mercoledì, 28 Febbraio 2024

Da Facebook a Meta: dopo il crollo investire conviene ancora?

Sommario

Investitori in attesa di fronte all’andamento dei titolo Meta, che stabilisce un nuovo primato: la maggior perdita giornaliera in termini di valore di una società USA quotata. Persi in una seduta da -26% oltre 200 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Il titolo della società – che controlla Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger – è sceso sui minimi da luglio 2020 in scia ai risultati del quarto trimestre 2021. I ricavi sono saliti del 20% a/a a 33,67 miliardi, leggermente meglio dei 33,44 attesi dagli analisti. L’utile netto è stato inferiore dell’8% scendendo a 10,3 miliardi di dollari, pari a un utile per azione di 3,67 dollari, sotto i 3,84 attesi. Ma il dato sotto i riflettori è stato quello degli utenti attivi al giorno: 1,929 miliardi da 1,930 nel trimestre precedente. Appena 1 milione in meno ma sufficiente a determinare il primo calo mai registrato dai social network del gruppo creato da Mark Zuckerberg.

META IN DIFFICOLTÀ PER CONCORRENZA E MODIFICHE POLICY IOS

Anche il social network più popolare al mondo sente il morso della concorrenza. Secondo gli analisti la crescita di competitor come TikTok e YouTube sta iniziando a creare qualche problema sul fronte degli utenti attivi. Altro tema centrale è rappresentato dalle nuove politiche di privacy adottate da Apple sul sistema operativo IOS dell’iPhone. L’ATT – App Tracking Transparency – limita pesantemente la capacità delle app installate sul popolare smartphone di tracciare l’efficacia della pubblicità sulle app stesse. Quelli derivanti dagli annunci che compaiono sulle app rappresentano la quasi totalità dei ricavi di Meta, pertanto ogni ostacolo alla pubblicità on line rappresenta un pericolo. Il CFO Dave Wehner ha dichiarato che la nuova policy di Apple potrebbe causare nel 2022 un calo dei ricavi di Meta di circa 10 miliardi di dollari.

FORTI INVESTIMENTI SUL METAVERSO

Le incertezze che si prospettano per il business social hanno indotto il gruppo a investire con decisione sul metaverso. Si tratta di un ambizioso progetto di creazione di una realtà virtuale condivisa su Internet. Zuckerberg punta molto su questo progetto, tanto da aver cambiato il nome Facebook in Meta lo scorso ottobre. Inoltre con il quarto trimestre è stato deciso di pubblicare per la prima volta una rendicontazione contabile separata delle attività di social network – denominate Family of Apps – e di quelle dedicate al metaverso – Reality Labs. Queste ultime nel trimestre hanno generato solo 877 milioni di dollari di ricavi ma una perdita operativa di 3,3 miliardi. Perdita operativa che per tutto il 2021 è stata di 10,2 miliardi, contro i 6,6 del 2020 e i 4,5 del 2019. Un progetto che sta costando moltissimo a Meta e molto ancora costerà prima che possa diventare profittevole.

LA TRASFORMAZIONE DA FACEBOOK A META

Ma la strada è segnata. Da Facebook a Meta, ovvero da una piattaforma di annunci pubblicitari a ciò che sostituirà quella che è oggi l’esperienza Internet dei consumatori. O almeno questo è l’obiettivo che hanno in Meta: la creazione di un monopolio che potrebbe soppiantare Google. Sarà interessante seguire lo sviluppo del progetto e delle iniziative concorrenti. In caso di successo il futuro del titolo in borsa sarebbe decisamente roseo ma, come già dichiarato apertamente da Zuckerberg, nel breve non ci saranno risultati. La guidance per il primo trimestre 2022 riflette in parte questo scenario. I ricavi attesi dal management sono pari a 27-29 miliardi di dollari, in rialzo del 3-11 per cento sullo stesso periodo del 2021 ma inferiori al consensus degli analisti pari a 30,15 miliardi.

META: LE PROSPETTIVE IN BORSA

Le azioni Meta al momento sono in netta difficoltà: vengono scambiate a 225 dollari, ben il 41% sotto il record storico a 384,33 toccato lo scorso settembre. Eventuali flessioni sotto i riferimenti a 220 costituirebbero un importante segnale grafico ribassista capace di anticipare ulteriori approfondimenti verso area 137, minimo del marzo 2020 (punto più basso della pandemia). L’affondo della scorsa settimana ha creato un’importante discontinuità, un gap ribassista a 290 circa: solo un riposizionamento oltre questo ultimo livello riporterebbe in equilibrio il quadro grafico favorendo un riavvicinamento al record. Conferme definitive in tal senso oltre 350-355. ©

Simone Ferradini

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Foto: Media Gallery Meta