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  • giovedì, 8 Dicembre 2022

Maestroni, Federgolf: «Ryder Cup come un’Olimpiade»

golf

Per il c’è solo un pensiero al momento: la Ryder Cup 2023, la competizione mondiale che si svolgerà dal 29 settembre al primo di ottobre dell’anno prossimo a Roma che si stima possa attrarre nel nostro Paese milioni di turisti e appassionati, con un indotto che si aggira – secondo Federgolf – intorno ai 530 milioni di euro, ripartiti in indotti diretti e indiretti, con la possibilità di avere un margine di crescita fino a 1 miliardo di euro, secondo stime di KPMG.

«Il movimento golfistico avrà grandissimi benefici, perché una manifestazione sportiva di rilievo mediatico globale crea curiosità e attrae nuovi appassionati. Di conseguenza, tutta l’industria golfistica italiana dovrà adeguarsi a una nuova e diversa richiesta che arriverà. Una richiesta che aumenterà non solo internamente, a livello nazionale, ma anche dall’estero», spiega Marta Maestroni, Segretario Generale della . «Il turismo legato a questo sport si caratterizza da sempre per soggiorni medio-lunghi, per grandi capacità di spesa dei viaggiatori e una forte propensione al movimento all’interno della stessa destinazione. Ecco perché diciamo che tramite la Ryder Cup riusciremo a cambiare la percezione all’estero dell’Italia come meta golfistica», aggiunge Maestroni.

Ryder

La riscoperta della natura e una rinnovata attenzione alla salute sono alcuni degli effetti della pandemia. Il golf, risponde perfettamente a queste esigenze. Tra tesserati e amatori, quanti italiani lo praticano?

«Ad oggi i tesserati sono 93.332, mille in più rispetto allo scorso 26 settembre, quando il totale ammontava a 92.452 unità, +2,18% rispetto allo stesso periodo del 2021. Quest’anno, abbiamo già superato il numero di tesserati dell’intero 2021, pari a 92.420. Un dato importante anche per quanto riguarda i giocatori juniores. Oggi abbiamo 9.826 tesserati under 18, tra ragazzi e ragazze.

Si tratta di numeri in forte in crescita rispetto al 2021. E di risultati incoraggianti, frutto dello sforzo della Federazione, che durante i mesi bui della pandemia, si è concentrata su quelli che sono i punti di forza del golf. Uno sport da praticare all’aria aperta in un luogo sicuro e sano, attento alla ambientale e con effetti decisamente positivi sulla salute fisica e mentale dei giocatori. È questo un aspetto da non sottovalutare per educare la popolazione a corretti stili di vita in un periodo storico segnato dalla pandemia, ma anche dalla complessità e dalla velocità dei ritmi di vita quotidiani. Ci rivolgiamo a tutta la popolazione attiva sul territorio affinché possa comprendere tutti i benefici del golf. Non parliamo solo di valori, attività agonistica, ma anche di un modo di vivere».

La crisi dell’energia si fa sentire anche nel golf?

«Il golf non sfugge alla crisi. Anzi, molti circoli stanno soffrendo drammaticamente e sono alla ricerca di soluzioni alternative come quelle riguardanti l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici per ottenere indipendenza energetica e un guadagno in caso di surplus di energia prodotta. Sono sempre più le realtà che stanno prestando attenzione alla sostenibilità ambientale. Un tema che riguarda in primo luogo il superamento dei fitofarmaci nella manutenzione dei percorsi. A questo proposito, a livello europeo si sta valutando la possibilità di vietare l’utilizzo di questi fitofarmaci, sia biologici che chimici. Questo avrà un impatto positivo a livello ambientale, ma anche ricadute sull’ delle strutture. La Federazione rilascia il riconoscimento ambientale “Impegnati nel verde”, insieme all’Istituto per il Credito Sportivo, per promuovere lo sviluppo ecosostenibile del golf, sensibilizzando e accompagnando i circoli verso la Certificazione Ambientale internazionale della Golf Environment Organization».

Ryder CUp

A un anno dall’inizio della Ryder Cup 2023, a che punto siamo dal punto di vista dell’organizzazione, delle infrastrutture etc.?

«L’organizzazione procede a ritmo spedito, il campo del Marco Simone Golf & Country Club è pronto, potrebbe subire qualche piccola modifica tecnica come richiesto dal capitano del team Europe Luke Donald. Da questo punto di vista siamo pronti. Dovranno essere fatti interventi alla Club House, in procinto di iniziare.

Particolarmente importanti sono i lavori a carico delle infrastrutture. Anche questi sono a buon punto, grazie alla proficua collaborazione tra Regione Lazio, Comune di Roma e tutte le istituzioni interessate all’organizzazione della Ryder Cup 2023 che stanno agevolando la realizzazione di questi interventi strategici sul piano stradale.

L’adeguamento della mobilità ai flussi di traffico straordinari sarà fondamentale per ospitare un evento sportivo di portata mondiale. Verranno fatti interventi sulla Tiburtina, agevolati degli svincoli, il trasporto stradale di quella zona avrà sicuramente dei vantaggi. Questa è una parte dell’eredità che la Ryder Cup lascerà sul territorio, ma non finisce qui. La competizione porterà infatti grandi benefici a tutti i circoli italiani. Realtà che hanno un indotto e creano posti di lavoro. Gli obiettivi istituzionali della Federazione riguardano sicuramente l’aumento dei tesserati e la crescita del movimento. Non dobbiamo dimenticare però i nostri circoli e chi nel golf porta avanti l’attività imprenditoriale».

Circoli che potranno utilizzare queste infrastrutture, la Ryder Cup non costruirà costose cattedrali nel deserto, poi abbandonate.

«È la nostra Olimpiade. Per questo evento, il terzo al mondo per importanza mediatica, sono stati e verranno fatti lavori e importanti a livello privato e pubblico, destinati a lasciare il segno sul territorio e a migliorare anche la vita di tanti cittadini. Quindi sicuramente un appuntamento sportivo di questa portata può contribuire a favorire interventi che altrimenti sarebbero più lunghi e complicati da realizzare, dal punto di vista di tempi dei lavori e delle autorizzazioni. Per questo motivo il Presidente della FIG, Franco Chimenti, quando nessuno ci credeva, ha lavorato così tanto per raggiungere l’obiettivo di ospitare in Italia questa competizione per la prima volta nella storia. Siamo assolutamente consapevoli delle prospettive future. Lo abbiamo visto all’estero, non ragioniamo su dati non verificati. Abbiamo visto cosa succede nei Paesi che la ospitano, lasciando un’eredità per la crescita del Paese».

La Ryder Cup 2023 di per sé sarà una leva importante, ma come favorire la crescita in generale del turismo golfistico?

«Il progetto Ryder Cup prevede dal 2016 al 2027 eventi golfistici di alto livello su tutto il territorio nazionale. Questo permetterà di promuovere l’Italia come destinazione golfistica. La roadmap che precede questo evento non si esaurisce nel Lazio, ma comprende e rivoluzionerà il sistema Paese in questo senso. Coinvolgendo tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, anche attraverso gli eventi “Road to Rome”.

Lungo questo percorso, che vedrà come tappa principale la competizione, la Federazione vuole diffondere messaggi che racchiudono i capisaldi del golf: il connubio con l’ambiente, i benefici per la salute psicofisica, l’azione educativa sin dalla tenera età, natura inclusiva per le persone con disabilità e svantaggiate dal punto di vista economico. La Ryder Cup 2023 è un acceleratore, un’occasione unica e irripetibile per la Federazione, l’intero movimento e la filiera golfistica.

Dal 17 al 20 ottobre si è tenuta a Roma l’International Golf Travel Market di IGTM, il più grande evento B2B a livello mondiale per il movimento golfistico. L’interesse di IGTM di essere presente nel Lazio, nell’anno che precede la Ryder Cup, è un segnale fortissimo che arriva dall’estero. Roma, la Città Eterna, deve diventare la capitale del golf. I risultati si iniziano a vedere già da quest’anno, ma nel 2023 e negli anni a venire ci aspettiamo un ulteriore incremento. Forse il fatto che il nostro Paese rappresenti un’eccellenza nel mondo su tanti aspetti, tra storia, arte, enogastronomia, solo per fare degli esempi, fa sì che il turista tenda a privilegiare anche altro. Ospitare una competizione così importante contribuirà a far affermare l’Italia anche nel golf».

cook golf

A proposito di Paesi esteri, qual è quello da cui prendere esempio? Forse gli Stati Uniti?

«Gli Stati Uniti nel golf sono un esempio, ma la loro è una realtà completamente diversa dalla nostra, anche a livello di burocrazia. Basterebbe guardare ai Paesi vicini, come la Francia con le attività svolte nell’ambito della Ryder Cup 2018.

È partita con molto anticipo costruendo campi da golf, il governo ha capito per tempo l’importanza di questo sport a livello economico. La Spagna e il Portogallo rappresentano altri esempi virtuosi.

Hanno unito lo sport e tutti quelli che sono gli elementi attrattivi che portano il turista a scegliere di trascorrere una vacanza in questi luoghi. Sviluppando importanti investimenti immobiliari legati alla presenza di campi da golf. L’Italia è invece molto attenta al rispetto del territorio e delle sue caratteristiche. L’obiettivo è quello di puntare proprio sulla qualità della nostra offerta golfistica, sulla possibilità di realizzare nuovi percorsi, avvicinandoci maggiormente ai Paesi stranieri più virtuosi.

È fondamentale che le persone comincino a giocare a golf, un universo in continua espansione che crea non solo interesse ma anche un giro economico importante. Tutto questo permetterebbe al nostro sistema di crescere ulteriormente. Il progetto Ryder Cup 2023, portato avanti anche grazie al prezioso supporto del direttore generale Gian Paolo Montali, parte dai giovani. L’aspettativa è quella d’incentivare una nuova generazione di golfisti che possano diventare degli esempi oltre il campo, seguendo le orme di eccellenze come, tra le altre, Costantino Rocca, Francesco ed Edoardo Molinari».

Portare il golf nelle scuole vuol dire aiutare a prevenire il disagio giovanile, promuovere valori di rispetto, integrazione e inclusione che li renderanno uomini migliori. Come procede l’iniziativa “Golf a scuola”?

«È un progetto molto sentito in Federazione perché permette di trasmettere anche ai più piccoli i valori del golf. Lealtà, onestà, correttezza, rispetto per l’avversario, principi che dovrebbero essere alla base della vita di ogni cittadino. Il dovere di una Federazione sportiva è anche questo: promuovere progetti che coinvolgano sì la popolazione dal punto di vista agonistico, ma che sappiano anche trasmettere qualcosa di più a livello sociale. Golf a Scuola è uno dei fiori all’occhiello della Federazione e del progetto Ryder Cup 2023. Abbiamo il supporto dell’Istituto per il Credito Sportivo, di R&A, di tutti gli enti che patrocinano il progetto, di circoli, comitati e delegazioni regionali FIG. Golf a Scuola riprenderà nel mese di novembre e proseguirà fino a dicembre.

Ripartirà con ancora più slancio nel 2023 per il periodo gennaio-maggio. Di anno in anno rinnoviamo le convenzioni con le scuole. Abbiamo assistito a un aumento importante di adesioni. Dopo un inizio di titubanza sono stati gli istituti stessi a chiamarci per chiedere di rinnovare il progetto. Alcuni dirigenti scolastici dell’hinterland di Roma ci hanno raccontato che il golf, nei luoghi più dimenticati, ha permesso alle famiglie di tirare un sospiro di sollievo, dando ai ragazzi la possibilità di fare un’esperienza formativa.

Cosa prevede il progetto?

Il progetto integra o sostituisce l’ora di educazione motoria. Coinvolgerà anche quest’anno le scuole primarie, interessando in particolare i bambini dagli 8 ai 10 anni. L’attività si potrà svolgere 3 ore a settimana, 1 ora per ogni classe, oppure 6 ore, quindi 2 ore settimanali. Si può praticare nel cortile, nel giardino, o nella palestra dell’Istituto. Inoltre, vengono organizzate giornate di golf nel circolo più vicino dedicate agli studenti, oltre a corsi di formazione per gli insegnanti. Quest’ultimo punto è centrale perché la conoscenza di una disciplina sportiva mai praticata nella scuola deve passare attraverso la competenza degli insegnanti, il nostro veicolo affinché i bambini possano parlare di golf.

Il progetto prevede il tesseramento gratuito per alunni e insegnanti che partecipano. Anche questo permette di lasciare qualcosa alle persone che ci aprono le porte delle loro scuole. Abbiamo stampato un libricino molto divertente, una base teorica per i bambini in italiano, in tedesco per le nostre Regioni del Nord bilingue. Abbiamo anche una traduzione in spagnolo, perché la sfida per il 2023 è portare il progetto Golf a Scuola pure negli istituti italiani all’estero. Stiamo iniziando un dialogo con la scuola italiana statale di Madrid, un esempio virtuoso grazie anche alla sensibilità dell’ambasciatore Riccardo Guariglia per i progetti che possono arricchire gli studenti. Sono convinta che anche altre scuole italiane all’estero potrebbero trarre vantaggio da questo progetto».

Nel 2018 il numero di donne tesserate ammontava al 25%, oggi la percentuale è aumentata? A che punto è il progetto “Golf è DONNA”?

«La percentuale è leggermente aumentata, oggi su 93.332 tesserati totali 62.874 sono uomini e 20.632 donne, grazie all’impegno della Federazione nel creare un movimento coeso e un maggiore clamore mediatico intorno a questo sport. “Golf è DONNA” è presente in 64 circoli italiani, denominati “Punti rosa”. Si rivolge alle golfiste tesserate da non più di 3 anni e alle neofite con tariffe agevolate e prove gratuite. Il Ladies Italian Open, organizzato nel 2021 e 2022 dopo uno stop di 7 anni, è il coronamento di un progetto che ha portato nuove tesserate e necessita di essere continuamente sviluppato.

Come accade in molti sport, anche nel golf la quota rosa è ancora inferiore rispetto a quella maschile. Alcune ragioni riguardano l’impegno importante in famiglia e sul lavoro e il grande ventaglio di scelta di attività diverse dallo sport. Il discorso abbraccia tanti argomenti perché avvicinare una donna al golf vuol dire includere tutta la famiglia. Per questo motivo dobbiamo creare attività che suscitino interesse e curiosità. Stiamo valutando iniziative di vario tipo per il 2023. In particolare molte attività per le tesserate, al fine di valorizzarle maggiormente. L’obiettivo è anche far crescere i circoli, il nostro tramite principale».

Il progetto GOLF4AUTISM si pone l’obiettivo di favorire l’integrazione di bambini con spettro autistico. Pensa che nell’edizione paralimpica di Los Angeles ci sarà spazio anche per questa disciplina?

«La Federazione supporta l’International Golf Federation (IGF) affinché questa disciplina possa essere inserita nei Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Non è un percorso semplice in quanto il golf è aperto a disabilità di vario tipo, ma da quello che abbiamo compreso sembra ci sia una difficoltà oggettiva da parte degli organizzatori. Abbiamo dato la nostra piena disponibilità e supporto anche per presentare i nostri arbitri alle Paralimpiadi, come già succede per le Olimpiadi estive. Speriamo di avere risposte positive, al momento non abbiamo ricevuto ancora comunicazioni da IGF. La Federazione nel frattempo collabora attivamente con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) nell’organizzazione del calendario agonistico nazionale.

Abbiamo una squadra nazionale, un ranking nazionale e internazionale dedicato. Naturalmente è un settore che richiede molto impegno e dovrà essere maggiormente sviluppato. GOLF4AUTISM si rivolge ai bambini con problematiche intellettivo relazionali. La pratica del golf in un ambiente sicuro che crea le condizioni ideali per raggiungere una situazione di calma generale permette anche di superare alcune loro paure. Inoltre, il fatto che questo sport si basi su gesti ripetitivi favorisce il miglioramento della tecnica con la pratica. È un progetto portato avanti con l’associazione di volontariato “Una breccia nel muro” e a Roma ha il supporto del circolo Archi di Claudio. A oggi abbiamo formato circa 60 maestri, coinvolto 100 ragazzi under 18 con spettro autistico e oltre 17 circoli. Ci sono altre associazioni che si occupano di disabilità che collaborano con noi, siamo parte di un tavolo di lavoro con la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali (FISDIR). La Ryder Cup 2023 ha spronato a investire su attività di questo tipo, ma è importante la costanza». ©

Edoardo Lisi

📩 news@ilbollettino.eu. Il suo motto è "Scribo ergo sum". Si laurea in Editoria e Scrittura presso La Sapienza specializzandosi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per "il Bollettino" si occupa di energia e innovazione, i suoi cavalli di battaglia, ma scrive anche di libri, spazio, crypto, sport e food. È autore per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collabora con Nuova Energia, Staffetta Quotidiana e Giano.news.

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