venerdì, 19 Aprile 2024

Quali banche sono le più sicure?

DiMarco Battistone

12 Febbraio 2024
Sommario
banche sicure

I prossimi mesi potrebbero essere quelli di una svolta per il settore bancario se, come sembra, le Banche Centrali dovessero avviare la marcia indietro sui tassi d’interesse. Per ora, però, il quadro è ancora estremamente prospero per gli istituti di credito (ne avevamo parlato qui). Ma quali sono quelli al momento più solidi, secondo le valutazioni della Banca Centrale Europea?

1. Credito Emiliano (Credem)

Al primo posto italiano ed europeo, a parimerito con la francese SFIL (Société de Financement Local), l’istituto di credito emiliano festeggia un esercizio coi fiocchi. Nell’ultimo anno il titolo ha guadagnato quasi il 10%, raggiungendo livelli mai visti da gennaio 2008 e sfiorando quota 9 euro. La BCE, nell’assegnazione dei suoi Pillar 2 Requirements, cioè i requisiti di liquidità aggiuntivi a quelli già stabiliti dal Pillar 1, chiede appena l’1% di capitali aggiuntivi. A chiudere il quadro in bellezza è il bilancio di gruppo: i risultati preliminari presentano 562 milioni di utile netto, il 72,4% in più dei 326 milioni dell’annata precedente. Una cifra che potrebbe giustificare lo stacco di un extra dividendo.

2. Banca Mediolanum

Al secondo gradino del podio troviamo la cassaforte di casa Doris, valutata come la sesta della classe dai banchieri centrali: per lei il P2R richiesto è dell’1,5%. Il risultato annuo è senza precedenti: 821 milioni di euro, il 62% in più rispetto allo scorso anno. Il dividendo è all’altezza: 0,42 euro ad azione, che in aggiunta all’acconto da 0,28 euro, porta il dividend yield sopra il 7%.

3. Intesa Sanpaolo

A parimerito con Mediolanum con un P2R dell’1,5% troviamo Intesa, che anche quest’anno si riconferma leader di Mercato tanto per capitalizzazione quanto per asset netti. Non solo: è stata di fatto motore della contrattazione del nuovo contratto nazionale dei bancari, in vigore fino al 2026, grazie al quale si è garantito un aumento medio mensile di 435 euro in busta paga. D’altronde, utile netto monstre da 7,7 miliardi di euro e una corsa del titolo del 15% in sei mesi lasciano parecchio margine di spesa a Ca’ de Sass. Non a caso, il dividendo è di 0,152 euro, con dividend yield sopra il 5%.

4. Mediobanca

Segue l’istituto di credito di Piazzetta Cuccia, cui viene richiesto un P2R dell’1,82%, abbastanza per posizionarla 25esima a livello europeo in termini di solidità patrimoniale. Il suo bilancio, sfalsato rispetto a quello delle concorrenti, si chiude il 30 giugno. Ma i risultati del primo semestre (agosto-dicembre) portano già nelle casse 611 milioni di euro, in aumento del 10% sull’esercizio precedente. Dopo un 2023 segnato dalla lotta intestina per il controllo del cda, il 2024 si prospetta più calmo, almeno sul fronte interno. Nonostante le pressioni, la lista dell’ad uscente Alberto Nagel, che alla fine l’ha spuntata, terrà il controllo della banca fino al 2026.

5. Finecobank

Chiude la top 5, precedendo la ex capogruppo (e secondo gigante bancario del Paese) Unicredit, la «banca che semplifica la banca». Il P2R 2023 è del 2%, mentre l’utile netto sale a 609 milioni di euro e il dividendo a 49 centesimi, con yield al 5,3%. Ben diversa la situazione sui listini. Il titolo, che a marzo 2023 ha effettuato un importante aumento di capitale, non sembra essersi ripreso del tutto da allora. A incidere, nell’ultima settimana, l’uscita di un report dell’americana JP Morgan che ha abbassato il target price e apponendo la classificazione Negative Catalyst Watch, provocando un tonfo del 6%.

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📸 Credits: Canva.com

Studente, da sempre appassionato di temi finanziari, approdo a Il Bollettino all’inizio del 2021. Attualmente mi occupo di banche ed esteri, nonché di una rubrica video settimanale in cui tratto temi finanziari in formato "pop".