venerdì, 19 Aprile 2024

È allarme alimentare per milioni di adolescenti

Sommario
alimentare

La scure dell’inflazione taglia la possibilità di un’alimentazione sana. E a rimetterci di più sembrano essere i nostri figli. Con l’aumento dei costi delle materie prime e il calo di alcune produzioni i prezzi dei cibi schizzano alle stelle. E di solito si parla di quelli più di qualità, toccasana per il nostro organismo. Secondo i dati Istat dei primi mesi del 2023 fare la spesa oggi ci toglie dal portafoglio il 12,2% in più rispetto al 2022. Su una media mensile a coppia di 400 euro per acquistare beni di prima necessità, il rincaro rispetto allo scorso anno è stato quindi di circa 50 euro. Le ragioni di questi incrementi sono diverse, la maggior parte delle quali sono condivisibili.

L’insicurezza alimentare cresce

Sono due milioni le famiglie in condizioni di povertà, il 10% del totale secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Istat sul tema. La pandemia ha avuto conseguenze socio economiche pesanti sugli italiani, facendo salire la percentuale delle persone in difficoltà dell’1,4%. Solamente il 18,8% degli italiani ha un’alimentazione adeguata, secondo l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASVIS). Una problematica che pesa particolarmente sui minori. Il Covid-19 prima, la guerra poi hanno fatto aumentare del 12% la percentuale di under 15 costretti a ricorrere al supporto di enti e associazioni per trovare un pasto, stando a Coldiretti. L’insicurezza alimentare cresce anche tra anziani e i migranti stranieri. Ma ci sono anche tanti che perdono il lavoro o sono costretti a chiudere la propria attività per la difficile situazione economica e non hanno sufficienti risparmi da parte per mangiare tutti i giorni. Una problematica particolarmente forte al Sud, dove Coldiretti e Campagna Amica hanno lanciato l’iniziativa “Spesa Sospesa”, inaugurata nei mercati contadini della Puglia, che permette di lasciar pagati beni di prima necessità, che verranno poi ritirati da persone bisognose.

Spesa, la pasta è a rischio

A unirsi al difficile contesto e quindi a complicare la situazione ci sono gli eventi estremi. Solo i fattori climatici sono responsabili dal 20 al 49% delle fluttuazioni del rendimento agricolo, ha sottolineato la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA). Una situazione che mette a rischio la prossima stagione di semine. In pericolo c’è la pasta, eccellenza italiana che spopola nel mondo: nell’ultimo anno la produzione è calata dell’1,5% e il valore aggiunto del settore è sceso dell’1,8%, secondo gli ultimi dati Istat. Parallelamente, le imprese agricole hanno dovuto far fronte a un aumento del prezzo alla produzione del 17,7%, che ha ridotto i margini di profitto.

Per scongiurare il peggio l’associazione lancia un appello e chiede risorse adeguate e misure strutturali per tutelare l’agricoltura italiana, come la semplificazione burocratica e la riduzione della pressione fiscale. La soluzione? Un aiuto potrebbe arrivare dall’Agricoltura 4.0 e da tecniche di miglioramento genetico, oltre a una legge nazionale contro il consumo di suolo.

Spesa alimentare, occhio alla speculazioni

Non tutti gli aumenti dei prezzi delle materie prime sembrano leciti: in alcuni casi, infatti, ci sarebbe chi sfrutta la situazione di difficoltà per arricchirsi alle spalle delle famiglie. Così sostiene Codacons che, per far fronte all’incremento dei prezzi, ha fatto partire una denuncia a 104 Procure della Repubblica per il reato di aggiotaggio. Inoltre, ha attivato un sistema con cui i consumatori possono segnalare aumenti anomali dei prezzi riempiendo il modulo disponibile sul sito web dell’associazione.

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