lunedì, 15 Giugno 2026

Finance confidential: i retroscena della finanza

Sommario

Attenzione alle notizie bisbigliate, che non finiscono in prima pagina. A volte rivelano di più di quanto non dicano. Ecco alcuni tra i più recenti fatti a cui prestare attenzione.

1. Taylor Swift si brevetta contro i duplicati dell’AI

L’Intelligenza Artificiale è già in grado di produrre cloni, sul piano audiovisivo si intende. Il che è un bel problema per gli artisti, che basano il business sulla propria identità. Così, dopo Matthew McConaughey, protagonista premio Oscar di Dallas Buyers Club, anche Taylor Swift corre ai ripari. Lei che più che una cantante è un’industria, con un patrimonio stimato da 1,6 miliardi di dollari e un recente tour, l’Eras, che ha generato ricavi – solo dai biglietti – superiori ai 2 miliardi più un indotto di 4. Cifre talmente stratosferiche che la cantautrice ha deciso di brevettare la propria identità tramite la sua società di management. Tre per ora le richieste all’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti. Due per la voce, mentre la terza è una sua foto che la ritrae con in mano una chitarra rosa, su un palco e davanti a un microfono multicolore.  

Non era mai successo prima. Per i legali di McConaughey – anche lui si è tutelato allo stesso modo depositando immagine e suono della voce presso l’American Intellectual Property Institute – si tratta di strumenti giuridici aggiuntivi oltre ai tradizionali diritti di immagine. Mezzi in più per contrastare contenuti generati dall’Intelligenza artificiale che si appropriano indebitamente dell’identità altrui. Prima c’era stata anche la denuncia di un’altra star di Hollywood, Scarlett Johansson: l’attrice aveva fatto causa all’app Lisa per aver creato un suo avatar senza consenso. E all’elenco si aggiunge il primo caso italiano: la cantante Giusy Ferreri, voce di Partiti adesso e Amore e Capoeira, avrebbe registrato la propria voce come marchio contro i deepfake AI.

2. Warner Bros e Paramount insieme

Ci aveva già provato il colosso dello streaming Netflix ma a spuntarla sarà Paramount Skydance Corporation, che sarebbe a un passo dall’acquisto della Warner Bros Discovery. Sempre che le autorità di regolamentazione diano il via libera. Il valore della transazione tra le due storiche case di produzione? Qualcosa come 110 miliardi di dollari secondo indiscrezioni. E il problema adesso sarebbe la liquidità perché – stando ai rumors – Paramount Skydance Corporation ha solo 3 miliardi di dollari in contanti nel suo bilancio.

Non mancano le polemiche. L’AD di Paramount Skydance Corporation, David Ellison, è infatti figlio del miliardario Larry Ellison, chief technology officer di Oracle, una delle più grandi aziende informatiche internazionali, nonché aperto sostenitore del Presidente Donald Trump e sesta persona più ricca al Mondo. Non sono bastate a raffreddare il polverone sollevato le sue rassicurazioni sul fatto che Warner Bros rimarrà un’entità indipendente. Oltre 4.000 attori, registi, sceneggiatori e produttori hanno firmato una lettera per opporsi alla fusione: «Questa transazione consoliderebbe ulteriormente un panorama mediatico già concentrato, riducendo la concorrenza in un momento in cui i nostri settori meno se lo possono permettere», hanno scritto i firmatari.

3. Amazon assume agenti AI

Serviranno per i colloqui di lavoro e gestire la supply chain. L’annuncio arriva dal colosso dell’e-commerce Amazon. Dopo migliaia di licenziamenti in tutto il Mondo, in organico arriveranno due nuovi agenti AI: uno in grado di svolgere interviste ai candidati e l’altro di risolvere problemi legati all’approvvigionamento. Il nuovo sistema consentirà di fissare colloqui a ogni ora del giorno, senza un vero e proprio appuntamento. Il robot eseguirà uno screening sulle risposte a voce dei candidati, per poi inviare un report a chi di dovere con l’indicazione delle competenze. Il tutto in modo anonimo, senza foto o nomi. Una mano santa per comparti con molta richiesta come per esempio la logistica, l’ospitalità o il retail.

E poi la supply chain. Dentro Amazon – in particolare in una nuova piattaforma chiamata Amazon Connect – nascerà un tool che diagnostica le cause dei problemi, screma, capisce dove serve l’intervento umano e mette giù una serie di possibili risposte affiancate dal rapporto costi benefici. Facile del resto addestrare modelli in Amazon, che non manca certo di dati. I prodotti che maneggia sono più di 400 milioni e i lavoratori 250mila.

4. Italo sbarca in Germania

Nonostante copra il 40% del Mercato italiano dell’Alta Velocità, Italo ha deciso di espandersi. D’altronde i numeri lo danno in crescita. Già nel 2015 l’EBITDA era tornato in positivo dopo anni difficili a quota 53,8 milioni. Nel 2025 però lo stesso valore è stato di 349,7 milioni e i ricavi sono cresciuti del 6,7% a 965 milioni.

Prossima fermata sarà dunque la Germania. Qui la società ha acquisito Atrium 308 Europäische VV SE, società con sede a Düsseldorf attiva nei trasporti su rete ferroviaria nazionale e internazionale, inclusa l’AV. Si parla di collegamenti che interesseranno 18 città per 1300 chilometri di rete. 50 i collegamenti quotidiani su due direttrici principali: Monaco di Baviera-Colonia-Dortmund e Monaco di Baviera-Berlino-Amburgo.

Si dice che ci sia riuscita per mano di un maxi finanziamento bancario da 2,25 miliardi. Così suddivisi: una linea da 1,75 miliardi finalizzata a rimodulare in debito in essere e una da 500 milioni per esigenze di cassa e investimenti. Liquidità con cui crescerà anche la flotta di treni a disposizione. Oggi Italo è controllata da Italo holding a sua volta facente capo a Investment holding (49,2%), Gip (39,2%), Allianz (10%) e soci fondatori (1,6%).

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Giornalista professionista, classe 1981, di Roma. Fin da piccola con la passione per il giornalismo, dopo la laurea in Giurisprudenza e qualche esperienza all’estero ho cominciato a scrivere. All’inizio di cinema e spettacoli, poi di temi economici, legati in particolare al mondo del lavoro. Settore di cui mi occupo principalmente per Il Bollettino.