lunedì, 16 Febbraio 2026

Eredità e patrimoni: gli strumenti, le imprese e il ruolo dei consulenti

Sommario

Tra genitori e figli innanzitutto. Ma anche tra coniugi, parenti e altri beneficiari. Entro i prossimi 20 anni nel Mondo ci sarà un trasferimento di ricchezza totale per oltre 83 trilioni di dollari, tra eredità e successioni (Fonte: Global Wealth Report 2025 di UBS Group).

Circa 9 trilioni saranno passaggi di valore all’interno della stessa generazione. È il cosiddetto trasferimento di ricchezza orizzontale, ad esempio tra coniugi, fratelli o coetanei. Dato che, prima di essere trasferita da una generazione all’altra, la ricchezza è spesso passata tra coniugi.

Mentre oltre 74 trilioni saranno mossi verticalmente, ovvero tra generazioni diverse, soprattutto tra genitori e figli. L’invecchiamento della popolazione è un particolarmente evidente in Italia. Dove la percentuale di Over 65 supera quella di qualsiasi altro Paese europeo. Ed è attesa crescere ancora nei prossimi anni: circa il 32% della popolazione nel 2040.

Il punto in Italia

E mentre l’80% del patrimonio finanziario gestito è detenuto da persone con un’età media di 60 anni, entro i prossimi 3 anni ci sarà un trasferimento patrimoniale alle generazioni più giovani per 180 miliardi di euro. Che arriveranno a quota 300 miliardi entro il 2033. (Fonte: Associazione italiana Private Banking (AIPB) e KPMG).

Se anche solo una parte di queste risorse finanziarie andrà dispersa, per esempio a causa di contrasti sulla successione o di scelte sbagliate degli eredi, potrebbero prodursi danni pesanti all’economia nazionale. Mentre se verranno impiegate al meglio, non necessariamente destinando le risorse alla creazione di nuove imprese, ma magari anche attraverso investimenti nel Made in Italy, si potrà creare un effetto virtuoso. In grado di generare benessere, nuova occupazione e in definitiva spingere la crescita.

Guardando più in là, nel corso dei prossimi due o tre decenni, in Italia si verificherà un’impennata dei passaggi patrimoniali, per un totale di oltre 2.300 miliardi di euro (Fonte: UBS). Pari a più di un quinto dell’intero patrimonio privato. In pratica dai Baby boomer ai loro figli e nipoti.

Con la particolarità che l’Italia è un vero e proprio paradiso fiscale per le eredità. Con aliquote bassissime e una franchigia di un milione di euro sotto la quale i lasciti tra coniugi e parenti stretti sono del tutto esentasse. E di 100mila euro per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle.

Un altro studio su queste prospettive, pubblicato dalla Future Proof Society con il think tank Tortuga, elaborando i dati dell’Indagine sui Bilanci delle Famiglie 2022 della Banca d’Italia, calcola cifre ancora più alte: nei prossimi vent’anni si stima un passaggio intergenerazionale di circa 6.400 miliardi di euro.

A oggi, infatti, il 75% della ricchezza nazionale è detenuta da persone Over 50: ben il 40% da pensionati Over 65. Mentre meno del 9% è in mano alle generazioni più giovani. La quota destinata a Generazione Z e Millennial sta progressivamente diminuendo. Un quarantenne di oggi possiede in media il 50% di ricchezza in meno rispetto a un coetaneo nato nel 1946.

Le imprese familiari

Per le imprese e il loro passaggio generazionale, queste dinamiche si riflettono anche nel tessuto produttivo italiano. Caratterizzato da una forte presenza di aziende a conduzione familiare, circa il 67%.

Queste realtà generano oltre 1.200 miliardi di euro di fatturato annuo, e impiegano circa 3,4 milioni di lavoratori (Fonte: Osservatorio AUB 2025). Nei prossimi cinque anni si stima che almeno una su cinque dovrà affrontare il passaggio generazionale.

Negli ultimi dieci anni in Italia la presenza di capitani d’azienda con più di 70 anni è aumentata di un quarto. Mentre è diminuita – più o meno dello stesso valore – quella di Under 30.

La successione, quando non è bene pianificata e coordinata prima, può rappresentare una fase critica per la sopravvivenza dell’impresa. Può comportare conseguenze negative, sia in termini economici, sia organizzativi. Nei casi più critici fino al punto di decretare la fine dell’attività: solo il 13% delle aziende familiari italiane sopravvive alla terza generazione.

Solo in due imprese di medie dimensioni su tre (il 65% del totale, fonte: AIDAF, Associazione italiana delle aziende familiari, e Università Bocconi) il cambio di testimone avviene durante la vita dell’imprenditore. Negli altri casi solo all’apertura del testamento, con tutto ciò che ne deriva quando si tratta di fare scelte affrettate e non pianificate.

Da noi, quindi, dove le aziende familiari contribuiscono per il 68% al Prodotto interno lordo, la questione ereditaria è più urgente che altrove. Anche perché il passaggio generazionale non riguarda solo trasferimenti di soldi, quote o cariche. Ma anche il Know how e i valori-guida, il patrimonio di conoscenze e competenze aziendali.

Tutti gli strumenti

Il Patto di famiglia è un contratto specifico per il passaggio di un’azienda o di quote societarie ai discendenti, pensato per evitare litigi.

Il Trust è un altro accordo con cui il patrimonio viene affidato a un Trustee (amministratore esterno) per il raggiungimento di specifici obiettivi. Offrendo, in questo modo, maggiore flessibilità e tutela alla gestione patrimoniale.

La Holding familiare è una struttura societaria che accentra la gestione del patrimonio, permettendo una visione unitaria e facilitando la trasmissione delle quote agli eredi.

La Family constitution, che nasce nel Mondo anglosassone oltre un secolo fa, con la finalità di riassumere, in un unico documento, i valori fondanti della famiglia e disciplinare il rapporto dei suoi componenti con il patrimonio e il Family business, nonché delineare gli obiettivi di quest’ultimo, a beneficio delle future generazioni.

La donazione, un atto di liberalità con cui chiunque può trasferire beni a persone, società, fondazioni e altre organizzazioni.

In mancanza, invece, di una pianificazione ereditaria si possono correre diversi rischi. Quando il trasferimento del patrimonio avviene senza una guida chiara, l’eredità può diventare fonte di tensione e incertezza. Per esempio: con l’applicazione automatica della successione legittima, che potrebbe non rispecchiare la volontà del defunto; conflitti tra familiari o altri eredi per la divisione dei beni; difficoltà nella gestione di quote societarie condivise.

Ma può portare anche all’aumento della pressione fiscale, per la mancata ottimizzazione delle risorse. Oppure, a blocchi temporanei su beni, come immobili o conti correnti, per procedure non pianificate e vari intoppi burocratici.

Manca visione

A oggi, però, nella maggior parte dei casi, le persone più anziane non sempre sono propense a coinvolgere gli eredi nelle decisioni finanziarie e nell’interazione con le banche.

E ciò si verifica innanzitutto per questi motivi:

mancanza di fiducia in merito alla gestione delle questioni finanziarie;

volontà di non condividere con i più giovani il valore del patrimonio della famiglia per ragioni educative;

desiderio di posporre il più possibile il momento del passaggio generazionale.

Un buon ed efficace passaggio generazionale richiede quindi una lunga e attenta programmazione. Con l’intervento di figure specialistiche, in grado non solo di puntare sulla protezione (e, se possibile, anche valorizzazione) del patrimonio, attraverso scelte d’investimento oculate. Ma anche capaci di gestire i conflitti che si creano tra gli eredi, a maggior ragione se in presenza di famiglie allargate.

Da una parte ci sono le dinamiche demografiche, con la generazione dei Baby boomers che si avvicina sempre più alla pensione e al passaggio di testimone. Dall’altra, la complessità crescente dei Mercati che rende poco competitive le aziende non strutturate. ©️

Articolo tratto dal numero del 1° ottobre 2025 de Il BollettinoAbbonati!

📸 Credits: Canva      

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, imprese, tecnologie e innovazione. In oltre 20 anni di attività, ho lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Gruppo Mediolanum, Università IULM. Mi piacciono i progetti innovativi, il teatro e la cucina come una volta.