martedì, 16 Aprile 2024

L’inflazione Usa non demorde. E Buffett vede altri fallimenti bancari

Sommario
recessione

L’inflazione a marzo negli Stati Uniti è salita meno delle attese: +0,1% mensile e +5% annuale, quest’ultimo è l’incremento più basso da maggio 2021. Tuttavia l’indice core, quello che esclude cibo ed energia, è salito al +5,6% anno su anno, dal +5,5% di febbraio. Così Wall Street, partita a razzo per un’eventuale pausa della stretta Fed per il calo dei prezzi, finisce anche in rosso. Le azioni non trovando il bandolo della matassa si concentrano allora sull’avvio della stagione degli utili del primo trimestre, che prende il via venerdì con i risultati delle grandi banche statunitensi, tra cui Citigroup, Jp Morgan e Wells Fargo. A proposito di banche, Warren Buffett, il 92enne numero uno degli investitori mondiali, durante un’intervista a Cnbc da Tokyo ha detto che il sistema bancario non gli piace più come un tempo. L’oracolo di Omaha prevede poi altri fallimenti all’orizzonte ma è pronto a scommettere un milione di dollari che i depositi sono al sicuro. Non proprio una previsione entusiasmante.

Doppia pausa sui tassi, segnali dal Canada

Da tenere d’occhio il Canada, Paese del G7, dove la banca centrale ha lasciato inalterati i tassi d’interesse al 4,5% per la seconda volta consecutiva. Il Consiglio direttivo ritiene che l’attuale costo del denaro sia sufficientemente restrittivo da portare l’inflazione al livello del 2% e ha deciso di sostenere il rallentamento della crescita. I prezzi dell’energia più bassi hanno consentito ai tassi di scendere al 5,2% a febbraio dopo aver toccato il massimo in 39 anni dell’8,1% nel giugno 2022, e il rapporto aggiornato sulla politica monetaria della banca centrale prevede che l’inflazione rallenti al 3% entro la metà dell’anno prima di raggiungere gradualmente l’obiettivo del 2% entro la fine del 2024.

Milano tiene bene

L’inflazione in calo in America e la discesa dei prezzi del gas comunque puntano a un raffreddamento del carovita anche in Europa, dove la Bce è ferma al 3,5% con i tassi quindi indietro rispetto al 5% della Federal Reserve. Milano, trainata dalle banche, continua così a marciare verso i famosi 28mila punti, soglia dove si sono sempre infrante le speranze di mega rally. Oggi +0,38% con Unicredit in pole position (+2,6%), seguita da Bper (+1,9%) e Mps (+1,6%). Recupera gli 8 euro Iveco, bastonata la scorsa settimana, sulla scia dei conti record annunciati da Ab Volvo. Lusso alla finestra, stasera i conti di Lvmh e nei prossimi giorni tocca ad Hermes e Kering.

Sas vola basso

Sas, compagnia aerea scandinava, perde il 30% . A febbraio, colpita dalla crisi, ha registrato una perdita netta di 2,7 miliardi di corone (260 milioni di dollari) da novembre a gennaio, nonostante un aumento del numero di passeggeri. La società aveva già presentato istanza di procedura fallimentare ai sensi del Chapter 11 negli Stati Uniti a luglio 2022. La compagnia ha ricevuto 700 milioni dal fondo Apollo, ma se non troverà altri capitali – scrive un quotidiano danese – si opterà per il delisting, facendo diventare Apollo primo azionista del gruppo dopo la conversione del debito in azioni. La notizia trascina al ribasso Lufthansa (-6,4) e Air France (-5,3%).

Anche National CineMedia, gigante della pubblicità cinematografica americana, ha presentato istanza di protezione dal fallimento secondo il Chapter 11. In questo caso però il titolo vola fino al +128%. ©

 

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.