lunedì, 22 Aprile 2024

La rivolta contro il dollaro

A partire dagli accordi di Bretton Woods del 1944, il dollaro ha rappresentato la moneta di riferimento per tutto il sistema di scambio mondiale. Da allora, il dominio del dollaro a livello valutario è stato pressoché incontrastato, al punto da essere tipicamente considerato un bene rifugio.
Ma gli ultimi sviluppi mostrano una tendenza accesa alla de-dollarizzazione, un fenomeno in atto gradualmente da anni, ma solo di recente tornato a mordere a ritmi maggiori.
Importante in questa ripresa è il ruolo della Russia e l’accendersi del conflitto in Ucraina. All’indomani dello scoppio della guerra, infatti, la Russia,messa all’angolo dalle sanzioni occidentali ha cominciato a spostare ingenti quantità dei suoi scambi e perfino delle sue riserve in yuan. Un fenomeno che ha portato a un notevole spostamento di equilibri e ha rimesso in discussione il tradizionale predominio del dollaro sui mercati mondiali.
Proprio lo yuan, con circa il 10% delle riserve monetarie mondiali, rappresenterebbe il rivale più qualificato a soppiantare il dollaro negli scambi internazionali, anche in virtù dell’importante rete di relazioni che Pechino ha saputo costruire negli anni con Paesi non allineati, soprattutto quelli in via di sviluppo.
Tuttavia, per il momento il dollaro mantiene di larga misura il primato nelle riserve delle banche centrali, di cui rappresenta addirittura il 59%. D’altronde, l’andamento del cambio non sembra al momento essere stato intaccato in alcun modo dalle più recenti vicende. Circostanze che spingono a porsi un interrogativo: la leadership del dollaro è al canto del cigno?

Studente, da sempre appassionato di temi finanziari, approdo a Il Bollettino all’inizio del 2021. Attualmente mi occupo di banche ed esteri, nonché di una rubrica video settimanale in cui tratto temi finanziari in formato "pop".