giovedì, 23 Maggio 2024

Settimana corta e week-end che si sposta a sabato e domenica. Così gli Emirati Arabi puntano a diventare un business hub internazionale

Cambio epocale per Dubai e gli altri Emirati Arabi. Dal primo gennaio 2022 gli impiegati statali dell’unione lavoreranno fino a mezzogiorno del venerdì e riposeranno il sabato e la domenica. Abbandonano così il tradizionale weekend venerdì-sabato per abbracciare una nuova modalità di lavoro distribuita su solo quattro giorni e mezzo. Il nuovo sistema è stato introdotto per scuole e uffici pubblici, ma sempre più aziende del settore privato si stanno allineando.

Una rivoluzione, quella del Medio Oriente, necessaria per posizionarsi come business hub internazionale, che punta a aumentare la produttività e, al contempo, migliorare l’equilibrio lavoro-vita privata dei dipendenti.

L’OBIETTIVO: CONCILIARE BUSINESS, WELLNESS E RELIGIONE

Il governo degli Emirati spiega in un Tweet la transizione: quattro giorni e mezzo di lavoro (la settimana lavorativa più corta al mondo), flessibilità oraria e smart working il venerdì, la preghiera del giorno più sacro per l’Islam effettuata dopo le 13:15 tutto l’anno. Quest’ultimo, è un punto fondamentale per il Paese, costituito al 76% da musulmani.

La scelta ha potenziali impatti «sull’economia, sui legami sociali e familiari e sul benessere generale delle persone negli Emirati Arabi Uniti», riporta una nota dell’agenzia di stampa nazionale Wam. «Crediamo che gli Emirati Arabi Uniti siano sempre stati e continueranno a essere un mercato molto competitivo e attraente. E siamo convinti che con questa riforma miglioreremo quella competitività e quell’attrattiva», ha dichiarato Abdulrahman Al Awar, ministro delle Risorse Umane e dell’Emiratizzazione. «Verrà eliminato il divario del fine settimana, consentendo maggiori affari e scambi commerciali con l’economia mondiale», ha aggiunto.

Un modo per consolidare la posizione del Paese sul mercato globale ma anche per migliorare la vita dei cittadini. «Negli ultimi due anni, il lavoratore medio ha subito un forte stress a causa dell’incertezza provocata dalla pandemia», ha spiegato Arfa Banu, psicologa clinica all’Aster Jubilee Medical Complex di Dubai. Avere più di due giorni liberi a disposizione permette di ricaricare le energie, «fa abbassare i livelli di cortisolo, con un impatto positivo sul benessere generale, e rende i lavoratori più contenti e produttivi», conclude Banu.

IL SETTORE PRIVATO ABBRACCIA L’INIZIATIVA

Molte realtà private hanno già deciso di abbracciare lo stesso cambiamento. Come Deloitte UAE e Danube Group, che impiega oltre 4000 lavoratori. E secondo gli esperti saranno molte le compagnie che presto si adatteranno al calendario statale. «Le aziende del settore privato sono intelligenti e hanno operato in un mercato molto competitivo. Prenderanno la loro decisione in base a ciò che ritengono migliorerà la loro posizione», ha affermato il ministro delle Risorse Umane e dell’Emiratizzazione.

Sara Zolanetta

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Laureata in Scienze ambientali all’Università di Milano Bicocca, ho frequentato un master in Comunicazione scientifica e quello in Giornalismo della Scuola “Walter Tobagi/Ifg”. Dal 2011 sono giornalista professionista. Ho lavorato come freelance e autrice televisiva per media nazionali e internazionali. Nel 2013 mi sono trasferita in Israele come corrispondente per testate italiane. Dal 2019 insegno Linguaggio audiovisivo e Videogiornalismo alla Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” di Milano. Per il Bollettino mi occupo della redazione web e dei canali social. 📧 [email protected]