giovedì, 5 Marzo 2026

Finance confidential: i retroscena della finanza

Sommario

Tra nozze, strategie e inchieste, il Mondo della finanza spicca per misteri e colpi di scena. Al centro, volti noti per business e cronache rosa che, quando suona la campanella, indossano l’uniforme del successo sopra una seconda pelle di azzardi e inchieste giudiziarie.

La mossa di Pinault

Pizzicato dalle chiacchiere degli ultimi giorni è il matrimonio d’interessi tra Anta Sports e Groupe Artémis. Dopo un accordo da oltre 1,5 miliardi di euro, il colosso cinese dice “sì” al 29,06% delle quote di Puma, brand sportivo tedesco portato in dote dalla compagnia di investimenti di François Pinault, 90 anni ad agosto e un patrimonio stimato di 37 miliardi di dollari (cent più o cent meno).

«Riteniamo che il prezzo delle azioni Puma negli ultimi mesi non rifletta appieno il potenziale a lungo termine del marchio», ha detto Shizhong, Presidente della multinazionale asiatica che, per ora, esclude di salire di quota o di pensare a un delisting.

La mossa della holding francese, che supera in entrate i 17 miliardi di dollari (dato 2024), invece resta ancora tutta da decifrare: che stia già corteggiando altri partner? Al momento sembra restare fedele a un portafoglio ricco e differenziato. Una sorta di harem, popolato da aziende in settori di lusso, cultura e investimenti. Tra queste, il gruppo Kering (Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Bottega Veneta, Creed, Maui Jim, Alexander McQueen, tra le altre), Palazzo Grassi a Venezia, la casa d’aste Christie’s, i vigneti Château Latour, la Compagnie du Ponant (crociere dove un viaggio arriva a costare oltre 15mila euro a persona), Deezer e Goat. Ma non solo, perché se il potere si misura anche con il controllo dell’informazione, dal 1997 Artémis edita il tabloid Le Point, acquistato per circa 200 milioni di franchi, che strizza l’occhio alla destra transalpina. 

Il debutto di Leonardo Maria Del Vecchio

A finalizzare l’assist dell’imprenditore bretone, puntando sull’asset delle news, scende in campo l’erede rampante della dinastia Del Vecchio. «Credo molto nell’informazione vera», ha detto Leonardo Maria – 30enne milanese, quarto figlio del fondatore di Luxottica – dopo la recente acquisizione per 30 milioni di euro del 30% de Il Giornale (Gruppo Angelucci e Paolo Berlusconi) e per altri 50 dell’80% di Editoriale Nazionale s.r.l., società del gruppo Monrif (famiglia Monti Riffeser), che pubblica Il Giorno, La Nazione, QN e Il Resto del Carlino.

«Ho notato che le nuove generazioni traggono soluzioni e risposte da mezzi non autorevoli, cosa che reputo essere un potenziale pericolo per il futuro. Lo faccio perché mia figlia possa avere un giorno le informazione da firme autorevoli e non da tiktoker», ha detto durante un’ospitata televisiva criticatissima. E c’è chi si chiede se il chief strategy officer di EssilorLuxottica saprà far risplendere la sua società di investimento LMDV Capital – in portafoglio oltre una ventina di partecipazioni in società che vanno dalla ristorazione all’immobiliare, dal fintech al grafene e dall’hospitality del Twiga all’Acqua di Fiuggi – così come il padre ha fatto con il suo impero.

A frenare l’ascesa, anche del titolo che in Borsa non carbura da oltre un anno, l’indagine che lo coinvolge per sostituzione di persona e omissione di soccorso per lo schianto avvenuto il 16 novembre 2025 sulla Tangenziale Est di Milano della sua Ferrari Purosangue del valore di circa 450.000 euro.   

La Ferragni torna in scena

Per chi comincia un iter giudiziario, c’è chi invece ne esce. Come è stato per Chiara Ferragni, 38 anni di Cremona, prosciolta dall’accusa di truffa aggravata per presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social in relazione a dubbi su alcune iniziative benefiche. Il cosìddetto Pandoro Gate, scoppiato nel dicembre 2023, che le è costato soldi, reputazione, follower e matrimonio con Fedez, il cantante dal quale ha avuto i figli Leone e Vittoria.

Oggi con la campagna per la Primavera 2026 di Guess come nuova global ambassador la proprietaria della holding finanziaria Sisterhood Srl, fa il suo rientro in scena. Ma le società legate al brand dell’influencer, Tbs Crew Srl e Fenice Srl, cercano ancora di riprendersi dal bilancio del 2024 che ha visto perdite complessive di circa 5,7 milioni di euro, con Tbs Crew in rosso di oltre 2 milioni e Fenice di 3,4 dopo il drastico crollo dei ricavi. In due anni l’impero economico ha visto andare in fumo oltre 10 milioni di euro, 3 su 4 dipendenti lasciati a casa e terra bruciata da parte di partner commerciali e sponsor.

Coincidenza o casualità, proprio mentre la Ferragni rientra in affari esce definitivamente dalla sua relazione con Giovanni Tronchetti Provera, paparazzato a St. Moritz di nuovo con la moglie Nicole Moellhausen. Una mossa sbagliata, un litigio o delle dichiarazioni extra lavoro, in questo passaggio delicato, potrebbero far nuovamente crollare le quotazioni dell’influencer. E chi guarda gli sviluppi dall’alto si domanda se sia giusto fondare la solidità di un impero tutta sull’immagine del suo leader…

Il gemello virtuale di Khaby Lame

Di certo l’immagine è l’asso nella manica di Khaby Lame. L’influencer e tiktoker senegalese naturalizzato italiano famoso per i suoi video-reaction muti di genere comico pubblicati su TikTok dove, dal 23 giugno 2022, è l’utente più seguito al Mondo. Il creator 25enne cede le quote della società che gestisce il suo brand per un valore di 975 milioni di dollari. L’operazione passa da Rich Sparkle Holdings, gruppo quotato al Nasdaq, che paga con circa 75 milioni di azioni. Ma il vero twist è tecnologico: l’accordo prevede l’uso dell’intelligenza artificiale per creare un avatar digitale dell’influencer. Khaby potrà moltiplicarsi, produrre contenuti e business… senza essere presente.

La dinasty in casa Beckham

Presente, eccome, invece è Victoria Beckham nella difesa della famiglia. Lo scontro con il figlio Brooklyn per l’ex Spice girl e il marito David, ex centrocampista e oggi Presidente dell’Inter Miami e co-proprietario del Salford City, non riguarda solo equilibri casalinghi, ma asset intangibili ad alta redditività.

La faida ruota attorno ai rapporti sempre più tesi tra Brooklyn e i genitori, accusati dal figlio di aver privilegiato per anni l’immagine e gli interessi del brand familiare rispetto ai legami personali. Alla rottura avrebbe contribuito anche il rapporto conflittuale con la moglie di Brooklyn, Nicola Peltz. Secondo indiscrezioni, i Beckham sarebbero disposti a una riconciliazione solo a condizione che il figlio prenda le distanze da lei: chi la spunterà?

Il nodo è la gestione dei diritti sul nome e il perimetro del marchio Beckham, tema sensibile in vista di nuove iniziative commerciali personali. Sullo sfondo, però, i numeri restano solidi: la DRJB Holdings, che coordina le attività dell’ex calciatore, supera gli 80 milioni di dollari di ricavi, con margini elevati e flussi in crescita da sponsorizzazioni e media. D’altro canto, il brand personale di Brooklyn ha un peso finanziario nettamente inferiore: con l’azienda Cloud 23, che vende salse piccanti di alta qualità, raggiunge un patrimonio di oltre 13 milioni di dollari.

Labubu-mania: segreti di un fenomeno

L’immagine – anche se esteticamente per molti discutibile – è alla base anche del boom di una serie di pupazzetti colorati. La mania dei Labubu non è solo un fenomeno di moda: ha trasformato Pop Mart, l’azienda cinese fondata nel 2010 dal 39enne Wang Ning (oltre 21 miliardi di patrimonio netto) in uno dei casi più esplosivi dei Mercati globali. In un anno ha guadagnato oltre il 140%.

Il feticcio “ugly-cute”, venduto in blind box e amatissimo dai giovani e dalle star, ha spinto i ricavi verso quasi 2 miliardi di dollari e profitti in crescita a due cifre, con le azioni che sono schizzate ai massimi e la capitalizzazione societaria ora stimata attorno ai 40 miliardi di dollari, superiore a giganti storici del giocattolo come Hasbro e Mattel. Dietro il fenomeno c’è più di un semplice gadget: marketing virale, cultura pop e social media hanno creato un consumo emozionale che spinge l’acquisto come status e identità. Ma puntare sulla viralità può essere la chiave di un successo a lungo termine?

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📸 Credits: Canva.com

Determinata, ambiziosa, curiosa e precisa. La passione per il giornalismo mi guida fin da bambina. Per Il Bollettino mi occupo di Startup, curo le interviste video ai player del settore e seguo da anni la realtà delle PMI.