lunedì, 22 Aprile 2024

Payback sanitario: perché le Regioni vogliono 2,2 miliardi dalle aziende biomedicali

DiMatteo Runchi

30 Gennaio 2023
payback sanitario

C’è una data che fa tremare il biomedicale italiano: il 30 aprile. Le aziende del settore potrebbero dover pagare 2,2 miliardi di euro alle Regioni. Le obbligherebbe una legge del 2015, il payback sanitario, applicata lo scorso anno dal governo Draghi. Un macigno su un distretto che vale 16,5 miliardi e rappresenta un’eccellenza a livello europeo. Come funziona la nuova legge? E quali sarebbero i suoi effetti?

Come funziona il payback sanitario

Nel 2015, seguendo la scia della spending review avviata dal governo Monti, l’esecutivo di Matteo Renzi varava la legge sul payback sanitario. La normativa prevede che, in caso le Regioni sforino il tetto di spesa sanitaria, le aziende fornitrici siano obbligate a coprire la metà dell’esborso in eccesso.

L’obiettivo era quello di impedire che i bilanci delle Regioni andassero in rosso a causa delle eccessive uscite in ambito medico. In passato la legge è stata applicata per i farmaci, ma il governo Draghi, nel Decreto Aiuti bis, ha imposto la sua attuazione anche alle aziende del settore biomedicale. 

Gli anni di riferimento, per i quali questa normativa sarà applicata, non sono quelli della pandemia. Si parla del triennio che va dal 2015 al 2018, durante il quale le amministrazioni regionali hanno sforato il tetto di spesa di 4,4 miliardi di euro per le forniture biomedicali. Questo significa che le imprese del settore dovranno restituire 2,2 miliardi di euro.

Payback Sanitario

Gli effetti sul biomedicale

Il biomedicale italiano si compone di migliaia di aziende che nel corso degli ultimi anni hanno saputo affermarsi a livello internazionale. Nel 2021 le imprese del settore erano 4.546, con oltre 76.000 dipendenti e un fatturato di 16,5 miliardi. A guidare l’intero segmento è il distretto produttivo di Mirandola, nel modenese, che con oltre 5000 lavoratori è un punto di riferimento a livello europeo.

Stando a questi dati, il payback potrebbe pesare per il 13,3% del fatturato annuo dell’intero settore. Un costo non indifferente anche perché il 94% del biomedicale italiano è fatto da piccole o medie imprese, che potrebbero non reggere il colpo. È proprio il giro d’affari della sanità pubblica che sorregge una parte rilevante di queste aziende. 

Secondo i dati di Confindustria le Regioni spendono ogni anno circa 8,4 miliardi di euro per acquistare beni biomedicali da realtà italiane, ed entro aprile vorrebbero indietro più di un quarto di questa cifra. Il governo ha per ora rimandato la data del pagamento da gennaio al 30 aprile, e sta pensando a soluzioni per evitare di strangolare le imprese in difficoltà, senza compromettere il bilancio delle Regioni.

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.