IL CV DI LINKEDIN: TRA I LAVORI SPUNTA “GENITORE A CASA”

Linkedin trasforma il ruolo di mamma e papà in una professione. Il social network di casa Microsoft annuncia la possibilità per gli utenti di selezionare la voce “Genitore a casa” come posizione lavorativa ricoperta. «Il nuovo titolo consentirà a mamme e papà a tempo pieno di mostrare in modo più accurato il proprio impegno», ha spiegato Bef Ayenew, direttore tecnico della piattaforma social. L’iniziativa permetterebbe di “giustificare” il vuoto temporale rimasto sul curriculum dall’ultima attività, dando il giusto valore al ruolo di genitore full-time. Insomma, la rivalsa su smart working, DAD, cura dei figli e della casa arriva da Linkedin: un vero e proprio salvagente per chi è costretto ad allontanarsi momentaneamente dalla vita professionale per dedicarsi alla famiglia. La decisione arriva come reazione all’emergenza sanitaria che, con le scuole chiuse, ha costretto mamme e papà a stare a casa con i figli, complice un budget spesso insufficiente a coprire le spese di una baby sitter. La trovata del social cerca di ridare una dignitosa collocazione professionale e il giusto valore al mestiere di casalinga/o e di genitore a tempo pieno. «È allarmante quanto l’accudimento dei figli sia un evento ancora così mal visto e mal giudicato dal mondo del lavoro», ha detto Elena Benvenuti, psicologa e psicoanalista. Chi non ha un lavoro e nel frattempo si dedica alla famiglia, ha ancora meno possibilità di trovarlo.

Una ricerca della Harvard Business Review ha dimostrato l’esistenza di questo pregiudizio da parte dei recruiter. È soprattutto il caso delle donne, che spesso perdono il posto a causa della maternità e, al rientro, faticano a trovare un nuovo impiego. L’8 marzo la scrittrice Heather Bolen nel suo blog ha richiamato l’attenzione sul problema, avanzando la proposta di cambiare LinkedIn. «La piattaforma deve porre rimedio al suo pregiudizio implicito contro il genere femminile», ha scritto la Bolen in un post intitolato “Come un semplice aggiustamento del social può aiutare milioni di donne che cercano di rientrare nel mondo del lavoro”. La proposta è stata modificare il modo in cui un utente compone il proprio curriculum, per includere e valorizzare i periodi di stop dedicati alla famiglia. E LinkedIn ha accettato. È il riconoscimento che quello trascorso ad accudire i propri cari non è tempo perso. Ma ha un senso anche dal punto di vista formativo: una dimostrazione che si impara tanto stando a casa. Per valutare le competenze al momento dell’assunzione, alle capacità relazionali ed emozionali, le cosiddette soft skills, oggi si dà lo stesso peso degli studi e delle esperienze professionali, le hard skills. Empatia, pensiero laterale, problem solving, approccio multitasking, senso di responsabilità, autonomia, autostima, capacità di adattamento, resistenza allo stress, autocontrollo, pianificazione, sono solo alcune delle competenze cui un genitore deve ricorre quotidianamente.

La gestione della famiglia è una palestra per le soft skills, e la piattaforma dedicata ai professionisti ne ha riconosciuto il valore. «Non dovremmo vergognarci quando vogliamo prenderci una pausa per poi tornare. Questo è ancora più vero con la pandemia, che ha obbligato tante donne ad allontanarsi dal mondo del lavoro», ha detto la scrittrice. Un aiuto a mamme e papà costretti a casa arriva anche dal governo, con le misure di sostegno valide fino al 30 giugno 2021. Si tratta di uno stanziamento di 282,8 milioni di euro per coprire i periodi di astensione dal lavoro e il bonus baby-sitting. Il disegno di legge prevede l’accesso alla prestazione in modalità agile per il genitore di figlio/a convivente minore di 14 anni che svolga attività in DAD, abbia contratto infezione da Covid-19, oppure per quarantena disposta dall’ASL territoriale. Nel caso in cui la prestazione non possa essere portata avanti da remoto, è possibile usufruire di un periodo di congedo parentale straordinario retribuito con una indennità pari al 50%. ©