domenica, 16 Giugno 2024

L’UCI valuta il budget cap nel ciclismo

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I corridori del World Tour sono impegnati nel Giro di Catalogna, ma nel frattempo l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) è impegnata a disegnare il ciclismo che verrà: è infatti allo studio l’introduzione del budget cap anche nel ciclismo. Questo è quanto emerso a seguito del Professional Cycling Council (PCC) riunitosi in Svizzera, a Montreux – con la presenza, per la prima volta, di alcune rappresentanze del ciclismo femminile – per discutere su diverse importanti tematiche riguardanti le due ruote. 

Il budget cup del ciclismo debutta nel 2026?

Uno degli ambiti di discussione del PCC è stato quello finanziario. L’argomento principale è stato l’introduzione di un tetto massimo alle spese per le formazioni World Tour sia maschili che femminili a partire dal 2026. . Il tetto massimo alle spese dei team è già presente in altri sport, soprattutto la Formula 1. Per il ciclismo, però, il budget cap sarebbe una novità assoluta. che potrebbe avere notevoli conseguenze e rappresentare quindi una vera e propria rivoluzione.

Primo obiettivo: equilibrio

Dietro all’introduzione del budget cup c’è l’intenzione di frenare la deriva “accentratrice” del ciclismo, in cui nelle ultime stagioni, a dividersi le vittorie più rilevanti sono state sempre le stesse squadre: grazie a risorse decisamente maggiori rispetto alle altre possono attrarre i migliori campioni in circolazione e ottenere risultati migliori, attirando quindi nuovi sponsor e potendo disporre di ulteriori fondi. Con un tetto massimo di spesa, i ciclisti più forti (e più pagati) del panorama mondiale si “distribuirebbero” in maniera più equa tra tutte le formazioni. Anche le squadre più piccole potrebbero competere per successi importanti.

Il tema della sostenibilità economica

Altro tema importante è la sostenibilità economica. I dati UCI mostrano che nel 2023 le spese complessive di tutti i team World Tour hanno raggiunto i 499 milioni di euro, in aumento rispetto ai 473 milioni dell’anno precedente. La più importante voce di spesa è quella legata agli stipendi dei corridori, che valgono circa il 73% delle risorse. Questo nonostante il numero dei ciclisti sia diminuito negli ultimi anni. Dei fondi a disposizione, addirittura il 95% arriva dagli sponsor: se questi vengono a mancare, anche il team è destinato a scomparire. Con un limite alle spese che ogni squadra può sostenere, si ridurrebbe anche il rischio che alcuni team possano scomparire a causa di spese incontrollate. ©

📸Credit: Canva

Laureato in Storia, entro in contatto con il mondo del giornalismo ai tempi dell’università attraverso testate locali, per le quali mi sono occupato soprattutto di sport, mia grande passione, ma anche di politica, attualità e temi sociali. Dal 2021 sono un giornalista pubblicista. Per Il Bollettino scrivo di sport.