lunedì, 22 Aprile 2024

Fashion, da Gucci a Prada: i marchi quotati nell’usato cinese

Sommario
Usato Cinese

Nel mercato dell’usato cinese spiccano i più noti marchi di moda europei. L’italiana Prada e le francesi Kering e Lvmh si piazzano bene sul mercato asiatico, e i loro titoli puntano sempre al rialzo.

PRADA

La società Italiana si occupa di progettare, produrre e distribuire capi d’abbigliamento e accessori in Europa, America e appunto in Asia. È quotata sul mercato OTC degli Stati Uniti e quest’anno ha guadagnato circa il 6%. Il titolo inizia il 2021 a quota 12,5$, oscilla poi tra 11,6$ e 13,28$ fino ad aprile. Rompe la resistenza a maggio, continua a correre fino a raggiungere il livello di 16,2$ il 3 agosto, registrando un +22% dal livello della resistenza di 13,28$. Scende poi rovinosamente a quota 10,5$, raggiunta a fine settembre, segnando così -34,9%. Da questo bottom il titolo si è ripreso, segnando un +40,2% tra ottobre e novembre, toccando così quota 14,8$ il 19 novembre. Da tale data il prezzo è sceso del 10,6% e conclude dicembre scambiando al di sotto dei 13$.

KERING

Anche la società francese sviluppa, produce, commercializza abbigliamento e accessori. L’azienda opera con vari marchi, tra cui Gucci, Saint Laurent e Bottega Veneta. Vende i suoi prodotti attraverso siti di e-commerce, oltre a canali più tradizionali quali grandi magazzini, negozi multimarca e negozi in franchising. Attualmente gestisce circa 1.433 negozi sparsi per il mondo. L’azienda apre la prima giornata del 2021 a quota 598€. Perde il 12,8% tra gennaio e febbraio, scendendo a 521,8€. Da marzo il titolo schizza in rialzo, raggiungendo quota 760€ a metà giugno, segnando così un fragoroso +44,5% in soli quattro mesi. Scende di 6,3 punti percentuali a luglio, per poi recuperare agli inizi di agosto, raggiungendo quota 794,8€, +11,5%. Da questo punto di massimo, il titolo perde il 23,7% tra fine agosto e inizi di ottobre, precipitando al livello di 606,3€. Da lì recupera nuovamente fino ad arrivare a 734,9€ ad azione il 7 dicembre. Conclude l’anno scambiando intorno a 682€. Nel 2021 ha guadagnato il 14%.

LVMH

Altra società francese presente nel mercato dell’usato cinese con il 34,5% delle vendite, è Moet Hennessy Louis Vuitton SE. Gruppo di lusso attivo in vari settori, tra i quali moda, profumi e gioielli. L’azienda opera con diversi marchi, tra cui Luis Vuitton, Christian Dior, TAG Heuer e Bulgari. A inizio 2021 le azioni sono scambiate a 515,6€. Il titolo parte l’anno ruggendo, schizza subito al rialzo e non si ferma fino a metà aprile, quando raggiunge quota 634€ completando una scalata del +23%. A maggio scivola leggermente a 606€, -4.4%; per poi recuperare tutto a giugno, quando corre fino a 687€ conquistando un +13,4%. A luglio il titolo scende e poi recupera ad agosto, toccando la vetta di 713€. Da tale valore precipita del 14% e si schianta a livello di 613€ nella seconda metà del mese estivo. Tenta un recupero a settembre, ma dopo aver raggiunto quota 671€, si schianta di nuovo a 613€. A partire da ottobre il titolo torna a correre, raggiungendo quota 734€ a novembre, +19,8%. Dopo tale traguardo cade di nuovo, -4,8%. Nel 2021 ha guadagnato oltre il 35%.

ALIBABA

Per quanto riguarda l’aspetto e-commerce, il colosso cinese ed altre società stanno esplorando le potenzialità del settore dell’usato cinese. La multinazionale , attraverso le sue sussidiarie, fornisce infrastrutture tecnologiche per il marketing e la vendita. Destinate a commercianti, grossisti ed altre aziende che necessitano di interagire con i propri clienti a livello internazionale. Alibaba, nonostante la solida situazione finanziaria, ha perso oltre il 46% quest’anno. Dovuto principalmente alla guerra diplomatica tra Usa e Cina, che ha portato quest’ultima a minacciare di far delistare le proprie aziende quotate in America. Causando, di conseguenza, timori da parte degli investitori. Il titolo inizia il 2021 a quota 226,3$. Tra gennaio e febbraio raggiunge il massimo annuale a quota 270,8$, registrando un +19,7%. Da lì scende fino a raggiungere 206$ ad azione, il 13 maggio, perdendo il 24%. Recupera, facendo segnare un +11,3% a luglio, raggiungendo il livello di 229,4$. Il titolo riprende la sua caduta, scivolando fino a quota 139,4$, lasciando al mercato oltre il 39% del suo valore tra fine luglio ed i primi di ottobre; cioè in poco meno di tre mesi. Tenta di recuperare, ma non va a buon fine. Dopo aver raggiunto quota 180,8€, il 20 ottobre, e aver registrato un +29%, il titolo crolla. Negli ultimi due mesi dell’anno perde oltre il 28% e viene scambiato intorno a 122$.©

Marco Castrataro

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Foto: Hanny Naibaho unsplash.com

Laureato in Economia, Diritto e Finanza d’impresa presso l’Insubria di Varese, dopo un'esperienza come consulente creditizio ed un anno trascorso a Londra, decido di dedicarmi totalmente alla mia passione: rendere la finanza semplice ed accessibile a tutti. Per Il Bollettino, oltre a gestire la rubrica “l’esperto risponde”, scrivo di finanza, crypto, energia e sostenibilità. [email protected]