lunedì, 22 Aprile 2024

Powell sibillino. Lunedì cedola-day. Francoforte tocca il massimo storico

Sommario
recessione

Il Nasdaq rivede il top da nove mesi. Il Dax di Francoforte tocca il livello più alto della sua storia a 16333 punti. Piazza Affari maglia rosa in Europa, rivedendo i massimi di un mese fa. Poi alle 17 ora italiana a Washington parla Jerome Powell, presidente della Fed, insieme a Ben Bernanke, il numero uno della Federal Reserve che 15 anni fa ha risolto stampando denaro la crisi Lehman Brother… Wall Street quasi si ferma per guardare la diretta e carpire uno sguardo, una parola. E Powell afferma che l’inflazione è ben al di sopra dell’obiettivo e la banca centrale è impegnata per riportarlo all’obiettivo del 2%. Poi sottolinea che «il sistema bancario è resiliente», ma che con gli sviluppi nel mondo del credito «i tassi forse non devono salire così tanto per raggiungere i nostri obiettivi» di abbassare l’inflazione. Altri problemi in vista? Christine Lagarde intanto ci invita a tirare la cinghia, anche se promette decisioni più delicate. Però proprio l’inflazione fa salire i margini aziendali e gli stipendi (non in Italia), allontanando la recessione. Inoltre arriverà più liquidità grazie al probabile accordo sull’aumento del debito americano previsto in questo fine settimana, anche se si segnalano pause nei colloqui.

Milano di corsa

Milano rallenta così la corsa nel finale in scia a Wall Street: +1% circa. Interpump in vetta al listino (+4%) che si rafforza nell’alimentare con un’operazione in Nuova Zelanda su una società specializzata nella mungitura meccanizzata, risalgono le utilities con Hera (+3%) a guidare il gruppo, banche invece miste: Mps in rosso, così come sono negative Unicredit e BancoBpm, mentre Mediolanum fa +2,7% e Intesa torna sopra 2,4. C’è anche un’Opa. Il fondo di private equity Three Hills Capital Partners lancia un’offerta a 5,35 euro su Digital360, società che due anni fa valeva 2,45 euro. Sale a 1,1 euro l’Italia Independent di Lapo Elkann: +633,33% in sei mesi.

Lunedì si parte da -1,25%

A2a, Amplifon, Azimut, Banca Generali, Bper, Diasorin, Eni, Erg, Fineco, Generali, Interpump, Intesa, Inwit, Italgas, Leonardo, Moncler, Recordati, Tenaris e Unipol staccheranno il dividendo lunedì. Diciannove società blue chips, praticamente la metà del Ftse Mib 40. Inevitabile dunque assistere lunedì a una seduta di forte dieta quantificabile in un teorico -1,25-1,3%. Sette società riconosceranno una cedola con rendimento annuo superiore al 5%: Intesa SanPaolo, Azimut, Banca Generali, Eni, Unipol, A2a e Italgas.

Stasera il verdetto Moody’s

In serata l’agenzia di rating Moody’s si pronuncerà sul rating italiano, ora Baa3 con outlook negativo, abbassato dopo la caduta del governo Draghi. Secondo gli economisti non cambierà il giudizio, nel senso che non dovrebbe esserci un downgrade che farebbe perdere la qualifica di investment grade all’Italia. In effetti il debito-Pil è addirittura migliorato e le stime macro sono più positive rispetto alla media Ue. Previsioni già scontate dal mercato, che ha visto Piazza Affari in rally da ottobre fino a marzo. Alla peggio potrebbe arrivare un passaggio in negative watch che richiederebbe poi un nuovo pronunciamento nel giro di tre mesi da parte di Moody’s. ©

 

 

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.