Grecia, «Pronti per il piano vaccini e investire i soldi del Recovery Fund», dice Alex Patelis, Chief Economic Advisor del Primo ministro Mitsotakis

Parte determinata per affrontare la risalita nel 2021, la Grecia. «Abbiamo già pronto il piano vaccini e la Commissione Europea ha apprezzato il nostro programma per gestire i soldi in arrivo dal Recovery Fund», dice a il Bollettino Alex Patelis, Chief Economic Advisor del Primo ministro Kyriakos Mitsotakis, leader del partito conservatore Nuova Democrazia eletto nel 2019. Un panorama, quello ellenico, indicativo di una Nazione che non vuole più perdere tempo e che punta a crescere in forza economica e politica. A influenzare però la sicurezza delle casse del Paese ci sono anche i rapporti internazionali, soprattutto con Cina e Turchia.

La prima in positivo, visto che il Premier lavora da tempo per incrementare i legami con gli asiatici che, negli ultimi anni – attraverso l’azienda statale COSCO Shipping – hanno fatto un maxi piano di investimento (600 milioni di euro), supportato in parte anche dalla BEI, per la gestione del porto del Pireo. «È un punto di accesso naturale per le merci nel Mediterraneo orientale e centrale. Vogliamo trasformarci in un polo logistico», ha affermato il Capo del Governo.


La vicinanza del Paese di Erdongan invece preoccupa: il braccio di ferro per la gestione della questione gas nel Mediterraneo orientale – con una dura contrapposizione tra la Turchia e il duo Grecia-Cipro, spalleggiato tra gli altri da Usa e Israele – non fa dormire sonni tranquilli alle alte cariche greche. «Preferiamo non rispondere su questo argomento», glissa Patelis.
Altro tema caldo è la Banca del Pireo: a che punto siamo?
«Al momento della conversione delle cosiddette Coco (contingent convertible bond), l’Hellenic Financial Stability Fund diventerà azionista di maggioranza della banca. L’HFSF ha dichiarato di avere fiducia nell’attuale direzione e consiglio di amministrazione. La banca ha recentemente annunciato un programma accelerato di azioni di raccolta di capitali, inclusa un’ulteriore cartolarizzazione di 5-6 miliardi oltre ai già annunciati 7 miliardi. Inoltre ha affermato che, in attesa delle condizioni di mercato, ridurrà la sua partecipazione a una quota di minoranza, non bloccante, nel 2021. Il prossimo anno sarà fondamentale per le banche greche».
E invece quali sono le aspettative sul PIL?
«Le nostre previsioni economiche prevedono un calo del 10,5% nel 2020 e un rimbalzo del + 4,8% nel 2021. I dati del terzo trimestre pubblicati pochi giorni fa, tuttavia, suggeriscono che il 2020 probabilmente finirà leggermente migliore del previsto».
Cinque anni fa il rendimento dei titoli di Stato greci a 10 anni era vicino al 18%, ora è equivalente a quello italiano, intorno ai 60 punti base. Merito dell’iniezione di liquidità da parte della Bce, ma anche dello sforzo del Governo che ha convinto i mercati con il suo piano di riforma economica. Quale lezione si può imparare?
«I costi di prestito della Grecia sono precipitati al livello più basso mai raggiunto. L’inclusione nei programmi di quantitative easing della BCE ha certamente aiutato. Tuttavia, la lezione principale è che le riforme sono importanti. Il Governo è stato eletto anche per un piano di riforme aggressive e dal suo insediamento ha approvato oltre 140 progetti di legge in parlamento».


Riceverete 32 miliardi di euro dal Recovery Fund, 19 dei quali sono sovvenzioni dirette. Il vostro piano prevede il 37% in investimenti verdi, il 20% in digitale e molta attenzione è dedicata alle competenze occupazionali e alla coesione sociale, ai privati, alla trasformazione economica e istituzionale. Da dove inizierete?
«In base alla decisione del Consiglio dell’UE, il principio della retroattività da febbraio 2020 viene applicato ai fini dell’ammissibilità per le riforme e gli investimenti da includere nel piano di ripresa e resilienza. Ciò significa che la Grecia può avviare le riforme e gli investimenti che ritiene più probabili essere approvati nel piano finale anche se il finanziamento non è ancora disponibile. Stiamo iniziando con tutti i pilastri del nostro piano contemporaneamente».
Chi sarà incaricato di gestire i soldi in arrivo?
«Il piano di ripresa e resilienza della Grecia è stato redatto sotto le direttive di un comitato istituito dal Primo ministro. L’attuazione e il monitoraggio saranno seguiti dal Ministero delle Finanze».
Un’altra priorità è la salvaguardia del lavoro. Questo è il motivo per cui avete fornito direttamente iniezioni di liquidità a grandi aziende, poiché il sistema bancario non è stato in grado di finanziarle immediatamente… questa strategia di intervento sta funzionando?
«Durante la pandemia ci sono stati due principali obiettivi economici: il primo proteggere i posti di lavoro e l’occupazione; il secondo evitare che le aziende fallissero. Su entrambi i fronti le prove preliminari sono incoraggianti, anche se resta ancora da vedere una volta terminata la pandemia. L’aumento della disoccupazione è stato relativamente limitato. Allo stesso modo, i fallimenti tra le imprese non sono cresciuti».
Il programma Hercules fa parte di questa strategia…
«Il programma Hercules si basa sul programma GACS italiano e fornisce una garanzia statale per la tranche senior di cartolarizzazione NPE da parte delle banche sistemiche greche. Hercules è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo di ridurre di oltre la metà lo stock di crediti inesigibili legacy».
La vaccinazione anti Covid-19 dovrebbe iniziare nella maggior parte del Paesi all’inizio dell’anno prossimo. Voi siete già pronti a partire…
«Stiamo lanciando il nostro programma. Sono stati creati 1.018 centri che dovrebbero arrivare a soddisfare richieste fino a 2 milioni di vaccinazioni al mese: saranno gratuite, volontarie e in base a un elenco di priorità stabilito dal Governo».