venerdì, 19 Aprile 2024

Scandalo Ferragni: cosa cambia per gli influencer

Lo scivolone della Ferragni getta ombra sul mondo dorato degli influencer. Dopo la multa da un milione di euro da parte dell’Antitrust e la conseguente fuga di follower che ne è derivata, cosa cambia nel settore? L’AGCOM (Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha approvato mercoledì le linee guida volte a garantire il rispetto da parte degli influencer delle disposizioni del TUSMA (Testo Unico dei Media Audiovisivi). Le norme sono indirizzate agli influencer operanti in Italia che raggiungono un milione di follower sulle varie piattaforme social e che hanno superato un valore di engagement rate medio del 2% (i c.d. macro-influencer). Il caso del pandoro-gate evidenzia che ad oggi delle regole ci sono. Infatti, si sta procedendo anche penalmente nei confronti di quella che è una vera e propria imprenditrice.

«Lo scandalo Ferragni-Balocco non ha determinato l’approdo a questa soluzione, ma è un processo che si era già avviato in tempi non sospetti. Se ne parlava già nel momento in cui è stata varata la legge sugli influencer in Francia, a giugno di quest’anno. E se ne è continuato a parlare quando c’è stata la Conferenza di ERGA (Gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi) a Napoli» dice Jacopo Ierussi fondatore di Assoinfuencer, Sindacato di rappresentanza di Influencer e Digital Creator.

«Ho trovato costruttivo l’approccio di AGCOM che non si è limitata ad emettere le linee guida. Ma prima hanno avviato una consultazione pubblica a cui noi abbiamo partecipato, dopodiché le hanno varate. Successivamente ci sarà un tavolo tecnico che servirà per una fase di ulteriore aggiornamento delle stesse».

Non sono una legge, ma una fonte normativa di rango secondario. Quindi il provvedimento ha un vantaggio enorme, che per essere modificato è sufficiente che l’autorità stessa intervenga sulle medesime. Ciò le rende uno strumento flessibile. «Ad oggi, se l’autorità decidesse di modificarle potrebbe farlo in pochi giorni. Senza aver bisogno dei passaggi che richiede un’attività normativa di rango primario».

In conclusione, «quello che dovremmo fare è prendere spunto da questo episodio, per capire che questa è una professione che implica una serie di responsabilità e accortezze come qualsiasi altra». ©

📸 Credits: Canva.com

Laureato in Economia, Diritto e Finanza d’impresa presso l’Insubria di Varese, dopo un'esperienza come consulente creditizio ed un anno trascorso a Londra, decido di dedicarmi totalmente alla mia passione: rendere la finanza semplice ed accessibile a tutti. Per Il Bollettino, oltre a gestire la rubrica “l’esperto risponde”, scrivo di finanza, crypto, energia e sostenibilità. [email protected]