• martedì, 27 Settembre 2022

SANREMO, vince la crisi. L’allarme di Federalberghi: «Calo di presenze del 50%, nessuna ripresa senza turismo»

Luci fioche e vie desolate a Sanremo quest’anno. Le casse di chi ha sempre fatto conto di guadagnare sulla kermesse canora sono praticamente vuote. E mentre sul palco dell’Ariston va in scena il Festival tra lustrini e paillettes, per le strade della cittadina rivierasca non c’è voglia di far festa. Manca la consueta folla di fan e addetti ai lavori, mancano le migliaia di persone che ogni giorno affollavano bar, hotel e locali a caccia di autografi e manca il giro d’affari milionario che per una settimana all’anno vedeva la perla della riviera dei fiori al centro del mondo musicale italiano e non solo. Colpiti soprattutto ristoratori e proprietari di negozi fisici, piegati già dal virus e ora anche dalla dichiarata zona arancione “rinforzata”. Serrande abbassate e nessuna possibilità di offrire pasti ai tavoli. Un danno enorme che tocca anche Il settore alberghiero. «Abbiamo un calo di presenze che oscilla intorno al 50%, e i fatturati sono più bassi. Restano gli artisti, ma le assenze sono comunque importanti, per esempio tra i giornalisti: se non sbaglio dovevano essere 1200 e sono invece 60. Bisogna ricordare che il Festival è un po’ una grande fiera di settore, oltre che un evento di costume», dice Igor Varnero, albergatore sanremese e presidente Federalberghi Imperia. La manifestazione resta una boccata d’aria indispensabile, per una Liguria in cui il turismo nel 2019 rappresentava 3,2 miliardi di PIL e quasi 80 milioni di presenze fisiche. «In un anno come questo è già tanto per noi che la manifestazione si faccia: la stagione turistica dell’anno scorso è durata praticamente due mesi, e questo ha fatto soffrire molto il settore», aggiunge Varnero. Altro ambito fortemente in crisi è quello florovivaistico, un comparto da due miliardi e mezzo in Italia e di cui la Liguria è leader con il 31% della produzione nazionale, ma che nel 2020 ha contato un mancato guadagno di 212 milioni di euro. Per gli imprenditori Sanremo rappresenta un’occasione di promozione unica. «Sponsorizzare e far conoscere i fiori italiani all’interno dell’evento è importante e bello: il fiore è simbolo di allegria ed è “musica” nella mente di tutti. E quello reciso, come i bouquet donati sul palco, nel contesto florovivaistico, è il prodotto che nelle vendite ha sofferto di più», spiega Aldo Alberto, presidente dell’Associazione Florovivaisti Italiani e di Cia Liguria.

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