• lunedì, 28 Novembre 2022

Fossili vs Green, chi vince la sfida della mobilità?

fossili

Il settore dei trasporti è dominato ancora dai combustibili fossili ma i carburanti Green guadagnano terreno. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sui dati Eurostat relativi ai consumi 2021. La cattiva notizia è che solo il 36% dei biocarburanti impiegati è stato prodotto in Italia. Una percentuale in calo del 6% rispetto all’anno precedente. Autorizzare in tempi brevi la realizzazione di nuovi impianti e la conversione di infrastrutture per la produzione di biogas permetterebbe di velocizzare la transizione ecologica nella mobilità, aumentare l’indipendenza energetica dell’Italia e abbassare le bollette. Il biometano, in particolare, può essere immesso nella rete del gas naturale senza dover realizzare nuove infrastrutture. In questo modo può alimentare edifici, opere e veicoli.

Cresce il biometano, ma non è abbastanza

La sostituzione del gas naturale con il biometano potrebbe ridurre il costo dell’energia del 30%, passando dagli attuali 80 €/MWh a circa 55 €/MWh. Secondo la European Biogas Association, questa misura permetterebbe un risparmio di circa 140 miliardi di euro. Per lo sviluppo di questo prodotto nel settore dei trasporti, il Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza destina ben 1,92 miliardi di euro.

Il Piano Nazionale integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) si propone di aumentare fino al 38,6%, da qui al 2030, il contributo dei combustibili Green nel mix di rinnovabili.

Per favorire lo sviluppo della filiera e ridurre le emissioni in atmosfera, in Italia vige l’obbligo per i fornitori di benzina e gasolio di immettere una quota di biofuels nel sistema di distribuzione. Il GSE ha istituito i Certificati di Immissione in Consumo (CIC) per verificare il rispetto di questa prescrizione. Ai fini del conteggio, la direttiva europea RED prevede che i combustibili prodotti da rifiuti, residui, materie lignee e cellulosiche di origine non alimentare valgano il doppio rispetto agli altri biocarburanti. In questo caso parliamo di double counting.

Nel 2021 i consumi di biometano nel settore dei trasporti sono cresciuti del 7% rispetto all’anno precedente. In particolare, sono aumentati i consumi di quello “avanzato”, prodotto per l’80% a partire dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU).

Per quanto riguarda i biocarburanti double counting non avanzati (non derivanti da biomasse e residui industriali), nel 2021 gli oli alimentari esausti hanno rappresentato la materia prima prevalente, con una crescita del 97% rispetto al 2020. Fondamentale è anche il contributo dei biofuels prodotti dagli oli e grassi animali, in crescita del 19% sul 2020.

Scende notevolmente l’incidenza dei biocarburanti single counting, che passano dal 30% del 2020 al 14% del 2021.

Dal “Quadro statistico di riferimento e monitoraggio target UE” del GSE emerge però che il volume di combustibili Green immessi in consumo nel nostro Paese è ancora minoritario rispetto ai prodotti petroliferi. Attualmente rappresentano solamente il 3,8% dei consumi totali del comparto, pari a circa 1.415 Mtep.

Il primato delle fonti fossili

Nel 2021 i consumi nazionali di energia nel settore dei trasporti sono aumentati del 21% rispetto al 2020 (+6,5 Mtep, milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). Parliamo del 32% del totale complessivamente utilizzato in Italia. I combustibili fossili fanno ancora la parte del leone, contribuendo per il 90,3%. Al primo posto troviamo diesel/gasolio (59,8%), che crescono del 25% rispetto al 2020. Segue la benzina con il 20%, che fa registrare +21% sul 2020.

Cresce in maniera sensibile l’uso di cherosene, combustibile utilizzato nell’aeronautica (+14%).

Aumentano moderatamente i consumi di GPL (+8%), il gas di petrolio liquefatto, che contribuisce al 4,2% del totale. Le rinnovabili rappresentano solo il 4,7% dei consumi, il 3,8% è da attribuire ai biocarburanti. L’elettricità prodotta da impianti rinnovabili ammonta solo allo 0,9%, la metà rispetto alle fonti fossili (1,7%). Il gas naturale, invece, ha un’incidenza del 3,1%.

Dati che non sono compatibili con gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e transizione che ci siamo posti. Il biometano tiene accesa la fiammella di speranza.

Edoardo Lisi

📩 news@ilbollettino.eu. Il suo motto è "Scribo ergo sum". Si laurea in Editoria e Scrittura presso La Sapienza specializzandosi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per "il Bollettino" si occupa di energia e innovazione, i suoi cavalli di battaglia, ma scrive anche di libri, spazio, crypto, sport e food. È autore per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collabora con Nuova Energia, Staffetta Quotidiana e Giano.news.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *