ACQUA, I DATI: PERDIAMO IL 42%

Mentre la rete idrica italiana perde da tutte le parti, l’Italia è al primo posto per il consumo di acqua in bottiglia, con 200 litri procapite all’anno contro una media europea di 118, e con 153 i metri cubi annui guadagna il secondo posto per il consumo di acqua potabile. Più di noi solo la Grecia con 179 metri cubi annui pro capite. In totale ne consumiamo 9,2 miliardi metri cubi, seguono l’Irlanda (128 metri cubi all’anno), Bulgaria (119), Croazia (111). Secondo gli ultimi dati Istat, in un anno vengono immessi nella rete idrica italiana 8,2 miliardi di metri cubi di acqua, di cui ne vengono utilizzati 4,7. Gli altri 3,5 miliardi di metri cubi vengono dispersi a causa delle cattive condizioni dell’infrastruttura idrica: la percentuale di perdite idriche totali è del 42. Recuperare il gap garantirebbe il fabbisogno di acqua a circa 44 milioni di persone in un anno, oltre due terzi degli italiani. Le situazioni più critiche sono a Palermo, dove la percentuale di perdite idriche è al 45,7%, Reggio Calabria (46,6%), Messina (46,6%), Cagliari (48,4%), Bari (51,2%) e Catania (54,7%). Ma anche a Roma la percentuale è piuttosto alta, 45,1%, mentre i valori più bassi sono a Milano (18,7%), Bologna (28,3%) e Torino (32,6%).

SITUAZIONE CRITICA AL SUD

Nel mondo si passa da una disponibilità media di 425 litri al giorno di un abitante degli Stati Uniti ai 10 litri al giorno di un abitante del Madagascar, a 150 in Francia. L’OMS afferma che, al di sotto della soglia di 50 litri d’acqua al giorno, si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua e che il 40% della razza umana vive in condizioni igieniche impossibili. Un abitante su due della Terra, tre miliardi di persone, abita in case che non hanno sistema fognario e uno su cinque non ha quella potabile a sufficienza: 1,2 miliardi di persone. In 29 Paesi il 65% della popolazione è al di sotto del fabbisogno idrico vitale e 3,4 milioni di persone ogni anno (5 mila bambini al giorno) muoiono a causa di malattie trasmesse dall’acqua. Sempre secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il 16 per cento della popolazione del Vecchio continente non ha acqua potabile, una situazione per la quale oltre 13.500 bambini europei perdono la vita ogni anno per malattie correlate a queste carenze. Sul fronte acqua è guerra tra Egitto e Sudan: il Cairo e Khartoum temono che la colossale diga in via di completamento sul Nilo Azzurro possa diminuire il flusso di oro blu in transito nei due Paesi. Il suo riempimento, in programma a luglio, dovrebbe raccogliere circa 15 miliardi di metri cubi rispetto ai 4,9 miliardi di metri cubi dello scorso anno. Khartoum ha detto di temere per le proprie dighe e l’Egitto, già alle prese con gravi carenze idriche, teme che l’operazione possa mettere ancora più a rischio l’approvvigionamento del Paese. ©