• martedì, 4 Ottobre 2022

Banca Carige: è il giorno del delisting. 4 miliardi polverizzati in 8 anni

Carige

Oggi il delisting di Banca Carige, a seguito dell’offerta pubblica di acquisto portata a termine con successo da BPER Banca. Gli aderenti all’offerta hanno ricevuto 0,80 € ad azione, ma nella maggior parte dei casi il ricavato non compensa le perdite subite durante gli anni di vita della banca.Infatti, da quando è stata quotata, nel lontano 1995, il titolo ha perso l’86 %. Il prezzo di collocamento iniziale fu di 11.000 lire, circa 5,6 €.

L’addio di Carige a piazza affari

Giovedì è stato l’ultimo giorno di contrattazioni, prima della sospensione tecnica e del delisting odierno, il titolo ha chiuso, quasi senza alcuna oscillazione, a 0,795 €.  Quest’anno, l’andamento di Carige in borsa non è stato molto movimentato, ha aperto le contrattazioni a quota 0,752 €, è salito del 20,73%, arrivando a 0,900 € nei primi giorni di gennaio, a seguito della dichiarazione d’interesse all’acquisto da parte di Bper, per poi tornare a scambiare intorno a € 0,760 prima della fine del mese, – 16%. Da febbraio in poi non registra nessun cambiamento significativo, limitandosi ad oscillare tra 0,8 e 0,75 euro. Posizionandosi di fatto a ridosso del prezzo offerto dalla banca modenese.

La difficile situazione di Carige

L’acquisto da parte della banca emiliana avviene a seguito di una storia travagliata, si ricorda il commissariamento voluto dalla Bce, che ha comportato la sospensione delle negoziazioni da gennaio 2019 sino a fine luglio dell’anno scorso, quando Carige è tornata a Piazza Affari con un prezzo di 0,63 €. Senza contare che oggi, dopo circa 4 miliardi di euro di ricapitalizzazioni realizzate negli ultimi otto anni, la banca capitalizza circa 608,58 milioni di euro.

L’opposizione di Malacalza

Il primo settembre Bper Banca supera il 95% del capitale della banca genovese, varca quindi la soglia necessaria per lo squeeze-out. L’azionista di minoranza Malacalza Investimenti ha chiesto al Tribunale di Genova di inibire all’istituto modenese l’esercizio del diritto di acquistare le azioni residue della banca ligure nell’operazione di sell-out. Vincenzo Malacalza negli anni ha investito nella banca 420 milioni di euro, per poi ritrovarsi con una minusvalenza di quasi 290. Oltre ad aver visto la sua quota passare dal 27,5% al 2%, a seguito di un aumento di capitale necessario a salvare la banca. Il tribunale non solo ha dato torto a Malacalza il 16 settembre, ma l’ha anche condannato a pagare le spese processuali. Di conseguenza la decisione dà il via libera a Bper per l’incorporazione della banca ligure.

Bper tra i leader di mercato

A seguito di quest’operazione l’istituto modenese supera UniCredit per numero di filiali in Italia. Con la conquista della banca genovese, i 1.852 sportelli di Bper balzano a circa 2.220, supera così l’istituto di credito meneghino.

Secondo Piero Luigi Montani, Amministratore Delegato di BPER, il piano industriale 2022-2025 delinea una nuova fase di sviluppo con obiettivi ambiziosi. L’utile netto atteso nel 2025 è pari a circa 800 milioni e sarà raggiunto grazie al rafforzamento del modello di banca multi-specialista, con l’obiettivo di accrescere la componente commissionale dei ricavi.

Bper ha chiuso il primo semestre del 2022 con un utile netto di 1,4 miliardi. Al netto delle poste straordinarie l’utile si è attestato a 316,6 milioni. I proventi operativi netti sono saliti dell’11,8% a 1,8 miliardi, con margine di interesse a 785 milioni, +7,8%, e commissioni nette a 914 milioni, +24,5%. Gli oneri operativi sono saliti del 3,31% a 1,15 miliardi. Nel solo secondo trimestre l’utile ordinario è stato di 203,9 milioni, a fronte dei 104 milioni attesi.

Performance di Bper in borsa

Bper apre l’anno a quota 1,821 €. Raggiunge la vetta dei 2,168, + 19% nei primi giorni di febbraio. Precipita rovinosamente del 38,91%, schiantandosi a 1,324 € nella prima metà di marzo. Recupera tra aprile e maggio, arrivando a scambiare a 1,951 € nella prima parte di giugno, registra così uno strepitoso + 47,30%. Nella seconda parte del mese inizia a scendere in picchiata, perde tutto ciò che ha guadagnato, cadendo a 1,282 nel mese di luglio, – 34,30 %. Ad agosto si riprende, e al momento della stesura dell’articolo scambia a 1,694 €, + 32,21 %. Da inizio anno ha perso il 6,94%.

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Marco Castrataro

Foto: @alessandra easterthere via unsplash.com

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