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Giorgio Armani riparte da Milano. Sostenibilità e fatturato in crescita

DiRedazione

15 Settembre 2020

La moda italiana cambia passo. Torna protagonista a Milano – durante la fashion week che vede in passerella da Versace (a lato la top model Mariacarla Boscono; a destra in verde la supermodella Bella Hadid) a Scervino (al centro, in passerella un completo rosso della collezione autunno/inverno) – e lo fa con la voglia di uscire sgomitando da una situazione di paura e rischio che ha bloccato il settore, a causa della pandemia, per mesi. Dopo Giorgio Armani e la sua collezione Privé, anche la maison Valentino lascia Parigi dopo 13 anni per le passerelle meneghine. «In questo momento difficile abbiamo l’opportunità di sistemare ciò che non va e di tornare a una dimensione più umana», ha detto re Giorgio, facendo intendere che anche la sostenibilità, nel suo futuro, avrà un ruolo sempre più importante. Oltre all’e-commerce, canale di vendita fondamentale in un periodo in cui spostarsi è difficile. «Il modello di business intorno al quale da alcuni mesi sto ridisegnando le attività del Gruppo Armani si può riassumere in un concetto a me caro da sempre: fare meno, ma meglio. Il mio è un invito a un consumo più responsabile, puntando su autenticità e cambiamento».
Come? «In YOOX NET-A-PORTER ho trovato un partner che mi consente di trasformare questo principio in un nuovo progetto di acquisto multicanale nel quale il rapporto con il cliente diventa ancora più personale e più diretto, mentre e-commerce e boutique si integrano in un equilibrio dinamico che ha un effetto salutare, anche sull’ambiente», ha spiegato l’imprenditore piacentino, che a ottobre riceverà il Premio Parete 2020 all’Università Bocconi di Milano «per la sua personalità straordinaria, che ha fissato un’inconfondibile impronta su un’epoca e che, ancora oggi, lo rende l’icona italiana per eccellenza nel mondo». Una motivazione che unisce forti risultati personali e aziendali. Durante il lockdown lo stilista ha dato un segnale forte di solidarietà, convertendo la sua produzione per realizzare camici e mascherine, oggi realizza prodotti green e guarda a un futuro meno frenetico rispetto ai ritmi del settore. Una tranquillità possibile anche grazie a un fatturato che sembra non conoscere flessioni: nel 2019 – rispetto all’anno precedente – è salito del 2,3%, che arriva al 9% se si considerano i ricavi legati alle licenze, per un patrimonio netto di 2,05 miliardi. E anche Valentino, gruppo controllato dal fondo del Qatar Mayhoola, ha archiviato il 2019 con ricavi positivi per 1,223 miliardi di euro, in crescita del 2,4% sul 2018. «Parigi è la città che da sempre ha ospitato i nostri show e che rappresenta il DNA Valentino.
La situazione attuale, però, ci ha forzato a prendere una decisione inusuale. Credo che, in questo periodo storico, sia di fondamentale importanza rimanere concentrati sul lavoro da compiere.
È stimolante poter pensare a nuove idee, e questo è il tempo, in cui queste possono crescere e diffondersi», ha spiegato il direttore creativo della maison Pierpaolo Piccioli, al quale fa eco il CEO Jacopo Venturini. «Dobbiamo tutelare le nostre risorse più importanti, le persone, esplorando opportunità alternative che mantengano il nostro brand rilevante.

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