sabato, 2 Marzo 2024

Quali sono le opportunità della longevity economy?

Sommario

Dagli Stati Uniti alla Cina, passando per l’Europa, la popolazione delle maggiori economie mondiali invecchia, ciò da origine alla cosiddetta longevity economy, ma di che cosa si tratta? Nel corso dei prossimi 30 anni, il numero di individui over 65 raddoppierà: da 771 milioni nel 2022 a 1,6 miliardi nel 2050. In quel periodo, un quarto della popolazione in Europa e Nord America avrà 65 anni o più. Non solo, ma anche le economie emergenti dell’Asia, America Latina e Africa Subsahariana, che attualmente vantano la popolazione più giovane al mondo, assisteranno a un incremento dei residenti anziani, dal 3% della popolazione di oggi a quasi il 5% nel 2050. Questa tendenza solleva una domanda cruciale: si può far convivere una società di pensionati con un’economia ancora attiva?

L’effetto dell’invecchiamento sul PIL

Il processo d’invecchiamento potrebbe rallentare i tassi di crescita del prodotto interno lordo (PIL), ma è improbabile che abbia un impatto considerevole sul reddito pro capite, che è ciò che conta di più per le persone. I progressi tecnologici e l’allungamento dell’aspettativa di vita potrebbero incrementare la produttività dei lavoratori, bilanciando così le eventuali perdite causate dal ridimensionamento della forza lavoro. Inoltre, il patrimonio accumulato dalle generazioni più anziane potrebbe alimentare futuri investimenti. Sebbene la sfida sia complessa, ci sono Paesi (ad esempio il Giappone) che mostrano come sia possibile affrontarla con successo.

«L’invecchiamento della popolazione esercita una forte pressione su coloro che sono in età lavorativa, a causa dei costi per sostenere la crescente popolazione dipendente», ha detto Ronald Lee, professore di demografia ed economia presso l’University of California Berkeley. In generale, un rallentamento dei tassi di crescita della popolazione e della forza lavoro si traduce in una più o meno analoga diminuzione della crescita del PIL.

Il ricercatore, tuttavia, ha sottolineato come il prodotto interno lordo in sé non è sempre il miglior indicatore di come un’economia stia affrontando l’invecchiamento. Per il benessere della popolazione, ciò che conta di più sono i livelli di reddito, misurati dal PIL pro capite. Quando la crescita demografica di un Paese rallenta o diminuisce, anche una crescita anemica dell’economia «non significa necessariamente che la crescita del reddito pro capite stia rallentando», ha affermato.

Longevity economy in Italia

La popolazione over 65 è in aumento, parliamo di oltre 14 milioni di persone, che entro il 2043 diventeranno circa 19 milioni, + 33,7%. Nel nostro Paese, un nucleo familiare “silver”, rispetto a uno formato da under 40, ha un valore della ricchezza netta media superiore del 50,8% e un valore delle attività finanziarie superiore del 100,7%.

L’attuale condizione degli anziani è largamente influenzata dall’efficacia del nostro sistema di welfare. Tuttavia, assistiamo a una riduzione dei fondi pubblici destinati ai senior in relazione alle dinamiche dell’invecchiamento. Infatti, nell’ultimo anno è diventato più difficile per l’84,1% degli anziani accedere al Servizio Sanitario Nazionale, a causa di liste d’attesa sempre più lunghe. Pertanto, il risparmio personale diventa un’ancora di salvezza finanziaria cruciale, che possono così permettersi servizi e prestazioni sanitarie in modo tempestivo.

Le priorità della “Silver generation”

La popolazione anziana autosufficiente, che rappresenta l’80% dei 14 milioni di persone over 65, richiede servizi rafforzati e di alta qualità legati alla socialità, all’attività fisica, al benessere e residenzialità. Tra le priorità, il mantenimento della forma fisica, l’accesso a cure mediche adeguate e la conservazione del loro stile di vita sono in cima alla lista. I senior non sono solo un gruppo demografico, ma un motore economico significativo, rappresentando il 30% del consumo annuale del Paese (circa 220 miliardi) e oltre il 30% della ricchezza patrimoniale totale (3.200 miliardi). Infatti, sono disposti a spendere per migliorare la loro qualità di vita. Ciò sottolinea la necessità di maggiore attenzione e risorse dedicate a questo segmento segmento della popolazione in crescita. ©

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Laureato in Economia, Diritto e Finanza d’impresa presso l’Insubria di Varese, dopo un'esperienza come consulente creditizio ed un anno trascorso a Londra, decido di dedicarmi totalmente alla mia passione: rendere la finanza semplice ed accessibile a tutti. Per Il Bollettino, oltre a gestire la rubrica “l’esperto risponde”, scrivo di finanza, crypto, energia e sostenibilità. [email protected]