venerdì, 1 Marzo 2024

Negli Usa grandi banche, grandi utili. Piazza Affari miglior listino dell’Occidente da inizio anno

Sommario
recessione

Scende l’inflazione, ma calano anche i consumi. I prezzi negli Usa hanno dimostrato questa settimana di essere improntati al ribasso, forse perché anche le vendite al dettaglio vanno giù più delle stime: a marzo -1% mensile. Segno che rincari ancora sopra la media e tassi in salita pesano sulla disponibilità a spendere dei consumatori americani. Torna la paura di una recessione nella seconda metà dell’anno, mettendo in secondo piano la pausa della Fed sui tassi. Wall Street così non riesce a festeggiare per le trimestrali, migliori delle stime, diffuse da tre banche statunitensi, molto attese dopo i crac di marzo: JpMorgan ha messo a segno un utile nel primo trimestre a 12,6 miliardi di dollari (+52%), Wells Fargo ha realizzato profitti per quasi 5 miliardi (+32%), i margini di Citigroup sono saliti del 7% sopra 4 miliardi.

Milano da bere

Con un +0,9% festeggia invece Piazza Affari, uno dei listini più banco-centrici dell’Occidente. Dopo settimane di stop and go, gli investitori hanno rimesso sul trono i titoli degli istituti. Bper, Fineco, Intesa e Banco Bpm poco dopo le 13, in seguito alla diffusione delle trimestrali Usa, hanno preso il volo chiudendo con rialzi tra il 3 e il 4%. Nella parte in rosso le utilities, con Hera (che emetterà un bond sostenibile da un miliardo) e Snam in calo sopra il 2% perché i debiti per investimenti costeranno sempre di più con un altro probabile aumento dei tassi di interesse

Russia di corsa

Corsa a parte quella di Lvmh, che punta ai 900 euro per azione, spinta dai super ricavi di Hermès: record di tutti i tempi. Il Cac40 di Parigi è sui massimi storici, vetta ancora lontana oltre 20mila punti vista da Milano. Però Il Ftse Mib è salito di circa il 2,5% dopo Pasquetta, quarto guadagno settimanale consecutivo e di nuovo davanti alla porta dei 28mila punti. Più 17,6% da inizio anno, migliore Borsa globale dopo il Moex russo, che da Capodanno ha fatto un balzo di oltre il 18% nonostante le sanzioni.

Colomba austriaca

Da Washington, dove è in corso l’annuale meeting del Fondo Monetario internazionale, i governatori di mezza Europa spingono su un proseguimento della stretta monetaria dato che l’inflazione core, quella che esclude cibo ed energia, continua a salire. Ignazio Visco, numero uno di Bankitalia, predica prudenza da mesi ormai. Parole che forse hanno spinto il governatore della Banca nazionale austriaca, Robert Holzmann, a cambiare idea. Settimane fa sosteneva che la Bce doveva prendere in considerazione fino a 4 ulteriori aumenti dei tassi, partendo con un +50 punti base a maggio. L’altra sera ai microfoni dell’americana Cnbc ha fatto retromarcia: «Ciò che abbiamo sperimentato con la crisi bancaria negli Stati Uniti e in Svizzera ha portato a cambiamenti di prospettive e se le prospettive cambiano, dobbiamo cambiare le nostre opinioni». E ancora: l’inflazione conta, ma se peggiora «la situazione nei mercati finanziari, diventa più difficile per le famiglie e le imprese accedere al credito, occorre tenerne conto».

Ethereum sopra 2000 dollari

Ethereum, la seconda principale cripto-attività dopo il Bitcoin, ritorna sopra i 2000 dollari dopo mesi di ribassi. Gli investitori hanno tirato un sospiro di sollievo per il fatto che l’ultimo aggiornamento tecnologico di Ethereum sia stato completato con successo e senza alcuni dei potenziali effetti collaterali negativi che inizialmente temevano. Il Bitcoin rallenta tenendo comunque i 30.000 dollari. ©

 

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.