giovedì, 23 Maggio 2024

Hollywood: proteste rientrate, oggi i primi ciak

Sommario

Ripartono oggi le riprese nel mondo cinematografico di Hollywood. Dopo gli ultimi mesi di protesta è arrivato il disgelo tra sceneggiatori e produttori (LEGGI QUI che cosa è successo). I ritardi però hanno inciso profondamente, facendo registrare perdite economiche di circa 8 miliardi di euro. E lo sciopero non ha avuto ripercussioni solo sul mercato cinematografico americano. A pagarne le conseguenze potrebbe esserci anche l’Italia: qui più di un biglietto del cinema su due lo scorso anno è stato staccato per un film USA. E anche nella top 10 dei campioni del botteghino, 8 pellicole su 10 provengono dalle major hollywoodiane

Netflix conferma l’ottimo trend

Dati alla mano, nella seconda decade di settembre la Warner Bros, ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2023. Inizialmente stimato tra 11 e 15 miliardi di dollari, è stato collocato tra i 10,5 e gli 11 miliardi. Il momento è difficile per tutte le major che hanno perso terreno anche in Borsa. Le azioni di Disney hanno riscontrato un 20% in meno; mentre quelle della Paramount Global sono precipitate  del 45%. La piattaforma streaming di Netflix (fondata da Reed Hastings e Mare Randolph nel 1997 a Scotts Valley, in California), invece, è quella che ha risentito meno di questo sciopero confermando l’ottima tradizione di ascolti e visualizzazione degli ultimi anni. 

I film americani sono quelli più visti in Italia

I film americani usciti nelle sale italiane sono stati il 15% delle 498 pellicole totali. Analizzando le quote di mercato gli statunitensi hanno ottenuto il 58% degli incassi e il 56% delle presenze.

I motivi della protesta

I lavoratori di Hollywood hanno messo in crisi il sistema cinematografico. Il 2 Maggio è iniziato lo sciopero degli iscritti al WGA, Writers Guild of America (11.500 persone) e al SAG-AFTRA (160.000) contro l’ AMPTP (L’Alliance of Motion Picture and Television Producers).
I lavoratori si sono fermati per chiedere da una parte un aumento dei compensi, maggiori garanzie su tutele sanitarie e incentivi per lo streaming con percentuali dei diritti provenienti da queste. Infine, ma non meno importante l’accordo sull’uso dell’A.I. che nei prossimi anni potrebbe mettere a rischio la loro professione. © 

📸 Credit: Canva

Giornalista pubblicista, amante del mondo del calcio. Laureato in Scienze Motorie Sportive all'Università degli Studi di Brescia, per il Bollettino mi occupo principalmente di sport, spettacoli e cultura.