USA-CINA: gli States inseriscono sette asiatiche nella blacklist

Le azioni cinesi chiudono in ribasso: le tensioni continue sino-statunitensi hanno avuto un peso significativo sul mercato. Negli ultimi giorni l’Indice composito di Shanghai è sceso di quasi il 10%, come lo Hang Seng Index di Hong Kong. I prezzi alla produzione in Cina sono aumentati del 4,4% a marzo, registrando il ritmo di crescita più elevato dal luglio 2018.

Ad accrescere il pessimismo è il calo di afflussi esteri nel mercato delle A-shares. Gli acquisti netti degli investitori stranieri a marzo sono stati pari a 18,7 miliardi di yuan ($ 2,85 miliardi), in netto calo rispetto ai 41,2 miliardi di yuan di febbraio. Il mercato azionario del grande Paese asiatico è stato messo in ginocchio dalle tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti. Gli attriti tra le due superpotenze si sono intensificati dopo che il Dipartimento del Commercio USA ha aggiunto sette gruppi cinesi di supercalcolo (le cosiddette supercomputing entities) alla black list americana delle società che sostengono le attività militari. Si tratta della prima mossa dell’amministrazione Biden per impedire alla Cina di sfruttare la tecnologia americana: con questa operazione le sette compagnie incontreranno maggiori difficoltà a ottenere tecnologie e materiali statunitensi per i loro prodotti.

Nel mirino degli USA ci sono tre società e quattro filiali del Centro Nazionale Cinese di supercomputer, inserite nella lista nera perché accusate di condurre attività contrarie alla sicurezza nazionale americana per conto di interessi politici esterni.  Secondo l’Ufficio Industria e Sicurezza del dipartimento, infatti, queste sette entità sarebbero coinvolte in ricerche e produzioni a favore dell’apparato militare cinese.

«Le capacità di supercomputazione sono vitali per lo sviluppo di molte, forse per quasi tutte le armi moderne e per i sistemi di sicurezza nazionale, a partire dalle armi nucleari e supersoniche», ha detto la segretaria al commercio Gina Raimondo. «Il Dipartimento al Commercio userà tutta la sua autorità per impedire alla Cina di usare tecnologie Usa per sostenere questi sforzi destabilizzanti di modernizzazione militare».

Gli Stati Uniti temono che la Cina possa sfruttare la loro strumentazione per modernizzare il proprio esercito, colmando il gap militare con la superpotenza occidentale. Per allontanare questo rischio l’amministrazione Biden sta ripercorrendo molte delle azioni relative alla Cina già intraprese da Donald Trump, compreso un ordine che vieta agli americani di investire in società cinesi che si ritiene siano legate all’esercito. «Pensate che la Cina stia aspettando a investire nella sua infrastruttura digitale o nella ricerca e sviluppo? Ve lo garantisco, non stanno aspettando», ha detto il presidente Usa. «La Cina e il resto del mondo sono un passo avanti a noi negli investimenti che hanno in progetto per il futuro».