martedì, 16 Aprile 2024
preziosi

Soprattutto negli ultimi anni i colossi del lusso hanno deciso di puntare sui brand di gioielli. Un esempio è sicuramente quello di Lvmh. Magari Bulgari non era abbastanza per tenere il passo con altri competitor come Richemont, così nel 2021 il colosso francese ha acquisito un brand emblema per eccellenza del settore della gioielleria globale: Tiffany & Co. L’operazione si è chiusa con un accordo per 15,8 miliardi di dollari. Nel 2022, il segmento orologi e gioielli del gruppo ha messo a segno una crescita dei ricavi del 18%, con vendite per oltre 10,5 miliardi di euro.

E proprio Tiffany & Co. ha registrato performance record, «spinta dal suo crescente appeal al pubblico», si legge in una nota della società. In generale i ricavi di alta gioielleria sono raddoppiati. Insomma, da un anno a questa parte Lvmh non ha smesso di incassare successi. Dopo aver fatto schizzare l’indice principale della Borsa di Parigi, il CAC-40, ai suoi massimi storici superando per la prima volta la soglia dei 7500 punti, il gigante del lusso di Bernard Arnault si è aggiudicato anche il titolo di prima azienda europea per capitalizzazione di mercato, a quota 500 miliardi di euro. Negli ultimi 12 mesi il titolo ha guadagnato oltre 32 punti percentuali.

Richemont, che invece possiede maison di gioielleria come Buccellati, Van Cleef & Arpels e Cartier, nell’esercizio finanziario 2022/23 ha visto il suo fatturato crescere del 19% a oltre 19,9 miliardi di euro. A trainare le performance i gioielli. «Tutte le aree di business hanno registrato un aumento delle vendite a due cifre rispetto all’anno precedente», ha affermato l’azienda. «Buccellati, Cartier e Van Cleef & Arpels hanno generato vendite totali per 13,4 miliardi e un utile operativo a 4,7 miliardi di euro. Mentre Buccellati ha continuato a svilupparsi solidamente, generando i tassi di crescita più elevati in tutto il Gruppo, Cartier e Van Cleef & Arpels hanno ribadito la propria leadership di mercato con un alto livello di crescita delle vendite e della redditività». In generale molto bene anche le performance anche sui listini, dove le azioni di Richemont sono salite di oltre il 30% nell’ultimo anno.

Parliamo poi di Pandora, azienda danese che strizza l’occhio alle generazioni più giovani.  È nota infatti per i suoi braccialetti con ciondoli personalizzabili, anelli di design e collane, che commercializza in più di 100 paesi con più di 6mila punti vendita. Per un giro d’affari di 26,5 miliardi di corone danesi (pari a 3,56 miliardi di euro) e una capitalizzazione di 50,29 miliardi di corone danesi. Negli ultimi 12 mesi le azioni della società hanno guadagnato 3,63 punti percentuali con valore massimo per azione di 680 corone danesi.

Sul fronte nazionale, non possiamo non citare Gismondi 1754, storico marchio di gioielli italiano quotato sul segmento Aim di Borsa Italiana. Dal suo debutto a Piazza Affari nel 2020, l’azienda, una tra le poche che vanta oltre 260 anni di storia alle spalle, ha registrato una crescita del titolo di oltre il 66%. Mentre la sua capitalizzazione di mercato si attesta a 23,17 milioni di euro. La società genovese ha chiuso il bilancio 2022 con vendite per 14,31 milioni di euro di fatturato. Con un balzo del 44% rispetto ai 9,7 milioni del 2021. ©

Articolo tratto dal numero del 15 giugno 2023. Abbonati!

Credit: Canva.com

Dopo gli studi universitari in relazioni internazionali e un master in Communication & brand management inizia subito a lavorare nella moda a Milano. Scrive a tempo pieno per diverse testate occupandosi di business, moda, lusso e design. La conoscenza finanziaria maturata nell'editoria e l’occhio per le ultime tendenze sono i suoi punti di forza.