Aprirà le porte a un mercato di 2 miliardi di persone l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India siglato in via preliminare a New Delhi, all’inizio di questa settimana, tra il Primo ministro indiano Narendra Modhi e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Un importante traguardo per l’UE che, dopo la firma preliminare dell’intesa col Mercosur, adesso punta alla quarta potenza economica mondiale, pronta a diventare la terza entro il 2030.
Rapporti economici tra i due attori
L’intesa, definita ‘la madre di tutti gli accordi’, unirà realtà geopolitiche ed economiche che insieme valgono il 25% del PIL globale. Attualmente il volume degli scambi frutta complessivamente oltre 180 miliardi di euro l’anno per un totale di circa 800.000 posti di lavoro creati all’interno dell’area di Bruxelles.
Sono circa 6.000 le aziende europee che operano nel Sub-continente indiano, rendendo di fatto l’UE il principale partner commerciale per l’India che, da canto suo, è il nono per i nostri Mercati.
L’intesa, seppur in via preliminare, arriva al termine di un negoziato ventennale che va dal 2007 all’ottobre del 2025.
I tempi per raggiungere l’intesa sono poi accelerati a seguito alle minacce del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di inasprire i dazi contro i Paesi che avessero mandato truppe a sostegno della Groenlandia, un proposito che l’inquilino della Casa Bianca ha in seguito rettificato.
Settori interessati e variazioni tariffarie
Il punto focale dell’accordo riguarda il taglio sui dazi del 96,6% delle merci dal Vecchio continente, circa 4 miliardi di euro di tariffe. Passano dal 150 al 75% i dazi su alcolici e macchinari europei.
Dal punto di vista indiano, questo calo riguarda soprattutto l’acciaio, in tal senso New Delhi potrà esportare una quota annua di 1,6 milioni di tonnellate senza dover pagare alcun dazio, oltre che i prodotti chimici, il ferro e le apparecchiature elettriche.
Per quanto riguarda l’automotive, i dazi per l’UE passano dal 110 al 40% per poi arrivare al 10% nei prossimi cinque anni, una prima fase in cui si parla di una quota massima di circa 250 mila unità all’anno che approderanno sul Mercato indiano.
Si prevede che il valore delle esportazioni europee legate ai settori della plastica e dei dispositivi medici, che attualmente si aggira sui 48 miliardi di euro, possa raddoppiare entro il 2032.
Altri ambiti di cooperazione
L’accordo apre canali di cooperazione anche nel settore della Difesa e della Sicurezza. Si parla di esercitazioni navali congiunte per il contrasto della pirateria, ma anche di sicurezza spaziale e di cybersecurity e di un secondo accordo sulla sicurezza delle informazioni e dei dati personali.
Questa intesa apre anche a un dialogo per lo sviluppo congiunto di tecnologie anti-drone e per la protezione delle infrastrutture marittime critiche. Tra gli annunci di maggior rilevanza c’è lo sviluppo del corridoio marittimo e ferroviario IMEC che collegherà Europa, Medio Oriente e India, forse l’unica possibilità per New Delhi di indebolire un vicino e competitor economico ingombrante come la Cina.
Nell’accordo è anche previsto un memorandum d’intesa per una Piattaforma tra UE e India sulla cooperazione climatica che dovrebbe prendere il via entro la prima metà del 2026 e vedrà un sostegno europeo per una transizione industriale sostenibile di New Delhi di 500 milioni di euro nei prossimi due anni.
Fondamentale anche il programma di ricerca Horizon che, avvalendosi di un finanziamento di 100 miliardi di euro, coinvolgerà startup e ricercatori dei due partner per far progredire i settori della salute, dell’energia pulita e delle tecnologie di frontiera oltre che promuovere la co-creazione di iniziative imprenditoriali ad alto potenziale. L’accordo prevede anche una semplificazione nelle modalità di circolazione di studenti, ricercatori e lavoratori stagionali.
Ora la Commissione dovrà presentare l’accordo al Consiglio per una seconda firma e infine servirà la votazione favorevole del Parlamento Europeo e la ratifica di indiana per una sua effettiva entrata in vigore.





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