• sabato, 2 Luglio 2022

Exploit del mercato del legno ma l’incognita russa incombe sull’Italia

DiMario Catalano

20 Giugno 2022 , ,
legno

Il settore del legno traina l’economia, ma sul nostro Paese pesa il blocco dell’export dalla Russia. Le vendite del primo trimestre di quest’anno, nonostante il clima di incertezza dovuto alla guerra tra Mosca e Kiev, sono aumentate del 24,5% (+27,2% il mercato nazionale e +21% l’export). Ma il Cremlino, tra i principali fornitori di legname dell’Italia, ha bloccato le esportazioni. «Nell’arco di qualche mese, se non si risolverà il conflitto, questo potrà avere dei risvolti trasversali, non solo sul nostro comparto ma su tutti gli altri», queste le parole di Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. A ciò si aggiunge l’inflazione galoppante al 6,8% degli ultimi mesi che potrebbe causare un rallentamento della domanda. «La carenza di legno è ormai un’urgenza, siamo al lavoro con il Ministero dello Sviluppo Economico e con quello delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per trovare una soluzione». L’ultimo biennio per il settore è stato positivo, e a dare la spinta in primis sono le piccole aziende che hanno continuato a investire e a guardare al futuro con fiducia.

La mappa globale del mercato

Oltre confine, i principali mercati di destinazione dei prodotti made in Italy hanno visto una crescita sostenuta: gli Stati Uniti, terzo mercato di esportazione +28,3%, Regno Unito +30% e Svizzera +29,8%. Bene anche l’Europa con Francia (+9%) e Germania (+18,6%) primi mercati di sbocco. Dopo lo slancio dell’export di gennaio 2022 verso i Paesi Extra UE, già a febbraio e marzo si sono registrati i primi segnali negativi (dal +30% al +20%). Due i fattori determinanti: il mercato russo, che pesa per il 2,7% sul nostro export, a marzo ha segnato -7,3%, e quello cinese, che è sceso dal +26,3% di gennaio al +17,1% di febbraio al +6% di marzo 2022.

«Per fronteggiare questo problema che rischia di mettere in seria difficoltà l’intero comparto – spiega Feltrin – l’Italia dovrebbe diventare più autonoma e autosufficiente, favorendo una filiera corta che si poggi su una gestione responsabile del patrimonio boschivo, sulla valorizzazione dell’industria di prima lavorazione e che contribuisca al contempo a tutelare i territori in termini ambientali, occupazionali e sociali. La definirei un’operazione di sistema che come Federazione stiamo già portando avanti con il Mise e il Mipaaf, affinché tutti gli attori in campo agiscano verso un comune obiettivo che porti il nostro Paese ad avere una maggiore indipendenza dall’importazione di legname. Non farlo significherebbe non saper sfruttare quanto di positivo può nascere da un grave momento di crisi come quello attuale».

Un settore sempre più “verde”

L’Italia è leader in tema di sostenibilità in Europa. Nel 2020, del 64% delle imprese che ha migliorato il proprio processo produttivo due su tre hanno ridotto gli scarti di produzione e il 44% ha introdotto azioni di risparmio idrico. Una su due ha come mission la diminuzione degli imballaggi, il riciclo dei prodotti e il calo dei consumi energetici e tre aziende su quattro si approvvigionano, almeno in parte, di materie prime locali, in un’ottica di filiera corta.

Ecco le Regioni regine del comparto

Il manifatturiero italiano è occupato per il 4,7% dalla filiera del legno-arredo, la cui produzione nel 2021 ha superato i 49 miliardi di euro. Di questi, 18 miliardi destinati all’export. Nel settore lavorano più di 290mila addetti in oltre 70mila imprese. La dinamicità del mercato è una delle caratteristiche principali (+18,4% sul 2019), spinta soprattutto dai bonus edilizi messi in campo dal Governo e dalla scia positiva di esportazioni (+7,3% sul 2019) che l’anno scorso, nonostante la batosta del Covid-19, sono cresciute in tutte le Regioni italiane. Lombardia, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna si confermano le roccaforti del legno-arredo, coprendo il 75% del valore esportato in quasi 200 Paesi.

La prima provincia è al nord

Capostipite per fatturato è la Lombardia, con 9,6 miliardi di euro (seguita dal Veneto con 7,3 miliardi) e un saldo commerciale di 2,3 miliardi. Sono 8.999 le imprese e 51.533 gli addetti sia nel settore legno che in quello arredo. Medaglia d’oro anche per valore di esportazioni, con una quota del 29% del totale. Per quanto riguarda la produzione di mobili, è la provincia di Monza e Brianza ad avere il primato, con 1.354 aziende, 9.681 addetti e un fatturato prodotto di circa 2 miliardi di euro. Quali sono le principali destinazioni oltre confine dei mobili brianzoli? Stati Uniti (13%), Cina (11%) e Francia (10%).

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