domenica, 3 Marzo 2024

Spezia o Hellas Verona: quanto vale restare in “A”

Sommario

È il giorno della verità per Verona e Spezia, che a distanza si giocano la permanenza in Serie A. La squadra ligure è attesa dal confronto acceso con la Roma di Josè Mourinho; mentre gli scaligeri affronteranno il Milan di Stefano Pioli. Entrambe si contendono il posto per rimanere nel massimo campionato italiano, dal momento che attualmente sono situate in condominio al terzultimo gradino della classifica a quota 31. Dall’attuale stagione, se Spezia e Verona dovessero chiudere con gli stessi punti, è previsto uno “spareggio salvezza”, in campo neutro, della durata di 90 minuti, più rigori per decretare la terza retrocessa dopo Sampdoria e Cremonese. 

Spezia e Verona si giocano la permanenza in “A”

Ma c’è un altro dato che interessa i più a rischio della stagione 2022/23, e cioè i premi e il paracadute di chiusura campionato.
La Lega Calcio quest’anno ha stanziato un montepremi di 162 milioni + 60 milioni, da distribuire alle venti squadre italiane con una percentuale che varia a seconda della posizione in classifica, insieme al compenso per chi dovrà lasciare la Serie A il prossimo anno.
Considerati anche gli introiti televisivi nettamente inferiori rispetto alle partite che si giocano in vetta, per chi retrocede è previsto infatti un tesoretto aggiuntivo a supporto della loro partecipazione alla categoria più alta del panorama calcistico italiano. Per entrambe, ci sarà un premio della stagione che varia tra i 2.8 milioni e i 900 mila euro, a seconda del loro punteggio finale; in caso di una conferma di retrocessione  in B, bianconeri e gialloblù si dividerebbero il bottino di 60 milioni in 25 milioni ciascuno, dal momento che rientrano nella fascia C, delle squadre che hanno giocato nella massima serie per  almeno tre delle ultime quattro stagioni. 

Il “paracadute” consola poco la situazione economia delle due società

Un paracadute che comunque consola poco la situazione economica delle due società, che intacca un bilancio del calcio italiano in lenta ripresa: 2.5 miliardi rispetto ai 2.7 miliardi nel 2019, con un aumento dei costi da 3.5 a 3.9 miliardi di euro, e un debito raddoppiato rispetto all’anno precedente, ora a 3.4 miliardi di euro.

Il caso Spezia

Lo Spezia, a fronte dei 37.9 milioni in ricavi, ne ha spesi 57.9, per un risultato netto in perdita a -17,7 milioni di euro, in lieve aumento rispetto alla stagione 2020-21, periodo in cui si è attivata un’ingente campagna di trasferimenti da parte della famiglia Platek; ad aggravare la situazione sono stati i tentativi di rendere la rosa più solida e competitiva, oltre al progetto di ampliamento dello stadio Picco, che viene a costare 26 milioni. I debiti per lo Spezia sono saliti a 39.3 milioni, e il patrimonio è irrisoriamente salito a +1.2 milioni di euro.

Il caso Hellas Verona

L’Hellas Verona può vantare una situazione economica diversa, ma comunque non positiva. Con una spesa di 88 milioni contro i 61.2 milioni di guadagni, la società si sta indebitando sempre di più (€75.9 milioni) a causa dell’enorme margine che si sta creando tra investimenti nell’acquisto di nuovi calciatori e il ritorno economico per i giocatori che ha ceduto. Una situazione che andrà a contabilizzare plusvalenze pari a 22.7 milioni di euro se non di più, tra i dieci più alti della stagione. 
Dati allarmanti che però fanno sperare in una ripresa a partire dal prossimo anno, con novità interessanti in fase post-calciomercato, che sicuramente faranno rientrare in campo le squadre più penalizzate con qualità aggiunte. Non è ancora detta l’ultima parola. ©

📸 Credit: Canva

Giornalista pubblicista, amante del mondo del calcio. Laureato in Scienze Motorie Sportive all'Università degli Studi di Brescia, per il Bollettino mi occupo principalmente di sport, spettacoli e cultura.