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  • giovedì, 8 Dicembre 2022

Sony contro Microsoft: la sfida per Call of Duty

DiMatteo Runchi

20 Ottobre 2022
sony microsoft

È scontro aperto tra due colossi dei videogiochi. Sony e Microsoft, PlayStation contro Xbox davanti all’antitrust inglese, per l’acquisizione di Activision da parte della multinazionale americana. L’obiettivo dei giapponesi è impedire che Call of Duty, videogioco da 400 milioni di copie l’anno, possa diventare un’esclusiva dei concorrenti, colpendo duramente le vendite di PlayStation 5. 

Da Redmond hanno risposto sminuendo la propria posizione, ritraendosi come un’azienda di secondo piano. Ma davvero il gigante americano è così debole? Quanto vale veramente Xbox? E l’importanza di Microsoft nel mondo dei videogiochi è tutta nella sua console?

La battaglia per Call of Duty

L’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft va avanti da quasi un anno. L’offerta è di 95 dollari ad azione, 20 in più del prezzo di mercato attuale, per una cifra totale di quasi 69 miliardi di dollari. Se andasse a buon fine, creerebbe la terza forza del mercato dei videogiochi dopo Tencent e Sony, la prima in Nord America. Come è normale, un’acquisizione di questa portata ha attirato l’attenzione delle autorità sia statunitensi che europee, ma non solo. Anche Sony, principale concorrente di Microsoft nel mercato occidentale delle console per videogiochi, si è detta molto preoccupata.

Al centro delle lamentele della multinazionale giapponese c’è Call of Duty, uno dei videogiochi più popolari dell’ultimo decennio, creato proprio da Activision. Si tratta di un titolo da 400 milioni di copie vendute ogni anno, uno dei marchi più riconoscibili della storia recente dei videogiochi. Sony è preoccupata che, se la fusione andasse a buon fine, Microsoft restringerebbe i giochi di Activision Blizzard ai soli sistemi proprietari del colosso americano: Xbox su console e Windows su PC. Questo taglierebbe fuori PlayStation, e costituirebbe quindi una concorrenza sleale nel segmento della vendita delle console. Nonostante Microsoft abbia tenuto a specificare che Call of Duty rimarrebbe su entrambe le console anche dopo l’acquisizione, l’antitrust britannica, la CMA, ha sospeso l’operazione. Le motivazioni riguardano proprio la posizione di Sony, che ne uscirebbe penalizzata.

Microsoft si fa piccola piccola

Per difendersi dall’antitrust, Microsoft ha adottato la strategia di sminuire la propria posizione nel mercato dei videogiochi. L’idea è semplice: non siamo così importanti, per cui le preoccupazioni di Sony sono infondate. Nelle carte d’appello alla decisione della CMA, gli avvocati della società la descrivono come la produttrice della terza console a livello mondiale. Vero, se si considerano le tre console di ultima generazione Xbox Series S e X hanno venduto 13,8 milioni di unità contro le 21 di PlayStation 5 e le 111,8 milioni di Switch. Ma la console Nintendo esiste dal doppio del tempo delle concorrenti e costa la metà. Fa parte di un’altra categoria rispetto alle concorrenti, e supporta giochi molto diversi. Togliendola dal conto, Microsoft e Sony si spartiscono le quote delle vendite 40-60% in favore dei giapponesi. 

In ogni caso, l’acquisizione di una software house come Activision ha più a vedere con la posizione dell’azienda interessata sul mercato software che su quello hardware. Anche in questo ambito Microsoft sembra aver perso autostima. Nel documento si sottolinea come Xbox sia solo settima nella distribuzione di videogiochi su PC, citando anche Steam, il principale store al mondo di videogiochi digitali, come concorrente. Altro dato assolutamente vero, ma che può essere messo in prospettiva da un’altra cifra. Steam stesso funziona su diversi sistemi operativi, ma è utilizzato su Windows dal 97,03% degli utenti. 

Quanto vale davvero Xbox per Microsoft?

La vera domanda che sorge è quindi quale sia il valore di Microsoft nel mercato dei videogiochi? È davvero così secondaria rispetto alla concorrenza, o c’è altro da considerare? I numeri di Xbox non mentono, la console Microsoft in entrambe le sue versioni vende meno di Playstation. Xbox ha un fatturato annuo di oltre 16 miliardi di dollari, contro i 18 miliardi della principale concorrente. Sembra semplice stabilire che la multinazionale giapponese goda al momento di una posizione di vantaggio nei confronti della concorrenza, ma forse il fatturato in questo caso non dice tutto.

Come mostrato dai dati di Steam, Microsoft è, tramite Windows, la principale piattaforma per il gaming su PC in occidente, ad un livello che rasenta il monopolio. La quasi totalità dei PC creati per giocare usa Windows come sistema operativo. Il mercato che gira attorno a questi apparecchi vale circa 40 miliardi di dollari, ed è molto complesso capire la sua influenza sulla diffusione di Windows e quanto invece la popolarità del sistema operativo stesso a livello mainstream influenzi questi dati. Di certo però Microsoft è protagonista del mercato, e controllare Activision e in particolare Call of Duty, migliorerebbe sensibilmente la sua posizione.

Matteo Runchi

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.

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