lunedì, 17 Giugno 2024
Sommario
Primo Maggio decreto Lavoro

Sono cinque le misure più importanti attorno a cui si svilupperà il testo del decreto Lavoro: il taglio del cuneo fiscale, la revisione dei Reddito di Cittadinanza, l’ampliamento dei contratti a termine, la detassazione delle assunzioni dei giovani e i prepensionamenti.

1. Il Cuneo Fiscale

Il governo è riuscito a ricavare dal Documento di Economia e Finanza 3,4 miliardi di euro in deficit, da investire nel taglio del cuneo fiscale. Dopo qualche contrattempo, il parlamento ha approvato e quindi l’esecutivo potrà procedere.

La somma investita non è massiccia, ma va a sommarsi agli interventi simili già pensati dai governi precedenti. I redditi più bassi, quelli sotto i 35.000 euro annui, dovrebbero ricavare da questa norma un aumento di 10-15 euro al mese in busta paga.

2. Il Reddito di Cittadinanza e politiche attive del lavoro

Dopo aver annunciato l’abolizione del Reddito di Cittadinanza (RdC) per una parte consistente dei percettori, il governo si prepara a sostituirlo con tre diverse misure. Tra queste, quella che ha quasi la certezza di vedere la luce è la Garanzia per l’Inclusione (Gil).

Si tratterà di 500 euro al mese disponibili solo per le famiglie con minori o anziani over 60 invalidi a carico, un ISEE sotto i 7.200 euro e nessun bene di lusso. La Gil potrà essere integrata di quasi 3.000 euro l’anno per coprire l’affitto.

Più simile al vecchio RdC è la Gal, Garanzia per l’attivazione lavorativa, che comprende all’incirca la platea a cui è stato tolto il Reddito di Cittadinanza e offre loro un sussidio da 350 euro più 175 euro per il secondo componente del nucleo familiare. In attesa della sua attivazione verrebbe invece elargita alle stesse persone la Pal, Prestazione di accompagnamento al lavoro.

3. Precari e contratti a termine

Tra le decisioni a costo zero più importanti c’è la revisione del decreto Dignità sui contratti a termine. Le misure prese dal governo Conte per ridurre il precariato sono abolite.

I rapporti di lavoro a tempo determinato potranno essere prolungati fino a un anno senza causale e fino a due anni indicando la motivazione. Casi specifici permetteranno di arrivare fino a tre anni. In precedenza queste tempistiche erano dimezzate a sei mesi e a un anno rispettivamente.

4. Le assunzioni dei giovani

Sono invece previsti sgravi fiscali tra 1200 e 2400 euro per chi assume beneficiari di sussidi. Questa misura varrà sia per i percettori del Reddito di Cittadinanza che per quelli delle nuove misure di sostegno.

Verrà poi elaborato un incentivo pari al 60% della retribuzione lorda per chi assume giovani che non studiano e non lavorano, in cosiddetti NEET.

5. I prepensionamenti

Poco spazio di manovra invece per intervenire sulle pensioni. Per i prepensionamenti cambia soltanto l’aumento a tre finestre per uscire dal lavoro con APE Sociale. Saranno il 31 marzo, il 15 luglio e il 30 novembre di ogni anno.

Opzione donna rimane invece per lo più invariata, mentre vengono prolungati per altri due anni i contratti di espansione, accordi che permettono ai dipendenti di aziende con più di 50 lavoratori di andare in pensione in anticipo.

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.