• domenica, 2 Ottobre 2022

CRISI nella MUSICA, Edoardo Bennato: «Per andare avanti dobbiamo ingegnarci!»

Se l’abbraccio live tra artista e pubblico subisce lo stop forzato dal Covid-19, per fortuna la discografia non si ferma. Ne sa qualcosa Edoardo Bennato, che ritorna sulla scena con il nuovo album “Non c’è”.
«I miei brani della prima ora sono di una attualità imbarazzante, sembra che abbia letto nel futuro. Penso a “Bravi ragazzi” del 1974, per esempio: “All’una di notte c’è il coprifuoco e pensare che all’inizio sembrava un gioco…” pare scritta ieri sera. Non è così, mi limito da sempre a osservare i paradossi di una società che si proclama consapevole, lucida e invece è schizofrenica».
È nato Scena Unita, il fondo per i lavoratori della musica e dello spettacolo. Bisogna immaginare un nuovo modo di fare musica?
«La creatività è il nostro mestiere e noi dobbiamo ingegnarci. Del resto tutto cambia, niente è fisso e in continua trasformazione. Basti pensare che siamo partiti dai 78 giri e siamo arrivati ai cd e chissà cos’altro domani».


I concerti ormai sono sospesi da mesi: come ci si sente lontani dall’affetto del pubblico per così tanto tempo?
«Spero che i live riprendano presto, non solo per gli spettatori ma anche per le maestranze, gli addetti ai lavori, i tecnici. Il 30 dicembre dovrei esibirmi a Roma, per il nuovo anno mi attende una tournee in Svizzera, a marzo sarò a Milano: sono stati già venduti 2mila biglietti».
Il Presidente di Assomusica Vincenzo Spera sostiene che l’industria musicale sia la categoria più penalizzata oggi. È d’accordo?
«È evidente che in un bailamme di questo tipo, questo virus è riuscito a mettere in scacco un pianeta intero, e la musica, lo spettacolo, l’arte sono passati purtroppo in secondo piano,

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