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Lagarde, via alla revisione della BCE dopo 17 anni: «Stabilità dei prezzi anche nell’immobiliare»

DiSimona Sirianni

24 Ottobre 2020

Punta a ridefinire il proprio obiettivo di inflazione la Banca Centrale Europea. All’inizio del prossimo anno l’Istituto potrebbe riadattare la sua strategia, rendendola più reattiva alle sfide sociali. «Obiettivo primario sarà mantenere la tutela della stabilità dei prezzi.  E questa volta, entreranno nella discussione anche quelli immobiliari», ha detto la presidente Christine Lagarde parlando della prima revisione della strategia della BCE in diciassette anni. «Hanno un costo nell’area euro e un effetto rilevante sulle spese delle famiglie. Torneranno a impegnarci pur non essendo inclusi né negli indici di inflazione, né negli obiettivi di stabilità dell’Istituto. Ma il tema farà parte delle nostre prossime deliberazioni». 

Come ha osservato il capo economista della Bce, Philip Lane, l’assenza di stabilità dei prezzi si riflette in maniera molto dannosa su investimenti e consumi, sia che si tratti di un’inflazione eccessiva sia che si tratti di un’eccessiva debolezza. 

Come a dire: in un contesto in cui in tutto il mondo le economie hanno bisogno di tassi bassi per operare correttamente «è sbagliato che l’inflazione voli, ma lo è altrettanto che vada troppo bassa o negativa. In questo momento di incertezza, si risparmia molto e si investe poco. E la decisione di tenere i tassi bassi da parte della Bce, non è arbitraria, se alzassimo il costo del denaro dovremmo affrontare una situazione con più disoccupazione e in generale un’economia con una performance peggiore», ha avvertito Lane.

Al momento l’attuale definizione della Bce di stabilità dei prezzi prevede un’inflazione inferiore ma vicina al 2% e parte della revisione sarà nel valutare se questa debba essere modificata. «La prossima fase sarà più dura, in quanto l’attuale livello di inflazione rimane lontano dal nostro obiettivo». 

L’inflazione dell’Eurozona è scesa a meno 0,3% a settembre, spiega il capo economista della Bce, ricordando che l’economia della zona euro ha rallentato, sollevando preoccupazioni per una possibile doppia recessione, mentre l’euro ha mantenuto i suoi recenti guadagni rispetto al dollaro e alle altre valute. Ciò riflette in parte le preoccupazioni degli investitori sul fatto che la Bce abbia meno spazio per tagliare i tassi di interesse, il che tenderebbe a indebolire l’euro rispetto ad altre banche centrali, come la Fed.

«L’euro è la moneta di tutti i cittadini della zona euro e noi siamo i custodi di questo bene comune», ha detto Lagarde. Parole che arrivano proprio nel momento in cui la più grande critica rivolta alla Bce è l’utilizzo di strumenti che avvantaggiano in modo sproporzionato i ricchi e raggiungono l’economia reale troppo lentamente. 

Non solo, le accuse arrivano anche da diverse Ong che sostengono che la Bce abbia parlato semplicemente di combattere il cambiamento climatico, mentre i suoi acquisti di bond avvantaggiano alcuni dei maggiori inquinatori del continente. 

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