sabato, 2 Marzo 2024

Partenza timida in Borsa in attesa dell’inflazione Usa e dei tassi inglesi

Sommario
recessione

La produzione industriale tedesca è calata a marzo ben più delle attese. Mercoledì esce il dato sull’inflazione americana ad aprile. Giovedì la Banca d’Inghilterra comunicherà la sua decisione sui tassi di interesse dopo il recente ritorno dell’inflazione annuale sopra il 10%. Tanta carne al fuoco che non dà un’indicazione precisa agli investitori, per questo Wall Street – nonostante le aspettative di inflazione a breve termine siano in ribasso – inizia la settimana indecisa, così come Piazza Affari. Milano sale di uno 0,28%, passo dopo passo si riporta a 27.400 punti tentando un ritorno al muro, finora invalicabile, dei 28mila. Grandi acquisti sulle banche ancora, con Mps che fa un balzo del 5,8%, confidando in una trimestrale che possa certificare la fine di anni di tormenti.

Fame di dati

Domani altre trimestrali, da Azimut a Brembo, da Credem a Fincantieri, poi i due istituti vicini a Unipol ovvero Bper e PopSondrio, ma anche Fineco e Inwit. In Europa hanno riportato i conti già oltre la metà delle società, con sorprese positive nel 66% dei casi, fanno sapere da Intesa Sanpaolo. Mercoledì invece andrà in scena la tanto attesa assemblea di Enel, con i fondi stranieri decisi ad alzare la voce in vista del rinnovo del cda con i nomi scelti dal ministero dell’Economia.

Debito italiano agli italiani

A proposito del ministero dell’Economia. Oggi il Mef ha annunciato che ai primi di giugno sarà collocato il Btp Valore solo presso il retail, i risparmiatori comuni. Senza commissioni, l’obbligazione sarà caratterizzata da cedole periodiche a tassi prefissati crescenti e da un premio fedeltà per chi lo tiene fino alla scadenza, ovvero estate 2027. Dopo i successi del Btp Italia, legati all’inflazione, potrebbe tornare la voglia di debito pubblico italiano presso le famiglie risparmiatrici. Bisognerà aspettare l’1 giugno però per conoscere gli interessi che il Tesoro è pronto a offrire agli italiani.

Buffet prudente

Sabato scorso a Omaha, in Nebraska, si è svolta la tradizionale assemblea dei soci della Berkshire Hathaway, la conglomerata guidata dal 92enne Warren Buffett, autentica icona della finanza mondiale, e dall’amico e socio di una vita, il 99enne Charlie Munger. I due guru hanno parlato per 7 ore di fila. Una frase di Buffett non ha lasciato ben presagire: «Nell’economia, il feedback che riceviamo è che, direi, forse la maggior parte delle nostre aziende riporterà effettivamente guadagni inferiori quest’anno rispetto allo scorso anno». Anche se, ha poi ricordato l’oracolo di Omaha, «Niente è sicuro domani, niente è sicuro l’anno prossimo e niente è mai sicuro, né nei mercati né nelle previsioni commerciali, né in qualsiasi altra cosa». ©

 

 

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.