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  • giovedì, 9 Febbraio 2023

3 tips per far crescere la tua startup

Una donna disegna su una parete grigia un razzo azzurro che parte, rappresenta la crescita di una startup.

Fondare un’impresa è una cosa, avere successo è un’altra. Cerchi un modo per far crescere la tua ? Ecco qualche suggerimento che potrebbe esserti utile per farla decollare una volta fondata.

Attenzione ai finanziamenti

Spesso le startup cominciano avvalendosi delle sole risorse economiche dei soci. Quando queste non bastano più, perché l’impresa, ormai formalizzata, comincia ad affacciarsi sul mercato per cercare ricavi, si entra nella fase denominata early stage. È qui che si ha il primo grande imbuto nel percorso dei nuovi business: se il 90% delle imprese fallisce, l’82% lo fa per mancanza di liquidità. «La cosa fondamentale è cercare capitali al momento giusto: se uno lo fa troppo presto non ha gli elementi fondamentali che possono consentirgli di chiederli», dice Francesco Paolo Russo, direttore generale di ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). «Soprattutto sul mercato italiano è difficile ottenere fondi dagli investitori se non si hanno metriche acquisite, o KPI (Key Performance Indicators), in gergo tecnico». Una volta deciso di affacciarsi sul mercato dei capitali, è fondamentale capire due cose: di quanto denaro si ha bisogno e che tipo di finanziamento sia più adatto alle proprie esigenze. Infatti, accettare un finanziamento, di qualsiasi tipo esso sia, comporta vincoli e oneri in più per l’imprenditore.

Il team giusto per portare a termine progetti

Poter contare sulla squadra giusta è alla base di ogni storia di successo. È però un tema che può facilmente essere dato per scontato. Eppure, il capitale umano rappresenta una delle caratteristiche preminenti di un’impresa, nonché una di quelle cui gli investitori sono maggiormente interessati. «Ciò che fa veramente la differenza è la capacità di portare a termine le cose, ovvero l’execution, che è data dal team. È la capacità di rendere l’idea un business profittevole, interessante e scalabile» spiega Russo. Lo skillset richiesto perché questo sia possibile è molto variegato, specie in un contesto innovativo. Per questo, bisogna «creare un team diversificato per competenze e hard skills. Per far partire una startup c’è bisogno di chi ci capisce dal punto di vista tecnico ma anche di chi ci capisce di marketing o di business». Ultimo, ma non per importanza, è un precetto fondamentale: «il team di una startup deve essere dedicato al 100% al progetto. Non si può fare startup nel tempo libero, è troppo complicato, soprattutto nel nostro Paese».

La crescita non è un’opzione

Per un’impresa innovativa, passate le primissime fasi, crescere è doveroso. Infatti, lo status di startup, che nel nostro Paese comporta vantaggi soprattutto fiscali, ha una scadenza. Per la legge, si tratta dei 5 anni. È quindi fondamentale che in questi 5 anni il tasso di si mantenga il più possibile alto, per riuscire a mantenersi attrattivi per gli investitori e a non rallentare più del dovuto. A tal proposito, «la parola chiave è scalabilità» ricorda Russo. «Bisogna ricercare continuamente la scalabilità tecnica del prodotto/servizio, ma anche quella del modello di business. Se per fare un preventivo o finalizzare una trattativa devo ogni volta andare a bussare alla porta del cliente e perderci dei mesi, il business è poco scalabile. Se riesco ad automatizzare, creando un modello che riesce a convertire i clienti in maniera molto rapida, ho raggiunto la scalabilità».

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Marco Battistone

Giovane studente di lettere, da sempre appassionato di temi finanziari, approda al Bollettino all’inizio del 2021. Attualmente cura le rubriche di business ed educazione finanziaria dell’edizione cartacea, nonché una rubrica video settimanale in cui tratta temi finanziari nel modo “pop” caratteristico del Bollettino.

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