delle società. Enorme è la differenza tra la Champions League, riservata alle prime 4, Europa League, a quinta e sesta, e la neonata Conference League, cui prenderà parte la Roma arrivata settima. I ricavi sono variabili e dipendono da molteplici fattori quali il ranking Uefa, i punti realizzati nel girone, il market pool, ovvero la distribuzione dei proventi dei diritti tv, e gli incassi del botteghino, se e quando il pubblico tornerà a pieno regime negli stadi. Un dato è certo: la sola qualificazione alla Champions vale 14,5 milioni di euro di bonus, con ulteriori 9,5 milioni in caso di qualificazione agli ottavi. Al netto di tutti i possibili introiti relativi all’andamento della competizione, di tutt’altro tenore sono gli incassi per l’Europa League il cui gettone di presenza vale “solo” 2,75 milioni. Conti alla mano, la nuova stagione è già cominciata.