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  • giovedì, 9 Febbraio 2023

Azzi, Federscherma: «I risultati ci portano con fiducia verso Milano 2023»

scherma

Doppio Mondiale per la italiana nel 2023: olimpica a Milano e paralimpica a Terni. La città del “Re di Spade” Edoardo Mangiarotti ospiterà per la prima volta la competizione di qualificazione per i Giochi di Parigi 2024. Nella Fencing Hub Italiana si incontreranno 1200 atleti provenienti da 165 Paesi. Una vetrina importante per la capitale lombarda, città dalle profondi radici schermistiche. Benefici che riguardano anche Terni e il tessuto imprenditoriale locale. Le ricadute economiche saranno tangibili e diffuse. Alberghi, ristoranti e attività commerciali potranno contare sull’arrivo di un gran numero di atleti e appassionati. Si stima che i turisti da tutto il mondo saranno oltre 100.000. Durante tutto il corso dell’anno si susseguiranno eventi di vario genere. Progetti che coinvolgeranno federazioni, scuole, università, istituzioni e associazioni, Confcommercio in primis, portando benefici all’intero sistema.

Il potenziale economico della scherma

Un assaggio arriva dalla cinque giorni “ for peace”, che si è tenuta le scorse settimane a Marina di Carrara. La competizione ha fatto registrare numeri importanti, riunendo atleti e accompagnatori di 11 Paesi differenti. È solo un esempio delle decine di gare che compongono il calendario schermistico, valide per il ranking o meno. Eventi che ogni anno portano migliaia di appassionati nei palazzetti dello sport e nelle strade di Ariccia, Frascati, Rimini, Salerno e Formia.

schermidori

Questo ha un impatto positivo su diversi settori, dall’abbigliamento sportivo alla ristorazione. Il 35% del budget per finanziare il Mondiale è coperto da contributi privati, il restante 65% da pubblici. I fondi privati arrivano per il 70% da ricavi degli sponsor e per il 30% da ticketing e diritti televisivi. Il faro su questo sport si accende solo in occasione delle competizioni internazionali. L’attenzione mediatica è calamitata dal , che occupa il 35% dello spazio dedicato allo sport dalla TV. Il CONI stima che le ore annuali di trasmissioni sulla schermistiche sono 60 (0,3% del totale), contro le 7.665 del calcio.

L’ ha il primato nel medagliere olimpico con 130 medaglie, davanti Francia e Ungheria. Dal 1896, anno della prima Olimpiade di Atene, i nostri atleti sono saliti sul gradino più alto del podio 49 volte. Le vittorie degli spingono più giovani verso questo sport. Ogni medaglia vale al vincitore un bonus, stabilito dalle Federazioni. Gli italiani ricevono circa 180.000 euro per il primo posto, 90.000 per il secondo e 60.000 per il terzo. Inoltre, ogni vittoria è una possibilità di ottenere maggiori introiti da pubblicità. L’assenza di spadisti italiani sul gradino più alto del podio durante i Giochi della XXXIIº Olimpiade di Tokyo ha destato stupore. «La scherma azzurra non ha mai smesso di ottenere eccellenti risultati, in uno scenario molto impegnativo come quello di uno sport sempre più globalizzato», sottolinea Paolo Azzi, Presidente di Federscherma.

Gli ultimi Mondiali de Il Cairo hanno portato 8 medaglie, stesso numero dei Campionati del mondo di Budapest 2019, ma più preziose: 2 ori, 4 argenti e 2 bronzi. Il vento sta cambiando o la verità è che non è mai cambiato?

«La scorsa estate il Mondiale de Il Cairo e l’Europeo di Antalya, dove un mese prima l’Italia ha conquistato il record di medaglie di sempre nella massima kermesse continentale, ci ha regalato grandi soddisfazioni, ma non ritengo sia corretto parlare di vento che cambia. Certo, a Il Cairo c’è stata la spinta di diversi giovani che, causa lo stop imposto dalla pandemia, non avevano avuto possibilità di giocarsi un posto in squadra per l’Olimpiade di Tokyo, dove pure sono arrivate cinque medaglie. Riguardo l’importanza dei risultati, rappresentano sicuramente un traino molto importante per l’intero movimento, perché l’immagine di uno sport vincente contribuisce ad avvicinare nuovi praticanti. Il grande obiettivo è proprio quello: che sempre più ragazzi pratichino sport, e crescano con i valori che la scherma afferma».

Esiste anche un tema, non trascurabile, riguardo lo “stipendio” di uno schermidore, che rende difficile, se non impossibile, vivere esclusivamente praticando questo sport a livello agonistico

Fiammingo scherma

«Il professionismo nella scherma non esiste e anche il più grande campione sa che difficilmente potrà vivere per sempre grazie alle vittorie che conquista. Fondamentale è il sostegno dei Gruppi Sportivi Ministeriali, che supportano i nostri atleti di vertice. La gratitudine della scherma, come di molte altre discipline olimpiche, a chi affianca i ragazzi nel proprio percorso è indiscutibile e sentita».

La nascita del nuovo sito Internet è lo specchio della volontà di mettere in risalto il contesto sportivo, sociale e valoriale. Un tassello di una strategia più ampia

«Il nuovo sito internet della Federscherma risponde alla volontà di essere sempre più vicini al nostro mondo e aperti agli appassionati che hanno piacere di seguirci, così come ai media mainstream. È una sfida glocal: la grande novità è stata rappresentata dai siti dei Comitati Regionali, organi territoriali che sono il cuore pulsante della scherma in ogni località d’Italia. La strategia si sviluppa parallelamente sui canali regionali e nazionali per dare sempre più voce e luce al nostro movimento. Oltre ai risultati, abbiamo tante storie da raccontare e sani valori che ci piace condividere, in tutte le sale di scherma. Raccontiamo il vero, quel che è il nostro mondo».

Quanti sono attualmente i tesserati e come avvicinare più giovani a questo sport?

Garozzo schermidore

«La Federazione Italiana Scherma, secondo i dati relativi al finale dell’ultima stagione conclusa a giugno 2022, conta 328 società sportive affiliate, e di queste ben 98 svolgono anche attività paralimpica, per un numero complessivo di quasi 24mila tesserati. Avvicinare sempre più giovani è la nostra mission, come detto poco fa e in questo l’immagine valoriale che la scherma ha saputo costruire è sicuramente preziosa. Formiamo uomini e donne del domani, prima che possibili campioni. È la realtà del nostro sport e ci viene riconosciuta anche dalla narrazione mediatica che apprezza i veri concetti di fair play e nobiltà d’animo che sono propri di uno schermidore. Valori fondanti appresi in pedana e che accompagnano poi quelle persone nella vita».

I costi della scherma sono un tema importante. I prezzi della divisa e dell’attrezzatura sono aumentati ulteriormente per effetto della carenza di materie prime di questo periodo?

«Anzitutto c’è stato bisogno di far fronte al Covid-19 e la ripartenza è stata durissima per noi come per tante altre discipline. Quello schermistico è un movimento che a livello dirigenziale, nelle società, si basa sulla passione di volontari, famiglie ed ex atleti. Fare sport viene prima di tutto, si lavora insieme anche nella ricerca di piccoli partner, preziosi per mandare avanti una palestra e tenere alto il profilo tecnico. Il costo dell’attrezzatura rappresenta di una spesa che si ammortizza nel tempo, non si acquista una divisa ogni anno.

Le tariffe variano da società a società, andiamo dai 350 ai 1000 euro annui. In media siamo tra i 600 e 700 euro annui per agonisti, molto meno per i non agonisti. Ci sono da sostenere le trasferte dei ragazzi fin dalle categorie Under 14. Il nostro sport ha uno sviluppo limitato nelle sedi locali, le competizioni sono a respiro nazionale e le famiglie devono farsi carico di viaggi a volte impegnativi. Questo è anche un valore aggiunto per chi pratica scherma. Risentiamo anche noi della carenza di materie prime, soprattutto l’acciaio delle lame». Il costo iniziale dell’attrezzatura per praticare scherma a livello agonistico si aggira intorno ai 600/700 euro. La spesa comprende due spade, maschera, guanto, divisa, corpetto protettivo, passante elettrico e scarpe».

Esistono iniziative che incentivano il noleggio e l’acquisto di seconda mano di divise, maschere, etc?

Ciabola scherma

«La possibilità di noleggiare le divise è un’apprezzata iniziativa che l’azienda Decathlon, partner della Federazione per il secondo anno consecutivo, ha di recente proposto alle società e che rappresenta un’ulteriore novità e opportunità per il nostro mondo. So che ha già riscontrato interesse e potrebbe aiutare, immagino, soprattutto quanti si sono appena avvicinati alla scherma agonistica. Ogni azione che venga incontro alle famiglie dei nostri tesserati è vista sempre con favore e auspico una buona riuscita anche di questo progetto».

Anche i costi di gestione delle infrastrutture saranno anche aumentati…

«La Federazione, che non ha impianti di proprietà su cui poter intervenire direttamente, è impegnata a sostenere quanto più possibile le nostre società, come già fatto in questi anni durissimi a causa della pandemia, per resistere in un momento difficile e delicato. Certo, c’è bisogno di supporto. Le società devono essere aiutare perché la scherma è uno sport che si fa al coperto e chi sostiene costi già notevoli per lavorare nelle palestre non può essere lasciato solo».

Negli ultimi anni la Federazione ha lavorato per lo sviluppo delle attività istituzionali e dei rapporti con i partner, quali sono i progetti più promettenti?

«Sì, abbiamo fatto tanto e molto altro faremo ancora. Le progettualità sono ampie perché vasto è il campo in cui ci muoviamo. Citerò solo pochi esempi, che stiamo portando avanti in queste settimane. Siamo stati scelti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per “La Bellezza in un gesto”, un programma di sviluppo integrato che porta la scherma in giro per il mondo come eccellenza del Made in Italy. Ed è stato un grande onore essere accolti dalle Ambasciate italiane e dalle autorità locali in Spagna, Tunisia ed Egitto dove abbiamo presentato anche il nuovo gold sponsor UniCusano».

Parliamo delle iniziative che riguardano gli studenti

«Con l’Istituto per il Credito Sportivo ogni anno premiamo gli studenti-atleti più meritevoli nel binomio scuola (o università)-sport attraverso il progetto “Incentivazione allo Studio”. Lavoriamo tantissimo sulla base: con “Un Giorno da Campione” stiamo regalando, d’intesa con Kinder Joy of Moving, ai vincitori dei titoli italiani Under 14 l’emozionante esperienza di allenarsi in ritiro con i big delle Nazionali Assolute delle rispettive armi. E ancora, ci sono i progetti scolastici che ci hanno consentito solo lo scorso anno di far conoscere la scherma agli studenti di ben 333 istituti di tutta Italia».

La nazionale paralimpica di scherma rappresenta un esempio positivo per l’intero Paese

fencing

«Il movimento paralimpico, con la sua totale integrazione all’attività olimpica, è il fiore all’occhiello del nostro sport. Siamo un’unica Federazione, nelle nostre sale tirano insieme atleti normodotati, in carrozzina e anche non vedenti che rappresentano un altro settore in forte sviluppo. Da un anno abbiamo varato i ritiri congiunti delle Nazionali: atleti olimpici e paralimpici preparano insieme i più importanti appuntamenti internazionali. Accadrà così anche nei prossimi mesi, in vista delle rispettive gare di qualifica per i Giochi di Parigi 2024».

Le ultime Disposizioni per l’attività agonistica 2022/23 forniscono un quadro sulla strategia della Federazione. Quali sono i punti principali che compongono il piano per promuovere la scherma?

«Le nuove Disposizioni per l’Attività agonistica 2022/23 sono state redatte con un grande lavoro di team e ringrazio tutte le professionalità che si sono impegnate per modellare un’organizzazione che riteniamo sempre più vicina alle esigenze delle società, degli atleti e delle famiglie. Tra le novità più importanti c’è l’istituzione dei Campionati nazionali Gold e Silver per le categorie Assoluti, Giovani e Cadetti. Insomma, dopo il circuito delle prove di qualificazione, da quest’anno non assegneremo soltanto lo scudetto dei “big” e incoroneremo i campioni italiani Under 20 e Under 17, ma avremo anche altri titoli in palio, Gold e Silver appunto, che saranno contesi da quegli schermidori che, per ranking, non sono riusciti ad entrare nella primissima fascia. Un modo per far vivere agonismo e competizione anche a chi è fuori dalla zona d’élite e, perché no, potrà essere ulteriormente stimolato ad arrivarci».

Quanto è importante modificare il ranking e il calendario affinché siano in accordo con eventi e valori internazionali?

«Il nostro calendario è sicuramente legato a quello internazionale, per evitare sovrapposizioni con le gare di Coppa del Mondo, soprattutto all’alba dell’inizio della Qualifica Olimpica che scatterà ad aprile 2023, mentre quella per le Paralimpiadi è appena cominciata. In Italia ci sono tantissime manifestazioni, dipanate su tutto il territorio, sia per il settore olimpico sia paralimpico, segno del grande fermento di un movimento ripartito con ancor più entusiasmo dopo lo stop forzato dell’attività agonistica imposto dal Covid-19». ©

Edoardo Lisi

📩 news@ilbollettino.eu. Il suo motto è "Scribo ergo sum". Si laurea in Editoria e Scrittura presso La Sapienza specializzandosi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per "il Bollettino" si occupa di energia e innovazione, i suoi cavalli di battaglia, ma scrive anche di libri, spazio, crypto, sport e food. È autore per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collabora con Nuova Energia, Staffetta Quotidiana e Giano.news.

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