venerdì, 19 Aprile 2024

Esplode il nucleare in Europa

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Nuove possibilità di investimenti e finanziamenti per la transizione energetica anche con il nucleare. E adesso, che cosa accadrà? Strasburgo mette il piede sull’acceleratore. Con 278 voti favorevoli e 33 astenuti è arrivato il fatidico sì: gas e atomica saranno inclusi nella tassonomia europea. «Ora le forze politiche italiane non hanno più alibi: l’energia nucleare è una scelta europea», dice Minopoli, presidente dell’AIN (Associazione Italiana Nucleare). «Il silenzio e la rimozione di alcuni partiti, sempre più attardati e isolati nelle pregiudiziali antinucleari, è una chiusura provinciale che allontana l’Italia dalla linea europea e dalle scelte di tutti i paesi industrializzati. Il Parlamento italiano segua quello europeo e riapra l’Italia all’energia nucleare». Molti Stati spingevano verso questa decisione. Adesso gas e nucleare possono considerarsi fonti green, ma solo a determinate condizioni e non ci sarà obbligo per i Paesi membri, che rimangono i titolari delle decisioni sul mix energetico nazionale. Per completare l’iter bisognerà aspettare lunedì 11 luglio. L’ultima decisione spetterà al Consiglio UE. Se non dovesse respingere l’atto, dal 1 gennaio 2023 la norma entrerà in vigore. Per il numero uno dell’AIN, soddisfatto della decisione europea, bisogna riflettere anche su diversi aspetti, soprattutto sullo smaltimento. «Va realizzato, finalmente, il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi. Lo smaltimento può creare, grandi occasioni di lavoro e di sviluppo. E occorre reinserire il nucleare nelle leggi di ricerca, rivitalizzare il sistema universitario e incentivare le aziende italiane a entrare nello sviluppo dei reattori avanzati in Europa e nel mondo».

Un percorso che ha subito una forte accelerata a causa del conflitto tra Russia e Ucraina. L’Europa, con questo atto, corre sempre più verso la neutralità climatica, obiettivo primario dei prossimi decenni. Il piano REPowerEU e la norma votata nei giorni scorsi riflettono entrambi questa realtà e contribuiscono a ridurre la dipendenza dell’Italia dal gas russo.

«Accolgo con favore l’esito di questa votazione. L’atto delegato complementare è una proposta pragmatica per garantire che gli investimenti privati nel gas e nel nucleare, necessari per la nostra transizione energetica, soddisfino criteri rigorosi. Gli investimenti nelle energie rinnovabili sono già prioritari nella nostra tassonomia: questo è il nostro futuro. La nostra proposta garantisce trasparenza in modo che gli investitori sappiano in cosa stanno investendo. Oggi porta la chiarezza tanto necessaria alla posizione dell’UE». Queste le parole di Mairead McGuinness, Commissaria responsabile per i servizi finanziari, la stabilità finanziaria e l’Unione dei mercati dei capitali.

Cosa prevede la norma?

Il 2 febbraio la Commissione europea ha presentato un atto delegato complementare sul clima per accelerare la decarbonizzazione. Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 l’Europa ha proposto di attingere a più soluzioni possibili. Bruxelles, ascoltati i pareri scientifici e tenendo conto del progresso tecnologico, ha ritenuto che gli investimenti privati in gas e attività nucleari possano giocare un ruolo da primo piano. Cosa è stato deciso? Che alcune attività legate a gas e nucleare possono essere aggiunte come transitorie a quelle già contemplate dal primo atto delegato in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici del primo gennaio 2022: per quanto riguarda il nucleare, che soddisfi i requisiti di sicurezza nucleare e ambientale; e per il gas, che contribuisca al passaggio dal carbone alle rinnovabili.

Quanto è sicura l’energia atomica?

“Fantastic” è l’aggettivo con cui la NucleareEuropa (ex Foratom), l’associazione delle 3mila società europee che operano nel settore, saluta il voto del Parlamento Europeo che ammette la nuclear energy tra quelle da incentivare nel processo di decarbonizzazione. Sono tre i punti, sul voto, che vengono messi in luce. Primo: il Parlamento ha accolto il parere della scienza e degli esperti (Joint Research Centre), il nucleare è energia sostenibile, che non arreca danni all’ambiente, al pari delle fonti rinnovabili. Secondo: assicura la sicurezza energetica e gli approvvigionamenti sicuri (è energia, non clima-dipendente e disponibile h24). Il terzo punto: il voto allinea l’Europa al resto del mondo industrializzato che sta costruendo e sviluppando l’energia nucleare.