RICERCA e PNRR: in fumo il Piano Amaldi. Ronchetti: «A pesare la divisione della comunità scientifica»

A pesare sulla riduzione di fondi per la ricerca sono proprio alcuni dei suoi protagonisti. Il Piano Amaldi ignorato nel Piano Amaldi. «Non sono stati compatti sul Piano Amaldi», dice Federico Ronchetti, fisico e ricercatore del CERN, sostenitore del progetto ispirato al fisico Ugo Amaldi. Il Piano prevedeva di usare parte dei finanziamenti del Recovery Plan per un rilancio internazionale del settore, richiedeva inizialmente investimenti nella ricerca pubblica in sei anni per almeno 20 miliardi, così da raggiungere nel 2026 una spesa di circa l’1% del PIL e superare l’attuale 0,50%. Poi la proposta era stata ricalibrata a 15 miliardi in 5 anni, nel PNRR invece alla ricerca di base ne sono stati destinati solo 5. «Non solo i fondi non sono cresciuti rispetto alla richiesta, ma sono distribuiti in capitoli senza una logica di sistema. Appaiono come sprecati. Sarebbe necessario trasformare la ricerca in un volano di creazione e ricchezza, invece la petizione sul tema ha avuto solo 35.000 firme – su 80.000 ricercatori – per la maggior parte di persone non del settore».

Se lo aspettava?

«Il sistema è una sommatoria di interessi particolari e di individualismi, un Sacro Romano Impero dove ogni barone gestisce il proprio feudo».

Un’accusa importante…

«Questa vicenda mette a nudo le problematiche della ricerca italiana, un ambiente che, quando si tratta di fare qualcosa, non si muove. I sindacati sono stati fermi, gli enti di ricerca non hanno dato nemmeno sostegno morale. Il Piano avrebbe avuto un’accoglienza diversa se tutti fossero stati uniti».