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  • mercoledì, 1 Febbraio 2023

«In Cina il 94% dei professionisti sanitari usa la digital health», dice Tomonari Kimura, BCO Swiss Family Office

A fare la parte del leone in , secondo gli analisti, nell’anno appena cominciato, potrebbero proprio essere i legati alla .
Quali sono i titoli e i da tenere d’occhio e perché?
«L’integrazione delle tecnologie di digital health nel settore sanitario hanno il vantaggio di ridurre notevolmente i costi senza sacrificare il livello di qualità in termini di standard sanitari. La telemedicina è una parte del settore digital health che è destinato a crescere ulteriormente», dice Tomonari Kimura, CFA Head of Portfolio Management BCO Swiss Family Office.
«Ad esempio, da quando è scoppiata la pandemia, sono aumentate notevolmente le consultazioni online con i medici. La Cina è leader attualmente nell’utilizzo di nuove tecnologie nel settore sanitario. L’indice “2019 Philips Future Health Index” mostra che il 94% dei professionisti sanitari cinesi utilizzano una qualche applicazione di tecnologia digital health e mobile health. Si tratta del supporto sanitario in remoto, dove i professionisti medici sono in grado di monitorare “da lontano” i propri pazienti attraverso ad esempio i “wearable devices” che il paziente indossa. Si stima per il post covid che l’industria del digital health riveda una forte domanda.Tra i titoli da tener d’occhio, uno dei leader nel settore del medtech è Boston Scientific. Ha una paletta estesa di apparecchi medtech. Ha completato diverse acquisizioni per espandersi in segmenti ad alta crescita come il cardiovascolare e la neuromodulazione».
Spinti dalla pandemia, quali possono essere le loro performance nel 2021?
«Per quanto riguarda la pandemia, è ormai noto dalla stampa come varie nazioni stanno approvando i vaccini di diverse compagnie. Si stima che i ricavi dalle vendite dei vaccini anti-covid saranno sostanziali. Nel caso di Pfizer, assumendo che venda 1 miliardo di dosi nel 2021 a un prezzo arbitrario di 15 dollari a dose, i ricavi potenziali dovrebbero aggirarsi intorno ai 15 miliardi di dollari. Queste stime potrebbero essere conservative, visto il prezzo concordato tra Pfizer e il governo US è di 19.50 dollari, e la compagnia ha detto che ha una potenziale capacità di produzione di 1,3 miliardi dosi».
La stessa logica si potrebbe applicare alle altre compagnie produttrici di vaccini
«D’altra parte, alla produzione e distribuzione di vaccini sono legate spese extra, come ad esempio accordi di profit split, soluzioni logistiche…».
Questi costi potrebbero mettere pressione sui margini
«In generale, per il settore del Global Healthcare gli analisti stimano una crescita “high single-digit” degli utili».
In una visione globale, Tra telemedicina, vaccini e nuovi investimenti per rafforzare aziende del settore… puntare sull’healthcare quanto è consigliabile?
«Crediamo che il settore del Global Healthcare abbia prospettive di crescita attrattive. In seguito alla ripresa post-covid, secondo diversi analisti la crescita dovrebbe essere più marcata rispetto agli altri settori difensivi. Sul fronte politico, l’esito delle elezioni presidenziali americane è stato accolto in modo positivo per il settore farmaceutico, poiché dovrebbe favorire un equilibrio fra le visioni differenti dei due schieramenti politici, visto che un Congresso diviso dovrebbe ridurre le probabilità di riforme significanti del settore sanitario. In una visione più a lungo termine, i cambiamenti demografici, lo sviluppo di nuove medicine, e le innovazioni in generale di cure e prevenzioni, sono i pilastri che dovrebbero supportare la crescita del settore. L’aspettativa di vita in generale si sta allungando e la popolazione mondiale sopra i 65 anni sta aumentando, secondo i dati delle Nazioni Unite. In questa fascia di età si tende a spendere da 2 a 3 volte di più in sanità rispetto al resto della popolazione».

Antonia Ronchei

Direttore de il Bollettino dal 2020, lavoro con devozione e passione come giornalista dal 1998. Ho cominciato nel campo musicale e culturale, per poi spostarmi sulle news e su politica ed economia. Negli anni ho avuto l’opportunità di fare radio, televisione e far parte di redazioni di quotidiani e pe-riodici. Oggi dirigo un giornale storico, del quale ho fatto un completo restyling e che vede coinvolta una redazione dinamica e capace, con la stessa passione del primo giorno ma con un po’ di esperienza in più.

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