Con quasi 200 miliardi di euro di fatturato, l’industria alimentare è la prima manifattura del Paese. E non si ferma qui: nel 2024 ha toccato un nuovo record di export, con 57 miliardi di euro, in crescita del +9% rispetto all’anno precedente.
Ma il cibo, per noi italiani, è molto più di economia. Per il 93,2% degli italiani, dice il Rapporto Federalimentare-Censis, è cultura: un legame profondo con i territori, le tradizioni e le identità locali.
E i numeri lo confermano: a novembre 2024, la produzione alimentare è cresciuta del +4,5% rispetto all’anno precedente, accelerando rispetto al +3,7% di ottobre.
Alcuni comparti volano: i gelati segnano un incredibile +18,9%, seguiti dai piatti pronti (+11,6%), dalla lavorazione di pesci e crostacei (+9,2%) e dal settore dolciario con cioccolato e caramelle a +6,5%.
Insomma, l’Italia non solo continua a esportare sapori, ma anche storie, identità e passione.
«Oltre alla nostra crescita, significa che è subentrata una decrescita del tessuto industriale in maniera pesante. Siamo fieri dei risultati raggiunti, purtroppo i consumi interni risentono un pochino…», dice Guglielmo Auricchio, Presidente Giovani Federalimentare.
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