martedì, 13 Gennaio 2026

Tutto quello che c’è da sapere sull’inflazione

DiIlaria Mariotti

22 Luglio 2025
Sommario

L’inflazione rialza la testa, specie per quanto riguarda il carrello della spesa. Ad accelerare sono infatti i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che passano da +2,6% a +2,7% (dato ISTAT su maggio). Se si guarda al valore tendenziale, relativo a maggio 2025 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si arriva a un picco – sempre per alimentari e bevande analcoliche – del 3,2%. In assoluto il rincaro più alto è però per le spese che rientrano nel gruppo abitazione, acqua, elettricità e combustibili, che si attestano sul +3,9%.

Quanto spendiamo di più

Nel complesso l’inflazione è in calo all’1,6% dall’1,9% di aprile. Il rallentamento risente soprattutto della decelerazione dei prezzi degli energetici regolamentati (+29,3% dal +31,7% di aprile) e della flessione di quelli dei non regolamentati (-4,3% da -3,4%). Il che non vuol dire però che il portafogli non si svuoti con più facilità. Considerati i consumi totali delle famiglie, la corsa dei prezzi equivale a un maggiore esborso pari a +559 euro annui per la famiglia “tipo”, e a +761 euro per un nucleo con due figli (calcoli Codacons).

Le città più care

Non tutte le città sono uguali. L’inflazione media nazionale è all’1,6%, ma alcune città superano il tasso: il più elevato si registra a Bolzano, a Napoli e a Venezia (+2,3% tutte e tre) seguite da Padova (+2,2%); la più contenuta si registra a Firenze (+1%), ad Aosta (+0,9%) e a Parma (+0,8%). A Roma il rialzo dei prezzi è dell’1,8%, a Milano dell’1,4.

Il calo del potere d’acquisto

Nel 2023 il salario lordo annuale medio nel settore privato, esclusi il settore agricolo e domestico, si è attestato a 23.662 euro. Si è trattato di un aumento salariale nominale medio del 3,5% rispetto al 2022, nettamente inferiore rispetto all’inflazione registrata nel 2023, uguale al +5,9% (dati CGIL). La conseguenza è un netto calo del potere d’acquisto, tale che almeno un italiano su due fa sapere di aver ridotto i consumi nell’ultimo semestre (Noto sondaggi). Ma c’è di più. Una delle ragioni per cui acquistano meno è anche l’inflazione percepita: interrogati sulla questione, affermano di ritenere che il tasso sia del 9,9%, distante otto punti percentuali il tasso di inflazione reale.

Che cosa è in realtà l’inflazione

Si può tecnicamente parlare di inflazione quando si registra un rincaro di ampia portata, che non si limita a singole voci. Tradotto, significa che con un euro si possono acquistare meno beni e servizi rispetto al passato. Ad avere un peso maggiore per il calcolo del tasso di inflazione sono le variazioni dei beni e servizi per i quali i consumatori spendono di più (ad esempio l’energia elettrica) rispetto a voci di spesa meno significative, come può essere lo zucchero o i francobolli. Tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie nel corso dell’anno sono rappresentati dal cosiddetto “paniere”. Il tasso di inflazione sui dodici mesi corrisponde al prezzo del paniere totale in un determinato mese rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

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📸 Credits: Canva   

Giornalista professionista, classe 1981, di Roma. Fin da piccola con la passione per il giornalismo, dopo la laurea in Giurisprudenza e qualche esperienza all’estero ho cominciato a scrivere. All’inizio di cinema e spettacoli, poi di temi economici, legati in particolare al mondo del lavoro. Settore di cui mi occupo principalmente per Il Bollettino.